lavoro, università | ricerca

Lavoro, Pd: Il governo stabilizzi i ricercatori dell’Ispra

Una delegazione di parlamentari del Partito democratico, composta dei deputati Cesare Damiano, Marianna Madia, Amalia Schirru, Giuseppe Berretta, Manuela Ghizzoni, Raffaella Mariani si e’ recata ieri al presidio dei lavoratori dell’Ispra che da nove giorni sono sul tetto della sede dell’azienda a Roma. “Nel corso dell’incontro – spiega Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera – e’ emersa una totale convergenza di vedute che ci impegna a sostenere la lotta dei lavoratori dell’Ispra con questi obiettivi: l’apertura di una ‘vertenza ricerca’ con il governo per chiedere quali siano le scelte strategiche e gli investimenti nei confronti di un settore fondamentale per il futuro del paese e quali impegni il governo intenda assumere per la stabilizzazione di circa 200 ricercatori cosi’ da non disperdere un patrimonio professionale ed umano. Il Partito democratico presentera’ un emendamento alla Finanziaria – aggiunge Damiano – per richiedere risorse per la stabilizzazione di questi ricercatori”.

5 Commenti

  1. a ric. pre.
    è dall’estate 2008 che ci confrontiamo su questo tema: nei post del sito rimane traccia della nostra discussione.
    Da allora, lui non ha cambiato idea, e nemmeno io. Siamo cioè fermi alle disposizioni della finanziaria 2007 (la prima del Governo Prodi) che prevedeva :
    1. risorse per la stabilizzazione di ricercatori negli Enti di ricerca che occupano posi vacanti di pianta organica (che, lo ricordo, il Governo ha ridotto con il decreto 112, pertanto non credo possano essere considerate lo strumento utile da estendere all’università per garantire l’immissione in ruolo di nuovi ricercatori) e che siano stati selezionati con valutazioni comparative;
    2. risorse per un piano straordinario di assunzioni nell’univesità mediante concorso (non potrebbe essere diversamente, poiché devono essere gli Atenei a bandire i posti disponibili). E’ per questo motivo che – tramite gli strumenti in mio possesso – sollecito il governo perché rispetti le norme della finanziaria: ci sono ben 80 milioni che aspettano di essere spesi per assumere i ricercatori.
    Certo, la soluzione del Governo è di altro segno (a vantaggio di chi sostiene che tra destra e sinistra non c’è differenza): cancellare il ruolo dei ricercatori.

  2. ric. pre. dice

    Quindi siete per le stabilizzazioni selettive? In alcune amministrazioni si ed in altre no?

  3. La Redazione dice

    Ispra, la ricerca è il futuro. Non uccidiamolo
    In mattinata il presidio convocato dai sindacati interni e dai lavoratori per protestare contro il taglio al personale previsto dai vertici dell’ente. Nel pomeriggio, la battaglia dei ricercatori è approdata in Senato
    Politica In mattinata il presidio convocato dai sindacati interni e dai lavoratori per protestare contro il taglio al personale previsto dai vertici dell’ente. Nel pomeriggio, la battaglia dei ricercatori è approdata in Senato, dove i lavoratori hanno avuto in sede U.P.I. un’audizione informale. I lavoratori hanno chiesto ai rappresentanti politici di aiutarli nei rapporti con il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che finora ha sempre rifiutato di incontrarli, e ha rinviato di un’altra settimana la risposta alle questioni che sull’argomento le ha posto la Commissione Ambiente della Camera

    “In un periodo di crisi come questo è fondamentale investire nella ricerca, non tagliare i fondi”: è quanto afferma Salvo Merlo, segretario nazionale della Flc (Federazione lavoratori della conoscenza) della Cgil, aprendo l’assemblea di stamattina alla sede centrale dell’Ispra di Roma.
    Un presidio convocato dai sindacati interni e dai lavoratori per protestare contro il taglio al personale previsto dai vertici dell’ente.
    Dopo le vicende di giugno, in cui non fu rinnovato il contratto di lavoro a circa 170 collaboratori dell’Istituto superiore per la protezione e ricerca dell’ambiente, adesso si parla di un’ulteriore scrematura, che lascerebbe a casa 145 ricercatori entro la fine di gennaio. In concomitanza con la protesta dei lavoratori a rischio che proseguono il presidio sul tetto della struttura dell’Ispra di via Casalotti, anche presso la sede principale dell’Eur a via Brancati si è decisa una mobilitazione per solidarizzare con i colleghi e chiedere garanzie alla struttura commissariale nominata dal ministero dell’Ambiente.

    All’assemblea era presente anche Paola Agnello Modica, segretaria confederale della Cgil, che ha voluto dimostrare concretamente la propria vicinanza ai lavoratori, dichiarando: “Un lavoratore dell’Ispra non può avere come termine del contratto la fine del commissariamento dell’ente, ma il termine del proprio progetto di ricerca. Questa è una follia”. La segretaria confederale si è poi interrogata su quale sarà il ruolo dell’Italia al prossimo vertice sull’ambiente di Copenhagen: “In un momento in cui gli altri paesi investono sull’ambiente e sulla ricerca noi torniamo indietro. Con quale credenziali il presidente del Consiglio si presenterà al prossimo G8 sull’ambiente? Di cosa parlerà?”.
    La sindacalista ha infine concluso il proprio intervento con una riflessione sui costi del commissariamento dell’Ispra e sul futuro che attende i lavoratori: “Dobbiamo competere sulla qualità e sulla ricerca. Al momento la mission di questa struttura è pari a zero. Non possiamo permettercelo, anche perché i commissariamenti costano parecchio”.
    Concorde anche Salvo Merlo, che ha ribadito la necessità di “investire sulla green economy, anche alla luce delle potenzialità ambientali dell’Italia”. Il segretario della Flc ha poi accusato il ministero dell’Ambiente di voler stabilire “un rapporto fra sovrano e suddito con i lavoratori dell’ente”, sottolineando la priorità di “mettere il personale in condizione di poter svolgere il proprio compito e di portarlo a termine”.

    Dopo gli interventi del sindacato, hanno preso la parola i diretti interessati: i dipendenti, che hanno chiesto garanzie e mobilitazione. “Qui dentro non c’è democrazia. È tutto verticistico, non abbiamo forme di difesa. Siamo tornati al Medioevo, questa non è democrazia, è puro feudalesimo. Non abbiamo pretese assurde, chiediamo solo il rispetto del contratto di lavoro e che i rinnovi siano gestiti con serietà, non come se fossimo ad un mercatino”: queste le amare parole di Francesca Assennato, dipendente Ispra. L’atmosfera di rabbia, mista a rassegnazione rivive nelle parole di un dipendente licenziato a giugno insieme a altri 169 colleghi: “Quando perdi la voce per lottare, nulla ha più un senso. Ho lavorato qui per cinque anni con un co.co.co. e poi a giugno non mi è stato rinnovato. Lavoro qui per ‘sport’, adesso ho un contratto come consulente di una società esterna, ma fra un mese dovrò andarmene”. La Cgil interna ha infine annunciato la propria partecipazione allo sciopero generale dell’11 dicembre, indetto dalla Federazione dei lavoratori della conoscenza, che vedrà in piazza ricercatori, insegnanti e universitari.

    Nel pomeriggio, la battaglia dei ricercatori è approdata in Parlamento, dove a palazzo Madama i lavoratori hanno avuto in sede U.P.I. (Ufficio di Presidenza Integrato), un’audizione informale alla presenza del presidente, senatore Antonio D’Alì. Anche in sede politica, i precari denunciano una situazione che li vede operare di fatto, da anni, come lavoratori subordinati, seppure con contratti che variano ad ogni rinnovo, con l’alternarsi di borse di studio, assegni di ricerca e contratti di collaborazione, sempre portati avanti alle dipendenze del medesimo ente e sotto la spada di Damocle di un mancato rinnovo. Nei mesi scorsi non sono stati rinnovati i contratti a ben 250 ricercatori ed altri 200 rischiano la medesima sorte entro il 31 dicembre.
    I ricercatori, tra cui erano presenti delegati USI – RdB, hanno ribadito alle Commissioni che la loro non è solo una vertenza di lavoro ma una questione nazionale che investe direttamente il problema della ricerca e della protezione ambientale, la quale necessita di un serio investimento, anche al fine di uscire dalla situazione drammatica per cui si interviene sempre dopo le catastrofi anziché fare un monitoraggio e una prevenzione continua per evitare la perdita di vite umane e risorse che in Italia accompagna ogni evento naturale estremo. Hanno poi chiesto ai rappresentanti politici di aiutarli nei rapporti con il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che finora ha sempre rifiutato di incontrarli, e ha rinviato di un’altra settimana la risposta alle questioni che sull’argomento le ha posto la Commissione Ambiente della Camera.
    da Aprileonline

  4. ISPRA: SENATORI ECODEM A PRESTIGIACOMO, “INACCETTABILE CHE RIFIUTI D’INCONTRARe PRECARI”.
    “E’ inaccettabile che il ministro dell’ambiente Prestigiacomo rifiuti d’incontrare i lavoratori precari dell’Ispra mobilitati per difendere il lavoro. Ed è inaccettabile che ad oltre un anno dalla nascita dell’Ispra, che ha accorpato i tre principali enti pubblici di ricerca e di controllo in campo ambientale, e dalla nomina del commissario, l’istituto e chi ci lavora vivano ancora nella più assoluta incertezza sul futuro, senza nemmeno lo straccio di un regolamento”. Lo hanno detto i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, al termine dell’audizione di una delegazione di lavoratori dell’Ispra presso la Commissione Ambiente del Senato, da loro richiesta e che si è svolta alla presenza del presidente della commissione Antonio D’Alì.
    “Nel caso dell’Ispra – hanno sottolineato i due parlamentari del Pd – ad essere precari non sono soltanto centinaia di lavoratori che stanno perdendo o rischiano di perdere nelle prossime settimane il lavoro: precario è l’intero istituto, chiamato a svolgere un ruolo essenziale nell’interesse dei cittadini e lasciato invece in uno stato di totale abbandono. I ricercatori dell’Ispra sono un patrimonio di intelligenze e di competenze che andrebbe salvaguardato e valorizzato. L’Italia senza un sistema forte e credibile di ricerca e controllo ambientale sarà sempre di più un Paese di serie B”.

    Roma 3 dicembre 2009

  5. (ANSA) – ROMA, 2 DIC – ”Il Partito Democratico ha presentato alla Commissione Bilancio della Camera un emendamento alla legge Finanziaria per una dotazione di alcuni milioni di euro da destinare ad Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, con priorita’ alla stabilizzazione dei lavoratori precari”.
    Lo dichiara in una nota Raffaella Mariani del Pd in commissione Ambiente. ”E’ una proposta concreta – sottolinea Mariani – rivolta al Governo per non disperdere un patrimonio di risorse umane fondamentali al mantenimento della principale agenzia di ricerca e controllo ambientale”.(ANSA).

I commenti sono chiusi.