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“Il dovere della verità”, di Ezio Mauro

UN’AULA di tribunale, un criminale mafioso di primo piano oggi “pentito” che accusa il Capo del governo e l’architetto della sua avventura politica di aver messo il Paese in mano alle cosche. Da tempo il Palazzo, già sconvolto da una serie di scosse fuori controllo, non tremava per un colpo così potente e diretto.

Il Paese è sotto choc, incredulo e bisognoso di sapere. I due elementi non possono essere disgiunti. Questa non è infatti la stagione finale dell’andreottismo che si ripete, ma qualcosa di inedito che va in scena, con l’annuncio di un’operazione di disvelamento, che nasce però dal cuore stesso della mafia. Per la prima volta nella storia, i capi storici di Cosa Nostra, murati nei loro ergastoli e nel 41 bis, non scomunicano a morte il “pentito” ma sembrano coprire il suo percorso, come se fosse delegato a parlare con lo Stato.

Davanti a ciò che è accaduto e a ciò che accadrà, occorre responsabilità da parte di tutti. La lotta politica, pienamente legittima nei suoi specifici obiettivi, va disgiunta dalla questione giudiziaria che ha regole sue proprie, fissate dalla legge. Solo così si può accertare la verità: che riguarda non soltanto i tribunali ma la storia di questo Paese, dunque l’opinione pubblica e il suo diritto di conoscere, per poter giudicare.

Il Capo del governo oggi ha il diritto di essere considerato innocente, così come Spatuzza va considerato criminale e “pentito”. Saranno i magistrati palesemente “testimoni” e non protagonisti di questa vicenda, come spiega qui Giuseppe D’Avanzo, a vagliare le menzogne e la verità in campo. Solo loro, com’è giusto che sia.

Proprio per questo, il Capo del governo deve mostrare la responsabilità che finora non ha avuto. Deve certamente difendersi con ogni mezzo lecito, ma attraverso il rispetto delle regole di uno Stato di diritto, non contro: perché solo quelle regole garantiscono lui e i cittadini dell’accertamento della verità, nell’interesse generale.

Il comportamento del Premier nel processo Mills è proprio l’esempio contrario, il caso di un uomo potente che manipola la legge a suo esclusivo privilegio, e intanto sfugge con artifici impauriti al calendario delle udienze: e ai suoi doveri di cittadino.

Perché Berlusconi possa far valere le sue ragioni, perché tutti possano sapere la verità, la strada è una sola, in democrazia. Noi cittadini dobbiamo sperare che il Capo del governo possa difendersi da accuse così infamanti. Lui, per la prima volta, deve provare a farlo.
La Repubblica 05.12.09

1 Commento

  1. Libero Giusto dice

    Al massimo si potrebbe chiudere un occhio, cos’i come ha fatto il Parlamento fin’ora portando avanti il Lodo Schifani ed il Lodo Alfano, sui
    reati minori, ma, Mai!! ,sull’eventuale responsabilità di concorso alle stragi del ’92 e’93!
    Spatuzza, non è solo un delatore, ma è colui che si è chiamato correo in quelle stragi, e che, con la sua denunzia fa una chiamata di correità anche nei riguardi di Berlusconi e Dell’Utri.
    Stiano attenti, quindi, gli Italiani su ciò che fanno!!!
    Questi reati di cui sono accusati Berlusconi e Dell’Utri sono della massima gravità, ci hanno rimesso la vita parecchie persone, quindi, non si può impedire alla magistratura di procedere nelle indagini, sol perchè è chiamato in causa Belusconi! Ma si deve permettere alla Magistratura di portare avanti le indagini, nel tentativo di arrivare alla giusta conclusione,
    senza impedimento alcuno, chiedendo anche la collaborazione testimoniale di Berlusconi e Dell’Utri, appaunto, per fare luce su questi gravissimi reati,
    sui quali la Magistratura dovrà pronunciarsi con assoluzioni o condanne!

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