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“Cittadinanza, una controriforma firmata Bertolini”

Duro attacco dell’on. Ghizzoni alla nuova proposta del Pdl e della Lega che nega ai figli degli immigrati nati in Italia il diritto di essere italiani. “Negare ai figli degli immigrati nati in Italia il diritto di cittadinanza. E’ l’ultima vergogna del governo di destra e porta la firma dell’on. Isabella Bertolini, relatrice della proposta di legge sull’immigrazione che impedisce a tanti italiani di fatto di esserlo anche di diritto. Una proposta di legge che peggiora l’attuale normativa”.

E’ durissimo il giudizio dell’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, dopo che la commissione Affari costituzionali ha dato il mandato al relatore – l’on Bertolini – di riferire in aula martedì su una proposta di legge che ha già spaccato la maggioranza.

In commissione Cultura una parte dei deputati del Pdl, 7 su 12, ha votato assieme alla minoranza un parere “bipartisan” che chiede il recepimento dello «ius soli», ovvero la possibilità, per i bambini nati in Italia da genitori stranieri, di acquisire la cittadinanza del paese di nascita in alternativa quella dei genitori. Il parere, in particolare, impegnava il relatore della proposta di legge a riconoscere la cittadinanza ai minori nati in Italia, o che abbiano completato un ciclo di studi in Italia, da genitori non italiani residenti legalmente in Italia da almeno 5 anni. Non c’é stato niente da fare, il parere è stato bocciato.

“La maggioranza e’ profondamente divisa sui valori – incalza l’on. Ghizzoni – lo abbiamo visto in commissione Cultura alla Camera dove la traballante solidità ha vacillato profondamente davanti alle condizioni poste al parere sulla cittadinanza per sanare il problema dei minori stranieri. Se questo è il preludio di quanto potrà accadere in Aula, beh, allora c’è da allacciarsi le cinture di sicurezza perchè ci sarà da ballare. Per noi affermare i diritti dei minori migranti è una battaglia di civiltà ma evidentemente così non è per l’on. Bertolini e per tutti coloro che pur invocando, a parole, i valori cristiani poi li contraddicono nella pratica politica e legislativa.

L’on. Bertolini – conclude la parlamentare del Pd – ha dimostrato in questo modo di condividere le posizioni oltranziste della Lega anche in tema di minori, liquidando con sdegno il parere della commissione Cultura e attaccando duramente i dissenzienti del Pdl guidati dall’on. Granata. Niente male per chi si dichiara moderato e liberale”.

2 Commenti

  1. carla righi dice

    Carissima Manuela, sto collaborando all’organizzazione della serata dell’11 gennaio, a Crevalcore. Che tristezza leggere queste notizie. Vogliamo un’immigrazione precaria, senza speranze, e poi ci lamentiamo dei problemi che crea, anche nella scuola e la usiamo come pretesto per giocare allo sfascio.

  2. La Redazione dice

    Cittadinanza di serie B
    Il Pdl corre ai ripari accettando ogni diktat del Carroccio. A breve, alla Camera sarà presentato un testo di legge lontano anni luce dalla realtà. Il Pd incontra il mondo dell’associazionismo, del sindacato e del volontariato impegnato nel settore della tutela dei diritti degli stranieri

    Con i voti favorevoli di Pdl e Lega, la commissione Affari costituzionali della Camera ha dato il via libera al testo di legge sulla cittadinanza elaborato dalla relatrice Isabella Bertolini. Il provvedimento prevede il mantenimento del requisito dei dieci anni di regolare residenza in Italia per ottenere la cittadinanza e in più introduce verifiche sulla conoscenza della lingua e dei principi fondamentali della nostra Costituzione. Si tratta di un vero arretramento nei principi della democrazia e un atto lontano anni luce dal concetto di moderna società multiculturale che la realtà dei fatti ci impone.

    La commissione Affari costituzionali ha respinto il parere della commissione Cultura che condizionava il suo ok al recepimento nel testo dello “ius soli temperato” , ovvero la cittadinanza per i bambini nati in Italia da genitori legalmente residenti da almeno 5 anni, un principio contenuto in una serie di emendamenti proposti da Fabio Granata del Pdl e da Andrea Sarubbi del Pd.

    Quella voluta dalla maggioranza è stata una decisione davvero affrettata, una scelta dettata dai vincoli che la Lega impone al governo Berlusconi e dalla voglia di fare un sgarbo alle indicazioni del Presidente della Camera, il “dissidente” Gianfranco Fini. Nonostante la prima sconfitta in Commissione, si può sperare “che alla fine il buonsenso avrà la meglio sulle tattiche politiche”, ha dichiarato Sarubbi.

    In effetti, il facile e pericoloso populismo della Lega che unisce il fenomeno immigrazione a quello della criminalità, si spiega solo in relazione alla prossima campagna elettorale che verrà coinvolte le regioni roccaforte della Lega: Lombardia e Veneto. Il paradosso assurdo è che la Lega continua a far finta di non vedere come, tra le forze trainanti di queste regioni, è proprio la presenza degli immigrati regolari a dare nuovo vigore all’economia locale.

    “Purtroppo arriva in Aula una pessima legge che dimentica il problema fondamentale, che sono i seicentomila ragazzi adolescenti italiani di fatto ma stranieri di nome e per la legge”. E’ quanto ha dichiarato Livia Turco, responsabile del Forum Immigrazione del Pd, in merito alla legge sulla cittadinanza approvata oggi in commissione Affari costituzionali. “Il testo Bertolini – ha continuato Turco – non corregge questa anomalia tutta italiana, che colpisce gli adolescenti e i ragazzi. Ci batteremo strenuamente perché non passi un testo che rischia addirittura di peggiorare la situazione esistente per ciò che riguarda i minori”.

    “E’ un arretramento dei diritti che viene imposto con uno strappo del tutto immotivato alla normale dialettica parlamentare visto che si tratta di un terreno su cui si sarebbe potuti arrivare a stabilire un rapporto positivo tra maggioranza ed opposizione”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Affari costituzionale della Camera, Sesa Amici ha commentato il voto in commissione sulla cittadinanza attraverso il quale Pdl e Lega hanno dato mandato al relatore, con il voto contrario dell’opposizione e con il parere contrario della commissione Cultura. “Il Pdl si presenterà in aula con un testo che è un oggettivo arretramento dei diritti e che arriva addirittura a peggiorare la normativa vigente che introduce un vero e proprio percorso ad ostacoli per gli stranieri che non agevola di certo l’acquisizione della cittadinanza né l’attuazione di serie politiche di integrazione. Quanto accaduto in commissione Cultura è la prova che le difficoltà politiche della maggioranza non sono superabili con accordi e accordicchi e che il tentativo di arrivare con un testo blindato non regge alla prima prova dei fatti. Auspichiamo che nel corso del dibattito in Aula su un tema così rilevante, com’è il tema della cittadinanza, prevalga la piena libertà di espressione dei deputati e non logiche di appartenenza.”

    “Abbiamo votato contro il mandato al relatore, presenteremo una relazione di minoranza ed un testo alternativo”. Così il deputato del Pd, vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Roberto Zaccaria ha commentato il voto in commissione sulla cittadinanza. “La Bertolini si è schiacciata sulle posizioni leghiste senza aprire alcun confronto ed anzi liquidando con sdegno il parere della commissione Cultura ispirato dall’on. Granata. E’ un atteggiamento di totale chiusura ed è la plastica dimostrazione che per tenere il rapporto con la Lega il Pdl non dà neanche spazio alla propria dialettica interna. Quel testo – ha concluso – è e resta una provocazione, un arretramento sul piano dei diritti civili che porta il nostro paese a divenire il fanalino di coda di tutta Europa in tema di cittadinanza”.

    Per Maria Coscia “è la Bertolini che non sa di che cosa sta parlando: la commissione Cultura è tradizionalmente attenta ai temi dei diritti di cittadinanza dei minori stranieri e lo dimostra il nostro voto che impegnava la relatrice a riconoscere la cittadinanza ai minori nati in Italia, o che abbiano completato un ciclo di studi in Italia, da genitori non italiani residenti legalmente in Italia da almeno cinque anni. Si tratta di una condizione più che ragionevole e questi atteggiamenti di stizza verso ogni forma di dialettica, interna od esterna che sia, sono il segnale che l’equilibrio della maggioranza è sempre più fragile e che le divisioni sono sempre più profonde”.

    Il vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Roberto Zaccaria ha promosso per conto del Gruppo del Pd un incontro sulla cittadinanza con parlamentari dei diversi schieramenti, il mondo dell’associazionismo, del sindacato e del volontariato impegnato nel settore della tutela dei diritti degli stranieri. Hanno partecipato i rappresentanti della Comunità S. Egidio, Gruppo Più Culture, ACNUR, Labsus, Amo,Anolf, Portale sull’immigrazione “Stranieri in Italia”, Associazione Tabanka, Federazione Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), Cir, Omvci, Rete G2, Associazione Centro Astalli, CVS NET, Cgil, Cisl, Uil.
    “Una nuova legge sulla cittadinanza che non dia un chiaro segnale di apertura nei confronti dei minori è un’occasione perduta. Se poi contenesse addirittura un arretramento rispetto alla normativa vigente sarebbe pericolosa perché motivo di un inaccettabile arretramento culturale” ha spiegato Zaccaria nel corso dell’incontro con le associazioni dei migranti. “Il testo Bertolini – ha aggiunto – è una provocazione giuridica, un arretramento sul piano dei diritti civili che isolerebbe il nostro paese in Europa. A pochi giorni dal dibattito in Aula – ha concluso – chiediamo alla maggioranza di ripensarci, di fare un passo in dietro e di liberarsi dalle posizioni retrograde della Lega Nord”.

    A.Dra

    http://www.partitodemocratico.it

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