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"Carpi: Trenitalia conferma che dal 14 marzo lo sportello non funzionerà la domenica", di Rino Filippin

Biglietteria chiusa Comune e utenti: una scelta grave. Un’altra mazzata al servizio ferroviario locale: le Fs confermano che dal 14 marzo la biglietteria verrà definitivamente chiusa la domenica. Dopo tante voci, compresa quella dell’onorevole Ghizzoni che venerdì scorso ha diffuso una nota sul «timore per la possibile chiusura dello sportello», ora arriva dunque la certezza che i «titoli di viaggio», nei giorni festivi, saranno disponibili solo nelle due biglietterie self service (se non sono guaste, come accade spesso).
«Noi – dice Trenitalia – faremo il possibile per mantenerle operative, ma contro i vandali che regolarmente le prendono d’assalto… Il nostro consiglio
è che i viaggiatori tengano sempre in tasca un biglietto». Nonostante la stazione di Carpi sia classificata di ‘Prima Categoria’ con oltre mille utenti giornalieri, Trenitalia ha deciso di tagliare un servizio importante. Oltre ai biglietti infatti lo sportello fornisce prenotazioni e nformazioni. Ma la cosa più incredibile è che la notizia non è stata data nè ai Comitati nè al Comune. «Nessuno ci ha avvisati: è l’ennesima occasione persa per potenziare la stazione», dicono Poli e Saetti. «A noi non risulta, Trenitalia non ci ha avvisati – dice l’assessore D’Addese -, ma se davvero il provvedimento fosse stato preso non potremmo che giudicare gravissima questa mancata comunicazione al Comune».
La Gazzetta di Modena 02.03.10

3 Commenti

  1. Paolo dice

    Il tasporto su rotaia non è di competenza delle pubbliche amministrazioni.
    Il trasporto pubblico a Carpi è stato incentivato con grandi sforzi di qeusta Amministrazione ma naturalmente riguarda solo il nostro territorio.
    E’ palese il disagio dei pendolari e gli sforzi anche dei Parlamentari della nostra zona non si sono fatti attendere ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Dobbiamo insistere sugli ambiti in cui è responsabile la Regione e chiedere ai nostri candidati (tutti) alle regionali di garantire a Carpi e ai suoi pendolari il dovuto riconoscimento

  2. Sandra dice

    Mi chiamo Sandra, ho 39 anni e sono uno dei tanti pendolari delle Ferrovie dello Stato nella tratta Carpi-Modena. Più di 15 anni fa, frequentando l’Università a Bologna, ritenevo molto problematica la linea Carpi_Modena_Bologna ma ora è veramente inaffrontabile…treni soppressi (con pochi servizi sostitutivi) o perennemente in ritardo (con la perdita delle conseguenti coincidenze), annunci assenti e tabelloni giornalieri sbagliati, scortesia ed approssimazione delle informazioni alle biglietterie, sporcizia dilagante sui treni, carrozze senza riscaldamento oppure soffocanti, treni iperaffollati con poche carrozze. Ma chi gestisce questa linea, è mai salito su un treno di questa tratta? La cosa più assurda è che ormai noi pendolari non riusciamo più ad arrabbiarci…una delle tante mattine in cui ho atteso il treno da Verona per Modena per oltre 40 minuti, guardavo le facce dei pendolari e mi rendevo conto che sui loro visi c’era quasi un atteggiamento di arrendevolezza e soprattutto di impotenza di fronte a tutto ciò che ormai si ripete un giorno sì e l’altro pure. Detto ciò le ferrovie dello stato si sentono l’anima in pace visto che per i disagi creati a noi utenti hanno deciso di “regalarci” l’abbonamento mensile del mese di maggio! Forse dovremmo anche dire GRAZIE! Ma chi mi ripaga di tutte le ore di lavoro perse, delle continue giustificazioni per i ritardi nei confronti del datore di lavoro, delle coincidenze perse, dei viaggi in piedi senza contare lo stress e l’ansia già a mille prima delle 9 di mattina? Mi rivolgo a politici e in particolare agli amministratori locali: come è possibile riuscire a sopportare questa totale assenza di responsabilità sociale da parte vostra nei nostri confronti? Voi parlate molto ma di fatti ne fate veramente pochi, anzi mi correggo…qualcosa fate solo quando ci sono le elezioni comunali o provinciali. Ma noi vi sembriamo merce di scambio?
    Leggevo proprio oggi il Piano Generale del Traffico di Carpi con il quale i Comune vuole migliorare la viabilità cittadina; in particolare, l’assessore D’Addese sottolinea alcuni obiettivi generali che qui riporto:
    1- il miglioramento delle condizioni di circolazione (movimenti veicolari, salvaguardia dei pedoni, dei ciclisti e la sosta);
    2- il miglioramento della sicurezza stradale (riduzione incidenti tramite la neutralizzazione dei punti di conflitto);
    3- la riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico (mediante la moderazione e fluidificazione del traffico);
    4- il risparmio energetico derivante dai punti precedenti.
    Sbaglio oppure sono io che non leggo da nessuna parte la voce “potenziamento o semplicemente miglioramento del trasporto pubblico locale”: la cosa mi stupisce particolamente visto che l’assessore e tutto il suo staff conoscono bene le problematiche della linea ferroviaria Carpi-Modena che risulta essere tra le più frequentate della tratta Verona-Modena! In compenso l’assessore alla mobilità vuole migliorare con il suo Piano la qualità della vita, considerato un tema prioritario dall’amministrazione comunale di Carpi.
    Prima di leggere il Piano del Traffico la mia intenzione era quella di commentare positivamente la proposta in alcuni punti innovativa esposta nei giorni scorsi dal sig. Angelo Frascarolo circa l’accesso da Est della stazione di carpi, la creazione di una rete subprovinciale che colleghi Carpi-Modena-Sassuolo e persino uno sguardo alle fasce deboli come anziani e donne che come sappiamo sono gli utenti che più frequentemente usano i mezzi pubblici.
    Ma, siccome queste proposte vengono dai cittadini stessi, perchè dobbiamo pagare amministratori e tecnici che in un neo piano del traffico non citano neanche il trasporto pubblico?
    Sandra
    pendolare di Carpi

  3. angelo frascarolo dice

    Prendo l’occasione della notizia dell’ennesimo peggioramento del livello del servizio ferroviario della linea Carpi – Modena, per lanciare un paio di idee su cui mi sembra utile porre l’accento, perché mi paiono sempre più cruciali:
    * l’accesso da Est della stazione di Carpi (sull’esempio di quella di Modena);
    * la creazione di una rete suburbana (o subprovinciale) che metta in connessione Carpi, Modena e Sassuolo (con le non secondarie fermate intermedie degli Ospedali Policlinico e Baggiovara).
    In questi giorni ho viaggiato da e per Verona e ho potuto notare (facile profezia!) che il tratto più frequentato è naturalmente Carpi – Modena.
    E allora perché non partire dall’oggettiva esigenza del potenziamento di questo tratto, cercando una sinergia con la linea Modena – Sassuolo?
    Un certo numero di treni che fa il breve percorso Carpi – Modena, si ferma poi ad aspettare pigramente il momento di fare ritorno, mentre altri stanno partendo da Modena per Sassuolo.
    L’idea di far proseguire il treno proveniente da Carpi fino a Sassuolo o, per alcune corse, anche solo fino a Baggiovara, potrebbe realizzare quel potenziamento mirato alla tratta più frequentata, nell’ottica di un’ottimizzazione dello sfruttamento delle carrozze messe a disposizione.
    Questa modifica gestionale potrebbe essere un primo passo verso quella rete di trasporto a carattere suburbano cui accennavo prima, nel senso che dopo aver focalizzato il concetto dell’unitarietà di gestione Carpi – Modena – Sassuolo, si potrebbero potenziare alcune corse a livello locale, creando il tanto auspicato “orario cadenzato”.
    Questo sarebbe, infatti, secondo me, il traguardo più qualificante cui si dovrebbe aspirare, perché in questo modo si attrarrebbe molto più traffico di passeggeri da e verso Modena, contribuendo a disintasare le arterie stradali (sempre più congestionate), allontanando così anche il momento di inevitabili pesanti investimenti per il loro potenziamento (e quindi con un risparmio di denaro pubblico).
    Da Carpi al Policlinico, tanto per dire, si avrebbe un percorso ferroviario di 18 minuti (in media) contro un tempo di 45 minuti circa sommando il tempo del treno Carpi – Modena con il tempo di percorrenza del “7” (dalla stazione di Modena al Policlinico).
    Credo che l’attrattività di un tempo così breve sia chiara per tutti.
    E discorsi analoghi si potrebbero fare per il percorso Carpi – Baggiovara, senza contare il valore sociale di questa evoluzione dei trasporti locali.
    Infatti ciò sarebbe di grande aiuto per i molti carpigiani che hanno necessità di recarsi agli Ospedali di Modena (Policlinico e Baggiovara), e quindi soprattutto per le persone con maggiore difficoltà nell’utilizzare l’auto (come ad esempio gli anziani), o anche per le persone che hanno poco tempo a disposizione (come ad esempio i lavoratori o le donne, le quali devono gestire il proprio tempo fra i molti impegni familiari).
    Sempre nell’ottica della facilità di accesso c’è anche l’altro tema che mi sta a cuore, l’accesso Est alla stazione ferroviaria.
    Non dovrebbe essere difficile comprendere come la possibilità di arrivare in stazione, senza dover attraversare il passaggio a livello di Cibeno, potrebbe agevolare non poco gli utenti di Cibeno e frazioni limitrofe i quali, oltre a trovare altro parcheggio al di qua della ferrovia, non dovrebbero più correre il rischio di trovare il passaggio a livello chiuso, come sempre succede (guarda un po’) quando arriva un treno… magari quello su cui saremmo voluti salire e che invece ci scorre sornione davanti agli occhi.
    Non bisogna dimenticare, infine, che questo accesso Est, sgravando il parcheggio lato Ovest, finirebbe con l’agevolare anche gli abitanti di Carpi Centro e provenienti da Ovest, in quanto molti viaggiatori potrebbero parcheggiare l’auto dall’altro lato.
    Spero che queste mie proposte possano trovare eco ed essere rilanciate nelle sedi opportune.

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