attualità, politica italiana

"Il guaritore", di Massimo Gramellini

L’altra sera, girovagando fra i canali, mi sono imbattuto in un volto ispirato che, dal palco di una piazza, inneggiava all’amore e urlava: entro il 2013 vogliamo vincere il cancro. Giuro, diceva proprio così. Vo-glia-mo vin-ce-re il can-cro. Non la disoccupazione. E nemmeno lo scudetto. Il cancro, «che ogni anno colpisce 250 mila italiani». Sulle prime ho sperato fosse il portavoce del professor Veronesi e ci stesse annunciando uno scoop mondiale. Così ho telefonato a uno dei 250 mila, un caro amico che combatte con coraggio la sua battaglia, e gli ho dato la grande notizia. Come no?, ha risposto, adesso però ti devo lasciare perché sono a cena con Vanna Marchi.
Ho degli amici molto spiritosi. Mi auguro che tutti i malati e i loro parenti la prendano allo stesso modo. E anche tutti i medici che in ogni angolo del pianeta si impegnano per raggiungere quell’obiettivo. In Italia con qualche problema in più, dato che il governo che entro tre anni intende vincere il cancro ha ridotto i fondi per la ricerca scientifica. Vorrei sorriderne, come il mio amico. Ma stavolta non ci riesco. Ho perso i genitori e tante persone care a causa di quel male. E allora: passi per le barzellette, le favole e persino le balle. Fa tutto parte del campionario di iperboli del bravo venditore e il pubblico ormai è assuefatto allo show. Ma anche a un’alluvione bisogna mettere un argine. Bene, per me il cancro rappresenta quell’argine. Non è: un milione di posti di lavoro. Non è: meno tasse per tutti. Il cancro è una cosa seria. E lui, che lo ha avuto e lo ha vinto, dovrebbe saperlo.
La Stampa 23.03.10

2 Commenti

  1. berlusca-bossi !!! almeno non ci fanno rimpiancere le macchiette di totò e peppino de filippo….

  2. Giovanna dice

    Questo pezzo di Gramellini è molto tosto. Ma anche Emiliani non scherza

    Berlusconi a San Giovanni. Le frasi che parlano da sole

    Mi sono appuntato alcune frasi storiche del cavalier Berlusconi ieri a San Giovanni: “E’ stato per amore che sono sceso in campo per il mio Paese” (il portafoglio ce l’ha sul cuore?) “Non voglio vivere in un Paese dove è a rischio la libertà” (la sua, ovviamente, ma per reati comuni) “La sinistra italiana, anziché approdare alla socialdemocrazia europea…” (ma non ha dato lui del Kapò al socialdemocratico Schultz oggi capogruppo europeo?) Fra le domande rivolte al suo popolo: “Volete un governo della sinistra che rimetterebbe l’Ici, raddoppierebbe le tasse su Bot e Cct e metterebbe una patrimoniale su tutto?”
    “Volete più verde e più piste ciclabili?” (questa è stata sublime)
    E all’appaluso e al “no” o al “sì” convinto commenta: “Mi sembra che abbiate studiato bene…” oppure: “Mi sembra che abbiate le idee chiare” (Mussolini non trattava così nemmeno le massaie rurali di allora, anni trenta-quaranta).
    “In questi tre anni vogliamo vincere anche il cancro!” (un taumaturgo, ma non ha tagliato la spesa per la ricerca?)
    Nel presentare i candidati-governatori: “Un ragazzo magico, trasparente per una magica rivoluzione”, “Tosta, tosta, tostissima, grandissima professionista e conversatrice”.
    Due palesi bugie :”Fuggono dalle regioni rosse per venirsi a curare da noi”, cioè chez Formigoni, magari alla Clinica Santa Rita, e poi “Anche in Umbria siamo vicinissimi alla vittoria…” (ci sono almeno 8-10 punti di differenza).
    Straordinario poi, anzi “grande grande grande”, il Bossi Umberto che motiva (ma perché la moglie, calabrese nerissima, gli sta così incollata?) la sua lealtà e amicizia verso Silvio col fatto che Lui andò subito a Bruxelles a dire di no ad una legge europea a favore della pedofilia (?) e ad un’altra per la “famiglia trasversale” (anche questa incomprensibile, ma accolta da applausi a non finire).
    Infine, Bossi si batte per il federalismo, candida Cota e Zaja e poi assiste impassibile al giuramento dei tredici candidati che come scolaretti si impegnano, prima di tutto, a lavorare “in sintonia col governo nazionale”, cioè più centralisti di Crispi, o dello stesso Mussolini. E giù applausi convinti.

    da Articolo21

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