Mese: Aprile 2010

"Il bluff dei grandi lavori l´Italia dei cantieri promessi e mai aperti", di Ettore Livini

Investimenti pubblici giù dell´8% Nessuna ripresa in vista nei prossimi due anni, boom degli appalti a trattativa privata Per le opere minori spesi solo 20 milioni degli 800 promessi da Palazzo Chigi. Niente soldi per riparare le buche aperte dal gelo dell´inverno sulle strade italiane. Pochi spiccioli (un quarto di quelli necessari) per sistemare le scuole un po´ cadenti del Belpaese. L´Italia delle grandi (e piccole) opere infrastrutturali è rimasta al verde. I soldi da Roma – causa crisi – arrivano con il contagocce. Comuni e Regioni, bloccati dal patto di stabilità, hanno tagliato drasticamente gli interventi. E i cantieri, spesso dopo pompose inaugurazioni, non partono: gli investimenti pubblici in infrastrutture – stima l´Associazione nazionale costruttori edili – già calati del 5,1% nel 2008, sono scesi lo scorso anno dell´8,1%. Degli 11,2 miliardi di soldi statali promessi per lo scorso anno se ne sono materializzati solo 6,6. Non solo: di questa somma un miliardo è servito a finanziare lavori già avviati (Mose e ferrovie del sud), 1,3 sono stati girati al Ponte di Messina e …

Piemonte, effetto Cota: bloccherò la RU486

Il cammino perchè le donne italiane possano abortire con la pillola Ru486, in ospedale o in day hospital, potrebbe essere più lungo del previsto. Un segnale forte della nuova aria che tira nelle regioni arriva dal neo presidente del Piemonte, Roberto Cota, che ha già fatto che le confezioni arrivate nella sua regione potrebbero restare nei magazzini, spiegando di pensarla in modo «completamente diverso» dall’ex presidente Mercedes Bresso. «Sono per la difesa della vita – ha detto Cota – e penso che la pillola abortiva debba essere somministrata quanto meno in regime di ricovero». E sulle scatole già arrivate, la conclusione polemica è che per lui «potranno marcire nei magazzini». Parole giudicate «stupidaggini» da Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana. «In Italia è garantita la libertà terapeutica, un ambito che riguarda solo il medico, il paziente e il loro rapporto. Tutto il resto sono chiacchiere inutili». Tuttavia è reale la possibilità che i presidenti delle regioni possano rallentare l’arrivo della Ru486 negli ospedali. A spiegarlo è il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella: «Tecnicamente i presidenti …

"Critiche di forma e di sostanza", di Michele Ainis

Fin qui Giorgio Napolitano non ha certamente fatto scialo dei propri poteri. Li ha usati con moderazione, preferendo la moral suasion al trillo del fischietto. Oppure non li ha usati affatto, come il potere d’indirizzare messaggi solenni al Parlamento. Fino a ieri, quest’ultimo era anche il caso del potere di rinvio, mai esercitato per l’appunto dall’undicesimo Presidente della Repubblica italiana. E dunque, che significato assume il fatto nuovo? È il segno di una svolta, d’un atteggiamento indocile che marcherà gli ultimi tre anni di questo settennato? È solo un’occasione presa al balzo per rintuzzare, colpendo una legge secondaria, le critiche di chi lamenta l’eccessiva prudenza del Capo dello Stato? Tranquilli: è la normalità costituzionale. Il rifiuto di promulgazione non è un trauma, non innesca terremoti nella nostra cittadella pubblica. Nemmeno quando cade su leggi tutt’altro che insignificanti, come nel caso di specie. A patto d’intendersi però sul perimetro concettuale che ne delimita i confini. Un equivoco allevato sia a destra che a sinistra assegna al presidente un ruolo di garante circa la costituzionalità degli atti …

"In Italia non ci sono più i ricchi. Solo l’1% sopra i 100mila euro", di Marco Ventimiglia

Le dichiarazioni dei redditi per il 2008 evidenziano nuovamente i gravi squilibri del Paese p Lombardia in testa, a pagare sono soprattutto dipendenti e pensionati. Cgil: fisco da riformare. Sono le ultime dichiarazioni dei redditi disponibili, presentate nel 2009 e relative all’anno precedente, e fotografano un Paese dove la ripartizione dei guadagni fra la popolazione non può certo definirsi equa, poco importa se trattasi di una situazione comune alla maggioranza delle nazioni occidentali. In particolare, sono418 mila i «Paperoni » d’Italia, ossia coloro che dichiarano un reddito superiore ai 100 mila euro l’anno, mentre ben 20,9 milioni di persone non superano i 15 mila, un livello al di sotto del quale, specie se si ha una famiglia da mantenere, si può ben parlare di una condizione vicina alla povertà. I dati sono stati diffusi ieri dal Dipartimento delle Finanze del Tesoro, e comunque li si guardi attestano una realtà incontrovertibile, quella di uno squilibrio assai poco in sintonia con una società pienamente democratica. Dei circa 41,8 milioni dei contribuenti, due terzi dichiara non più di …

"Giovani, allarme lavoro il tasso di disoccupazione schizza al 28,2 per cento", di Luca Iezzi

Rimane alto l´allarme disoccupazione. A febbraio il tasso dei senza lavoro si conferma all´8,5%, il livello peggiore da sei anni a questa parte. Risultato particolarmente negativo per la fascia tra i 15 e i 24 anni che con il 28,2% è tra i peggiori d´Europa che invece ha una media del 20,6%. Secondo il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni: «La disoccupazione giovanile è certamente figlia della crisi internazionale, ma anche di un atteggiamento tutto italiano che penalizza le nuove generazioni». L´Istat rileva che tra i 2,1 milioni di disoccupati complessivi cresce la componente maschile (+297 mila in un anno, +4000 in un mese) anche se le donne mantengono la percentuale più alta di senza lavoro (9,7% contro il 7,7%). Regge, anche grazie all´estensione della cassa integrazione, il numero complessivo degli occupati a 22 milioni e 806 mila unità, -0,1% in un mese e -1,7% rispetto a febbraio 2009, corrispondente a 395.000 unità. Parziale consolazione arriva dal confronto europeo: Eurostat ha certificato il nuovo record della disoccupazione al 10% per Eurolandia, le doppia cifra non si …