Giorno: 22 ottobre 2010

Mai come ora (Newsletter n° 9 – ottobre 2010)

Mai come ora la distanza tra l’Italia reale e quella che viene raccontata nei telegiornali di maggiore ascolto è stata così ampia. Mai come ora le priorità del Governo sono state così distanti da quelle del Paese. Mai come ora la maggioranza di destra è stata così fragile. Mai come ora l’Italia ha bisogno di equità e giustizia sociale. Il gradimento del Premier è precipitato per tutte queste inconfutabili verità, nonostante lo zelo di alcuni ‘direttorissimi’ di telegiornali, che ogni giorno nascondono la polvere sotto il tappeto con un’informazione di regime addomesticata. Ecco perché, mai come ora, è necessario essere uniti davanti all’inadeguatezza e all’incapacità di Berlusconi di risolvere i problemi degli italiani (preoccupato solo dei suoi) e allo showdown della destra. Dobbiamo esserlo anche nel nostro partito, perché sono le democratiche e i democratici italiani a chiedere alla classe dirigente del PD e all’opposizione nel suo complesso maggiore unità. Sono i milioni di italiani stanchi di un Governo che sta facendo letteralmente a pezzi il Paese a chiederci di essere pronti per l’alternativa, con …

Area Dem a Cortona: «Scriveremo il nuovo dizionario del Pd», di Marina Sereni*

Area Dem si ritrova a Cortona per approfondire alcuni dei nodi che il Pd deve sciogliere se vuole davvero parlare all’insieme della società italiana, affermando così il suo ruolo di asse portante dell’alternativa all’attuale governo. Siamo di fronte a un paradosso e a una difficoltà. Il paradosso è quello di un partito che, nonostante stia cercando di definire un “vocabolario” riformista sui principali temi programmatici, continua ad apparire incerto, oscillante, diviso. La difficoltà è quella di un grande partito in cui le diverse sensibilità, anche dentro alla maggioranza uscita dalle primarie, anziché concorrere a rendere visibile un profilo unitario sembrano preferire la rendita di posizione che può scaturire dal distinguersi. Basta pensare alla cacofonia di dichiarazioni e interviste sulla manifestazione della Fiom. A Cortona vogliamo provare a mettere a fuoco questo tema: il Pd non doveva aspettare Pomigliano per scoprire che in Italia c’è una grande questione che riguarda la produttività e la competitività della nostra economia. Non poteva e non può permettersi di non raccogliere la sfida del cambiamento che l’amministratore delegato della Fiat …

Università, Pd: ddl Gelmini va modificato radicalmente, basta stagione dei tagli

Ghizzoni a Futuro e libertà : dopo parole di Fini più coraggio e coerenza per rilancio atenei. “L’università ha bisogno di una riforma ma non del ddl Gelmini che deve essere modificato radicalmente anche per abbandonare, una volta per tutte, la stagione dei tagli e rilanciare un piano di investimento per gli atenei”. Lo chiede la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni che auspica che “dopo le parole di Fini, il gruppo di Fli si comporti con coerenza e coraggio, non com’è accaduto solo pochi giorni fa quando, per rispondere a un ‘ordine di scuderia’, hanno ritirato tutti i loro emendamenti al ddl Gelmini che avrebbero potuto mettere in difficoltà la maggioranza. Abbiamo detto sin dal principio che senza soldi e con nuovi tagli non si può riformare l’università, apprezziamo che questa nostra posizione stia trovando sempre più consenso anche dentro la maggioranza. Dopo la sessione di bilancio in commissione si potrebbe trovare un nuovo clima per modificare radicalmente il ddl Gelmini e dare risposte alle vere problematiche degli atenei”. ****** …

"Cala il sipario sul diritto allo studio", di Federica Laudisa

Il fondo che finanzia le borse di studio per gli studenti universitari scenderà nel 2011 a 70 milioni di euro dagli attuali 96 milioni, tornando più o meno sui livelli del 1998. In Francia e in Germania la spesa annua per il sostegno agli studenti è di 1 miliardo e 400 milioni. E mentre in altri paesi il pacchetto di aiuti è uniforme su tutto il territorio nazionale, per gli universitari giovani i criteri di ammissione alle borse variano di Regione in Regione e talvolta anche all’interno di una stessa Regione. Perché nessuna voce si leva in difesa del diritto allo studio? Il diritto allo studio universitario sembra destinato a scomparire nell’imminente futuro nel quasi assoluto silenzio generale. Non c’è nessuna associazione pronta a tentare di salvarlo dall’estinzione. Nemmeno la voce degli studenti – che pure si unisce al coro di protesta di ricercatori e docenti sulla riforma Gelmini e sui tagli al Fondo di finanziamento ordinario – appare forte e compatta su questo punto. L’ala destra della rappresentanza studentesca si smarca perché anche in …

Lavoro, la Ue si muove

Lavoro, la Ue si muove David Sassoli: “Ieri il parlamento Ue ha votato tre risoluzioni che costringeranno i governi a ripensare la filosofia degli interventi sulla crisi: la tassa sulle transazioni finanziarie, il reddito minimo garantito contro la povertà, i termini di pagamento della pubblica amministrazione”. Due indicazioni rimbalzano dall’Europa e vanno dritte al cuore del dibattito promosso da AreaDem che oggi comincerà a Cortona. Ieri il parlamento Ue ha votato tre risoluzioni che costringeranno i governi a ripensare la filosofia degli interventi sulla crisi: la tassa sulle transazioni finanziarie, il reddito minimo garantito contro la povertà, i termini di pagamento della pubblica amministrazione. Tre provvedimenti destinati a stabilizzare e a cambiare il trend dopo un periodo in cui l’incertezza ha prodotto strategie rigoriste e tagli di bilancio. Torna d’attualità per i progressisti la domanda chiave di questa stagione, indicata con precisione da Edmondo Berselli nel suo pamphlet/testamento: «Un ordine sociale fondato su una economia regolata dallo stato e temperata dal welfare può riaffiorare nella globalizzazione ritrovando un ruolo e una posizione competitiva? ». Le …

"Ambiente, il piano fantasma di Bondi. Manca anche l'ufficio al ministero" , di Vittorio Emiliani

l dossier presentato da Italia Nostra racconta di un Paese che non si cura del paesaggio E al codice che prescrive la co-pianificazione Stato-Regioni mancano le linee guida Addio turismo. Una politica miope che suicida l’industria del turismo Il caso Sicilia. Contro il piano del parco degli Iblei anche i sindacati Sta sempre peggio il paesaggio italiano. Con alcune eccezioni, dovute all’impegno di singoli governatori – come in Toscana – a favore dell’ambiente. Eppure esiste un Codice che le Regioni dovrebbero applicare. Il paesaggio italiano, malgrado le mille colate di cemento e asfalto, resta fra i più ammirati del mondo. Però sta sempre peggio. Il Ministero per i Beni Culturali ha cancellato la direzione generale per il paesaggio e sembra aver rinunciato alla co-pianificazione paesaggistica con le Regioni prevista dal Codice Urbani-Rutelli. Né si muovono granché le Regioni, tranne qualche lodevole eccezione (la Toscana con la nuova giunta). E’ il succo amaro del rapporto presentato ieri a Italia Nostra dai consiglieri nazionali Vezio De Lucia, urbanista fra i più impegnati, e Maria Pia Guermandi dell’IBC …

"Il vero obiettivo azzoppare i pm", di Giuseppe D'Avanzo

La riforma della giustizia è una favola buona per gli ingenui. Nei tre striminziti fogli che il ministro della Giustizia porta in giro, al Quirinale, Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo dei Marescialli, non c´è alcuna traccia di riforma. Nessuna correzione di ciò che è oggi storto. Nessuna cura delle criticità del sistema. “Riforma” è un eufemismo. Consente all´Eletto di manipolare la Costituzione per rendere innocuo il pubblico ministero, la bestia nera. Il sedicente rinnovamento della giustizia non è altro che questo: l´assalto all´autonomia e all´indipendenza delle procure; il tentativo di fare del pubblico ministero non un “potere” né un “ordine” ma “un ufficio” – sarà così definito – che rappresenta nel processo le fonti di prova raccolte dalle polizie dipendenti da una mano governativa che, a sua volta, deciderà con il ministro di Giustizia “le priorità” nell´esercizio dell´azione penale. Addio articolo 112 della Carta: “Il pubblico ministero ha l´obbligo di esercitare l´azione penale”. Liquidato l´articolo 109: “L´autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria”. C´è anche altro nel programma del governo: la separazione delle carriere; lo sdoppiamento …