Giorno: 11 ottobre 2010

La Corte d'appello dispone il pagamento dei mesi estivi

Non un semplice giudice del lavoro, bensì una Corte d’appello, quella di Brescia, ha riconosciuto a un’insegnante il diritto al pagamento degli stipendi estivi per gli ultimi 5 anni (il pregresso non è stato recuperato per avvenuta prescrizione). L’insegnante aveva richiesto che il suo contratto di lavoro a tempo determinato fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) fosse riconosciuto e convertito in contratto a tempo indeterminato. La Corte d’appello non ha riconosciuto il diritto di convertire il contratto a tempo indeterminato, ma ha però dato ragione alla ricorrente sulla questione del risarcimento del danno, che è stato quantificato in 13mila euro complessivi. Nel dispositivo della sentenza emessa nel luglio scorso viene affermato, tra l’altro che “ andrà individuato calcolando la differenza tra quanto effettivamente percepito dai lavoratori e quanto gli stessi avrebbero percepito qualora fossero stati subito inquadrati quali lavoratori a tempo indeterminato, ossia tenendo conto della retribuzione per i mesi estivi che non è stata corrisposta, con gli interessi di legge ”. La sentenza spiega che qualora si trattasse di una “sopravvenienza imprevista” …

«Le due agende etiche», di Stefano Rodotà

Due “agende etiche” sono comparse all´orizzonte politico, e vale la pena di metterle a confronto. La prima è stata presentata dal presidente del Consiglio nel suo discorso alle Camere, e contempla temi noti, nell´abituale cornice limitativa dei diritti delle persone – procreazione assistita, aborto, testamento biologico, ricerca scientifica. La seconda nasce dall´ordinanza con la quale il Tribunale di Firenze ha rinviato alla Corte costituzionale la legge sulla procreazione assistita perché vieta la cosiddetta fecondazione eterologa, così violando l´eguaglianza tra le persone. Qui l´impostazione è completamente rovesciata. Si vuole restituire a tutti la libertà di scelta nelle questioni di vita, come ha già fatto la Corte dichiarando incostituzionali alcune norme della stessa legge e come ha indicato la Corte europea dei diritti dell´uomo affermando l´illegittimità del divieto contenuto nella legge austriaca. Prevedibili le reazioni critiche di governo e Vaticano, fondate tuttavia su sgrammaticature istituzionali e falsificazioni della realtà. Non è vero che la legge sulla procreazione assistita sia inattaccabile perché confermata da un referendum: nel 2005 semplicemente non fu raggiunto il quorum necessario per l´abrogazione per …

"La sicurezza sul lavoro è uno spot «vergogna»", di Federica Fantozzi

«Quella notte c’erano ragazzi con davanti molti anni di vita e con l’unico peccato di dover lavorare per vivere. E si volevano bene. A se stessi e ai loro familiari. C’era Antonio (Schiavone, ndr) di 35 anni con un figlio di 2 mesi, a cui voleva così bene da voler solo tornare a casa per prenderlo in braccio». Antonio Boccuzzi, operaio sopravvissuto al rogo dell’acciaieria torinese Thyssenkrupp in cui morirono 7 colleghi, che Veltroni ha voluto in Parlamento con il Pd, è tra i firmatari dell’appello contro lo spot governativo anti-incidenti sul lavoro: «È vergognoso. Una sconfitta per il lavoratore, offensivo per i familiari, una presa in giro per precari e manovali in nero». Nel video, pochi frame. Scritta iniziale: «Quando lavori pensa a chi ti ama e attende il tuo ritorno». Immagini: un agricoltore extracomunitario solleva il figlio, un capo cantiere torna a casa dalla famiglia, una giovane operaia abbraccia il fidanzato. Scritta finale: «Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene». Appello «ipocrita», lo boccia Carlo Lucarelli, che alle morti bianche ha …

Scuola SpA. Franceschini: scelta assurda, Governo smentisca

Dichiarazione on. Dario Franceschini, presidente deputati Pd “La notizia di costituire una Spa cui affidare la proprietà degli edifici scolastici e la competenza per la loro costruzione, manutenzione e messa in sicurezza è talmente assurda e inqualificabile che non posso nemmeno credere che sia vera e il governo farebbe bene a smentire subito questa intenzione. Quella della società è una proposta molto pericolosa che ricorda tanto il tentativo di costituire una Protezione civile Spa per sottrarla da tutte le regole e garanzie. Sarebbe una scelta grave, è l’opposto di una concezione federalista dello Stato. A soli tre messi dall’approvazione del federalismo demaniale il governo propone una pericolosa inversione a U e ipotizza di sottrarre ai comuni e alle province le proprietà degli edifici scolastici. Peraltro in modo centralista e verticistico e senza nessun coinvolgimento di questi soggetti. La strada per risolvere il problema dello stato fatiscente di molti edifici scolastici è di escludere dal patto di stabilità di comuni e province le spese per gli investimenti sull’edilizia scolastica.” ****** dal Sole 24 Ore di domenica …

«Il sistema di appalti segreti degli alti funzionari pubblici», di Sergio Rizzo

Concessa ai dirigenti dello Stato la possibilità di procedure riservate. La norma «nascosta» nella manovra. I dubbi dell’Authority ROMA – Con una fantasia degna di Charles Perrault, l’autore della celebre fiaba di Pollicino, nella manovra economica di questa estate è comparso un bel grimaldello per aggirare le gare pubbliche. Il sistema è semplice: d’ora in poi i dirigenti «generali» dello Stato, per intenderci quelli più alti in grado come i capi dipartimento, potranno dichiarare «segreti» gli appalti e le forniture di beni e servizi per la pubblica amministrazione. Gli basterà fornire un motivo plausibile. ABITUDINE – Il ricorso alla «segretazione» delle opere e dei contratti pubblici è diventata un’abitudine sempre più frequente. Ci sono ragioni di sicurezza, certamente, che riguardano per esempio gli apparati di polizia, gli 007, alcuni settori militari. Spesso, però, la scusa serve a imboccare scorciatoie immotivate. Qualcuno sa spiegare perché i lavori di ristrutturazione di un palazzetto del Senato che dovrebbe ospitare uffici degli onorevoli, come quello di largo Toniolo, a Roma, debbano essere eseguiti con procedure «segretate»? O perché i …

Una vera riforma dell’Università: gli errori del governo, le proposte del PD

L’università italiana ha bisogno di norme e risorse che la rendano più moderna e capace di favorire una crescita sociale e dell’economia fondate sulla conoscenza, sull’innovazione e la mobilità sociale degli studenti. Un sistema universitario di qualità, con docenti motivati e selezionati in base al merito; con Atenei autonomi, responsabili, valutati in base ai loro risultati. Il DDL Gelmini non corrisponde a nessuno di questi obiettivi: questa è la ragione della nostra opposizione. Non stiamo affrontando il confronto parlamentare con la logica del “tanto peggio tanto meglio”, ma con le nostre proposte, che hanno un obiettivo chiaro: consentire all’università italiana di fare un deciso passo in avanti, mentre il progetto del governo vorrebbe certificare definitivamente il suo impoverimento e il suo arretramento, riportandola indietro di decenni ad una gestione centralistica della burocrazia ministeriale, del tutto inefficace e fuori dalla storia. In questi mesi il tema della riforma dell’università è passato sottotraccia nel dibattito pubblico, con la colpevole complicità di molti: crediamo che la parte più coraggiosa del mondo accademico, a partire dai ricercatori strutturati e …

Bersani: «Breve governo Poi voto a primavera», di Andrea Carugati

«Berlusconi è un osso duro, quando abbiamo detto che era una macchietta lo abbiamo sottovalutato». Pierluigi Bersani sceglie il salotto di Fabio Fazio su Raitre per una “confessione” inedita sul rapporto tra il suo partito e il Cavaliere. E tuttavia, accanto a questa autocritica, infila un moto d’orgoglio: «Io sono per guardare tutti i nostri limiti e correggerli, ma non sono per l’autolesionismo. La destra in tutta Europa vince perché è riuscita a gestire meglio i temi della globalizzazione. Ma noi non siamo stati delle meteore inutili, se siamo nell’Unione europea è per noi…». Bersani parla anche del futuro, a partire da una previsione sul voto: «C’è una buona probabilità che si vada votare in primavera, il deterioramento di questa maggioranza è evidente», spiega. «Andranno avanti a pajata e polenta, finché uno di loro non staccherà la spina…». Per questo il leader Pd continua a ragionare su «un breve governo di transizione, che faccia una nuova legge elettorale». «Tutti dimenticano che due anni fa fu proprio Berlusconi a dire in Parlamento che bisognava cambiare la …