Giorno: 13 ottobre 2010

Università, Pd: rinvio ddl a dopo sessione di bilancio è scelta saggia

Ghizzoni: vogliamo sapere con esattezza quanto il governo investirà “La capigruppo ha fatto la scelta più saggia anche alla luce della netta bocciatura della Ragioneria dello Stato che ha criticato fortemente il ddl Gelmini per l’assenza di adeguate coperture finanziarie. La discussione a dopo la sessione di bilancio permetterà infatti di capire esattamente quanto il governo intende restituire ed investire sull’università. Anche se il siparietto di Tremonti e Gelmini, che solo poche settimane fa annunciavano ‘nuove risorse’ per gli atenei, resta ancora impresso nelle nostre menti e non ci fa bene sperare visto che quelle risorse, come dimostra il parere della Ragioneria, non sembrano nella disponibilità del Governo. Mentre il taglio di 1 miliardo 350 milioni di euro al fondo di finanziamento ordinario dell’università è una cruda realtà scritta nei bilanci dello Stato” .Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta la decisione della capigruppo di Montecitorio di far slittare a venerdì la discussione del ddl Gelmini, ma di rinviarne i voti a dopo la sessione di bilancio. Roma, 13 …

"Un colpo al cuore del calcio malato", di Gianni Mura

Bruttissimo colpo al cuore del calcio. Il cuore non è la pancia e neanche la testa. È voglia di godersi uno spettacolo, è passione, è saper stare con gli altri. Poco importa sapere che Italia-Serbia avrà come risultato un 3-0 a tavolino e che la Serbia, per colpa dei suoi tifosi peggiori, sarà probabilmente esclusa dalla competizione. Importa che contro l’ottusità e la violenza non si scorga una linea di difesa. Che la festa di Genova sia rinviata a data da destinarsi. I bambini in maglia azzurra e anche gli altri, quelli serbi con la maglia bianca e rossa, avevano gli occhi tristi e pieni di domande, cui qualcuno dovrà rispondere. Una sola riguarda l’Italia: come ha fatto a entrare allo stadio, tanto più dopo i tafferugli in città che hanno coinvolto lo stesso pullman della nazionale serba e particolarmente il portiere Stojkovic, che s’è chiamato fuori, quella cinquantina di figli di Arkan, attrezzati con tutto il necessario per far saltare la partita? Il capo, un grassone a volto coperto, maglietta nera con teschio e …

"Il futuro dell’Europa? Inizia a scuola", di Luigi Berlinguer

Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco». La profonda semplicità della frase di William B. Yeats è stata tradotta in didattica da alcune scuole italiane ed europee. Alcune esperienze di questa nuova scuola saranno raccontate dai protagonisti domani a Modena in un convegno internazionale promosso dal Gruppo dei Socialisti e Democratici che sarà concluso da Pier Luigi Bersani. Non mi dilungo (per informazioni: www.luigiberlinguer.it). Obiettivo dell’incontro è contribuire al dibattito europeo sull’avvenire del progressismo avviato dai laburisti e intrecciata con la dottrina sociale cristiana. La sinistra non vince in Europa perché la sua identità è invecchiata e difensiva. È il momento di innovare strategie e politiche. Non è questa, del resto, la sfida del Pd? Nella società della conoscenza, lavoro e sapere sono due facce della stessa medaglia. Una società solidale di liberi, di uguali, di responsabili si fonda sull’intreccio indissolubile tra sapere e lavoro. Lo aveva intuito, con preveggenza, un italiano europeo: Bruno Trentin. Oggi chi sa è libero, chi non sa dipende da altri. Chi sa migliora la qualità del …

"Sulla giustizia Quirinale e Palazzo Chigi non dicono le stesse cose", di Stefano Folli

Nonostante la soddisfazione espressa dal vertice del Pdl, è difficile credere che Napolitano abbia sostenuto ieri sulla durata dei processi le stesse tesi del presidente del Consiglio. Il richiamo del Quirinale è alla lunghezza abnorme dei procedimenti e all’impossibilità per il cittadino di veder riconosciuti i propri diritti. Quindi il sollecito è alla politica affinché affronti la riforma della giustizia nella sua globalità, con l’obiettivo di restituire efficacia alla macchina giudiziaria. Il punto di vista di Berlusconi è diverso, o almeno tale appare. L’insistenza sul «processo breve», da conseguire con un dispositivo di legge ad hoc, rischia di compromettere un numero esorbitante di processi in corso e su questo la polemica è nota. Quel che è peggio, Berlusconi dà sempre l’impressione di avere in mente solo il suo caso personale (il processo Mills) e di cercare la «brevità» per trovare la prescrizione. I due approcci sono quindi opposti. Il capo dello Stato ricorda alla politica che esistono solo i problemi generali, collettivi, e che le riforme devono essere concepite a vantaggio dei cittadini. Il premier, …

"La violenza dell'indifferenza" Elena Loewenthal

Un attraversamento pedonale con le strisce zebrate. La banchina di una metropolitana in un’ora di punta. Luoghi dall’apparenza neutra, persino inoffensiva. Se non fosse che in questi ultimi due giorni sono diventati teatro di una violenza bieca, assurda. A Milano un taxista ha inavvertitamente travolto un cane libero da guinzaglio, a Roma una giovane donna ha battibeccato con un ragazzo per una precedenza in coda, come capita infinite volte. Entrambi sono finiti in coma, con grave trauma cranico. E di fronte a casi del genere non ci si può esimere da una domanda tanto banale quanto imperativa, pur sapendo che la risposta sarà necessariamente ambigua, parziale. Che non ci aiuterà a capire. E tuttavia il «perché è successo?», il «come è potuto accadere?» non possono non essere un tormento, per tutti noi. Il caso più recente, quello al capolinea Anagnina della metropolitana capitolina, è terribile proprio perché scatenato da una circostanza talmente comune che non facciamo alcuna fatica a ricostruire la scena iniziale. Ne siamo stati protagonisti tante volte, da una parte o dall’altra: una …

"Voglia di urne e di talk show", di Stefano Balassone

È da un paio di settimane che in questa sede stiamo esprimendo l’idea che il comportamento dell’audience, come già avvenne alla fine degli anni ’80, stia uscendo dai binari consueti e che, oggi come in quella fase, le scelte degli individui-spettatori dipendono da bisogni degli individui-cittadini. Vediamo ad esempio che, nonostante il crescente – così dicono tutti – disgusto per la politica i programmi televisivi “politici” vanno particolarmente alla grande. Nell’ultima settimana Santoro ha sfiorato i sei milioni e Floris i quattro, mentre La7 conferma il boom del tg e la crescita delle altre trasmissioni informative. Potrebbe trattarsi di fatti fortuiti, se non fosse che contemporaneamente sono entrate in sofferenza le reti ammiraglie, in particolare il Tg1 e la tripletta quizzone&Tg5&Striscia. In altri termini c’è un aumento dell’ascolto “motivato”, figlio di situazioni di inquietudine, a scapito di quello abitudinario che domina le fasi storiche di tran tran. Sarà perché, dopo la sorpresa del TgLa7, questa idea ha cominciato a frullarci nella testa che ci sembra di trovarne conferma perfino nelle chiacchiere origliate in metropolitana, dove …

"La violenza dentro di noi", di Michele Serra

ue liti di strada, due pugni micidiali, un tassista in fin di vita a Milano, una ragazza gravissima a Roma. Del secondo crimine esiste un video dei carabinieri (è avvenuto in una stazione videosorvegliata). Immagini che diffondono all´infinito lo scandalo della violenza e ce ne rendono partecipi quasi in tempo reale. Poiché lo scandalo è scandalo (fortunatamente), la prima reazione è di pancia, di repulsione e di allarme. La seconda è provare a dare un peso razionale ai due episodi. È legittimo domandarsi, per esempio, quanto l´aumento della “violenza percepita” sia suffragato dai fatti, e quanto sia influenzato dalla pervasività dei media: anche la violenza è nell´epoca della sua riproducibilità tecnica, e la cronaca nera lievita, nel nostro Paese, molto più rapidamente e potentemente di quanto lieviti la sua materia prima, che è il crimine (vedi lo studio di Ilvo Diamanti pubblicato lunedì scorso su questo giornale). A fronte di questa constatazione, che ci invita a includere anche la “vendibilità” della violenza tra i suoi connotati più rilevanti, e più contemporanei, non c´è dubbio che …