Giorno: 23 ottobre 2010

"Fini: «Senza risorse meglio ritirare la riforma». Ma a Bari gli studenti lo contestano", di Roberto Ciccarelli

La riforma tradita. Da Tremonti e dai suoi tagli che impediscono la carriera ai meritevoli e non mettono a disposizione posti di associato per i ricercatori. Con la chiarezza che il ministro dell’università Mariastella Gelmini non può permettersi, intervendo all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università di Foggia il presidente della Camera Gianfranco Fini ha onestamente riconosciuto «che i tagli non sono sopportabili, senza fondi si tradisce lo spirito della riforma dell’università, a quel punto è meglio ritirarla». La prima uscita ufficiale dopo la riunione dei capogruppo alla Camera del 13 ottobre che ha deciso di accantonare il disegno di legge Gelmini in attesa di un suo finanziamento, il leader di Futuro e Libertà si è preparato ad incassare una vittoria annunciata. «Tremonti – ha ribadito Fini poche ore dopo a Bari dove è stato contestato dagli studenti di Link a suon di vuvuzelas – si è impegnato nel reperire risorse e io non posso fare altro che esprimere l’auspicio che questo accada». L’auspicio verrà realizzato quando il ministro dell’Economia elargirà l’obolo all’università nel milleproroghe. Potrebbe essere di …

"Franceschini: governo politico assieme al terzo polo", di Maria Zegarelli

E’ il passaggio più delicato questo terzo incontro a Cortona per Dario Franceschini. Cinque mesi fa, proprio da qui la minoranza lanciava l’ultimatum al segretario Pier Luigi Bersani: “O si cambia o si muore”. Oggi ci sono Area dem con Franceschini, Fassino e Marini e Movimento Democratico con Veltroni, Fioroni e Gentiloni. Una scelta che Franceschini oggi rivendica: “E’ una scelta coerente con quanto dissi durante le primarie: se perdo sostengo lealmente chi vince. Succede così in tutti i partiti riformisti: non si rimette in discussione il progetto quando vince un leader che non piace o c’è un problema. Basta scannarci sui giornali”. Ma quale diventa allora la funzione di questa area che non è corrente, non fa opposizione dura e pura contro la segretria e si distingue dal tridente che ha dato vita a Movimento democratico? “Rilanciare il progetto riformista del partito democratico non rinunciando a portare il proprio punto di vista”, spiega l’ex segretario davanti ad una platea che applaude convinta alcuni passaggi, meno altri, che al suo interno ha delle perplessità. Le …

Regala slip e dice: «Mi faccia una… lega»

Un consigliere della Lega Nord regala uno slip di pizzo bianco e allega uno scritto non proprio elegante, ‘fammi una lega’. Capita a Castel San Pietro Terme, grosso paese tra Bologna e Imola, nel pieno della rossa Emilia-Romagna, e il protagonista del bel gesto è Gino Volta. Destinatario il sindaco Sara Brunori, Pd alla guida di una giunta di centrosinistra. Il non primo scivolone leghista su frasi o gesti a sfondo pesantemente sessuale è arrivato ieri sera in Consiglio comunale dopo che Volta aveva criticato la politica della Giunta concludendo che questa avrebbe lasciato i cittadini in mutande. Dopo di che ha consegnato un pacchetto al sindaco e se ne è andato. Il primo cittadino donna ha scartato l’omaggio e si è trovata tra le mani lo slip con stampata una figurina maschile in boxer a cui un fumetto faceva dire la frase non proprio femminista. «Qualcuno cercherà di minimizzare questo gesto come goliardico ma, come donna e come rappresentante della città e dello Stato, sono profondamente offesa da questo atto molto volgare», ha commentato …

"Lo scudo sbriciolato all'ombra del Quirinale", di Stefano Folli

Giorgio Napolitano ha sbriciolato lo «scudo giudiziario». Ne ha smontato la filosofia di fondo, in base alla quale non è il solo Silvio Berlusconi, come capo del governo, a beneficiare dell’immunità in corso di mandato in quanto essa si estende al presidente della Repubblica. Ma questo bizzarro dualismo delle «alte cariche» non è gradito al Quirinale. Napolitano ritiene di essere ampiamente garantito dall’articolo 90 della Costituzione; ogni altra formula finisce per creare una serie di paradossi e di contraddizioni e di sminuire la figura e il ruolo del capo dello stato così come sono definiti dalla Costituzione. Ecco allora la lettera inviata al presidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama. Un passo senza dubbio clamoroso. Napolitano esprime la sua preoccupazione e non lascia dubbi sul fatto di giudicare incostituzionale la norma all’esame dei senatori. Parla anzi di «palese irragionevolezza» della nuova disciplina all’esame del Parlamento. Un’espressione molto dura, di sapore giuridico, che pone un problema drammatico di congruità fra la Carta vigente e le nuove norme costituzionali che la maggioranza vorrebbe approvare. Ora tutto …

"Questa volta non è una sceneggiata… o no?", di Santo Della Volpe

Anche nella finanziaria,come si chiamava una volta, il tax credit per il cinema non c’è. Ed allora il ministro Bondi che fa? Aveva promesso che se ne sarebbe andato se non fosse stato rifinanziato questo provvedimento: poi aveva assicurato produttori e sindacati dello spettacolo dicendo che il prossimo consiglio dei ministri sarebbe stato dedicato al Cinema ed allo spettacolo (e non parliamo di Cultura, una parola che in quell’alto consesso poteva provocare reazioni isteriche)…. Ma anche questo Consiglio dei Ministri se ne è andato senza che si fosse parlato di Cinema o altro. Ed allora l’ineffabile ministro Bondi che fa? Va in Tv a difendere il Lodo Alfano, al quale dedica più attenzione e urla di quante sarebbero necessarie,invece che muoversi e darsi da fare per ottenere da Tremonti almeno un rifinanziamento minimo del credito d’imposta. Sino a prova contraria è ancora un ministro della Cultura…anche se l’unico provvedimento sinora proposto è stato il divieto ai minori di 10 anni di alcuni tipi di film ,oltre a cercare di intromettersi anche nelle scelte della giuria …

"Fidatevi: c’è anche una sanità che funziona. Non buttiamola", di Vittorio Emiliani

Si parla spesso di “malasanità” in Italia. Lo si fa, generalizzando, a proposito di ospedali pubblici. Sovente a sproposito. Così i potenti delle cliniche private se ne giovano, immeritatamente. Di rado si parla di “buonasanità” (non fa notizia). Non la si evoca, per gli ospedali pubblici, nemmeno laddove – nel Centro-Nord, a isole nel Sud – essi funzionano in modo soddisfacente, dopo che la rete, negli anni, è stata a fatica razionalizzata. A Roma poi è una moda diffusa “sparare” sulle strutture pubbliche, malgrado negli anni passati si siano compiuti grandi sforzi per migliorarne le strutture, per lo più elefantiache, ereditate dal passato, per qualificare l’assistenza medica e quella infermieristica. Sento allora il dovere civile di rendere una mia personale testimonianza sulla “buonasanità”, nel caso sul Policlinico Umberto I° di Roma, al centro in passato di tante polemiche. Giuste e meno giuste. La mia storia. Avverto per la seconda volta un senso di diffusa oppressione al petto. Alle 14,30 entro al Policlinico Umberto I°, lo conosco soprattutto per il Centro per la cura dell’ipertensione, nato …