Giorno: 17 marzo 2011

Scuola: Ghizzoni (PD), “Disabili esclusi da corsa campestre dei giochi studenteschi, è il Miur a mentire"

La capogruppo PD in commissione Cultura: la Gelmini e il governo garantiscano i fondi al Cip, risoluzione bipartisan alla Camera “Il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’evidente imbarazzo nel giustificare la propria politica fallimentare sotto tutti gli aspetti, non trova di meglio da fare che denigrare chi denuncia, per ultimo, la scelta discriminatoria di escludere i ragazzi disabili dalle finali nazionali di Corsa campestre dei Giochi sportivi studenteschi”. Così Manuela Ghizzoni, capogruppo PD della commissione Cultura della Camera, replica al comunicato del Miur. “Per smentire il Ministero – dice Ghizzoni – è sufficiente la lettura attenta della circolare ministeriale 1741. Come potranno partecipare i ragazzi disabili alle finali di corsa campestre, previsti per domenica prossima 20 marzo, se è stato loro impedita l’iscrizione? E se i ragazzi disabili non possono partecipare, la loro assenza dalle gare non è forse discriminatoria?”. “Possono cavarsela richiamando l’accordo siglato con il CONI nel 2009/2010 che ha affidato l’organizzazione delle Finali nazionali dei Giochi a totale carico delle Federazioni sportive – spiega – In questo accordo il Comitato Italiano …

Muti e quel canto del Va' pensiero «Siamo italiani da sempre», di Luca Del Fra

Francamente quello dell’unità non lo ho mai avvertito un problema, come stranamente avviene oggi», Riccardo Muti «fulminando irrompe nella folta»: a poche ore dalla serata di gala per le celebrazioni dell’Unità d’Italia che lo vedranno sul podio dell’Opera di Roma dirigere Nabuccodonosor di Giuseppe Verdi al cospetto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si apre a una serie di considerazioni su quanto sta avvenendo nel nostro paese. «Sono cresciuto – spiega– in un milieu intellettuale, dove Gaetano Salvemini che è un mio lontano parente acquisito, esercitava un grande peso. Al tempo stesso Molfetta è il sud delle meravigliose bande che suonavano nelle processioni della settimana santa cui partecipavano tutti. Si respirava una cultura che affondava le radici nella Grecia classica, cresciuta nella latinità, ci unisce una lingua e una storia di lungo respiro. Quando penso a Dante o a Raffaello penso a degli italiani: voglio dire che siamo italiani da sempre. E perciò non posso che essere particolarmente avverso a quanti vogliono nuovamente sezionare e dividere quanto per secoli e secoli è stato sezionato e …

"Quando i piccoli maestri fanno grande la scuola", di Mariapia Veladiano

“LA SCUOLA ha un problema solo. I ragazzi che perde”, scrivevano nel 1967 i ragazzi di Barbiana. E davvero non si vede come oggi possa essere diverso. Forse è possibile che la scuola italiana sia in grado di reggere anche gli ultimi tagli di cattedre programmati per i prossimi due anni: 20.000 circa. La metafora è bizzarramente reperita da un’area semantica che potremmo definire sismica. E risulta sinistra soprattutto perché consegna la scuola al sollievo ambiguo di essere stata per ora risparmiata. Ma la scuola non deve innanzi tutto reggere. Deve accogliere, garantire il diritto all’istruzione, essere luogo di opportunità per tutti. Deve liberare la convulsione dei desideri che abita nei ragazzi che le vengono affidati e farla diventare forza di vita. Il paradosso attuale è che la scuola dell’autonomia ha molti strumenti per diventare quello che deve essere, ovvero un laboratorio di culture, integrazione, equità sociale. Anzi, l’unico attuale laboratorio di integrazione delle diversità, perché alla scuola statale vanno ancora tutti e se funziona come deve qui si impara a costruire la convivenza vera …

"Italia unita alle radici della nostra democrazia", di Pier Luigi Bersani

L’anniversario è di tutti, o dovrebbe esserlo. Cominciamo col dire questo. Lo si capirà bene oggi pomeriggio, nell’Aula della Camera, quando il Parlamento in seduta comune ascolterà le parole solenni di Giorgio Napolitano, capo dello Stato e mai come oggi vero garante del patto costituzionale e repubblicano. Ma gli anniversari parlano. Raccontano sempre del clima del paese e dello spirito di un popolo. Fu così un secolo fa, quando i primi cinquant’anni del Regno scontarono la polemica di cattolici, socialisti e repubblicani. E mezzo secolo dopo, a ridosso del boom, con una retorica soppiantata dalla celebrazione di un’epopea diversa, tutta interna al carattere bloccato della nostra democrazia. Erano, quelle di allora, contrapposizioni profonde, ideologiche e per fortuna archiviate. Ma oggi? Su cosa si fonda oggi la celebrazione di una unità che tutti dovrebbero avere compreso e assimilato? Nel bene e nel male l’Italia liberale, e ancora di più quella repubblicana, hanno inteso la patria come coscienza di un passato vissuto, ma soprattutto come la proiezione di un futuro comune. Possiamo dire lo stesso anche noi? …

"Sesso e soldi, ecco le nuove carte del Rubygate", di Giuseppe D'Avanzo

Il comodo con Berlusconi è che non ti delude mai. Per giorni e settimane ha ripetuto, con il petto gonfio, che non vedeva l´ora che il processo – quel processo che lo umilia e l´angoscia, il «processo Ruby» – avesse inizio. Che avesse inizio per dimostrare dinanzi al Paese, al popolo che lo ha voluto a capo del governo, al mondo che sempre lo ammira, la sua innocenza, l´inconsistenza di «accuse allucinanti», la barbarie di un´eversiva inquisizione togata. «Andrò a tutte le udienze». Gliela avrebbe fatta vedere lui, sempre presente in aula, vigile e parlante, a quella «certa magistratura politicizzata», l´avrebbe screditata in diretta tv. Gli ingenui credono alle sue parole. Pensano che ancora una volta il Cavaliere ce la farà – ed è tutto un vivamaria – a venir fuori dall´angolo in cui lo hanno cacciato caotiche abitudini. I creduloni si convincono che davvero il capo del governo voglia difendersi nel processo e non dal processo, come ha sempre fatto affatturandosi cavilli, pretesti, legittimi impedimenti, legge ad personam, immunità. La faccia feroce del Cavaliere …

"Sul rimpasto stop di Napolitano", di Barbara Fiammeri

Niente rimpasto, almeno per ora. Silvio Berlusconi ieri sera all’ufficio di presidenza del Pdl ha confermato quel che tutti nel frattempo avevano già capito dopo il colloquio in mattinata tra il premier e il Capo dello Stato. Il Cavaliere salito al Colle per proporre la nomina di Saverio Romano a ministro dell’Agricoltura e il “trasferimento” ai Beni culturali di Giancarlo Galan è rientrato a Palazzo Grazioli con un nulla di fatto. L’ex Udc, oggi leader del Pid, tra i principali esponenti del gruppo dei responsabili, non la prende bene e invia al premier un segnale chiarissimo: al momento del voto sull’election day, Romano e la sua pattuglia di 4 deputati non sono in aula e il governo supera la prova solo grazie al salvataggio del radicale Beltrandi che si smarca dal resto dell’opposizione. La tenuta della maggioranza torna così ad essere appesa a un filo, nonostante il Cavaliere parlando con i suoi ieri sera continuasse a sfoggiare ottimismo «convinto che si possa arrivare a quota 336» (ieri Giulia Cosenza ha lasciato Fli per tornare nel …

Nucleare: Pd non partecipa a votazioni in commissione su decreto del governo

“Inaccettabile assenza Prestigiacomo e Romani”. “I deputati democratici in commissione Ambiente e Attività produttive non hanno partecipato alla discussione e alla votazione del parere sul decreto legislativo per la individuazione dei siti dove realizzare le centrali nucleari. Dopo settimane che i ministri competenti, Prestigiacomo e Romani, non si sono fatti vedere sono venute meno le minime condizioni di serietà per confrontarci su un tema così delicato”. Lo dicono i capigruppo Pd in commissione Ambiente, Raffaella Mariani, e Attività produttive, Andrea Lulli. “Solo ieri sera – proseguono Mariani e Lulli –, precettato all’ultimo momento, è venuto il sottosegretario Saglia. Non ci possono chiedere di partecipare ai lavori in commissione di fronte all’assenza dei ministri competenti, entrambi però presenti oggi alla Camera, alla fretta per l’avvicinarsi della scadenza della delega a causa dei ritardi del governo e del pressapochismo della maggioranza. Il dibattito su un tema del genere è delicato e per questo i ministri dovrebbero essere presenti e confrontarsi con il Parlamento. È grave che il governo non dica una parola chiara e univoca sul futuro …