Giorno: 7 marzo 2011

Se non ora quando? ADESSO. Rimettiamo al mondo L’Italia. Brindisi rosa l’8 marzo in piazzetta della Pomposa

Le donne non si fermano. Dopo la manifestazione del 13 febbraio a Modena come in tante altre piazze italiane ed estere e il grande successo ottenuto, il Comitato “Se non ora quando” ha deciso di dare continuità alla propria iniziativa. Quale migliore occasione della festa dell’8 marzo. La mobilitazione è già partita a livello nazionale e anche a Modena il Comitato promotore ha previsto un appuntamento per martedì 8 marzo alle 18e30 in piazzetta della Pomposa. Le donne modenesi del Coordinamento si rivolgono a tutti gli attori sociali che hanno sostenuto la manifestazione del 13, ai tanti e alle tante che hanno partecipato, ma anche a tutti quelli che vorranno aggiungersi, per ritrovarsi insieme a brindare in piazzetta della Pomposa. Intorno ai tavolini collocati in piazzetta, con calici e spumante, con tanti palloncini e coccarde rosa indossate al braccio, attaccate alla borsetta o alla bici, le magliette “Se non ora quando?” , si brinderà al successo di una straordinaria partecipazione e di un impegno che continua, rilanciando le proposte su cui proseguire la mobilitazione. Le …

Scuola, Pd: ministro ha le traveggole, da lei solo ‘tagli epocali’

Ghizzoni: mossa pre-elettorale, Gelmini sa che sua azione erode consenso maggioranza. “Il ministro ha le traveggole, a forza di difendere a testa bassa il suo operato, adesso arriva addirittura a sostenere che le risorse stanziate dal governo Berlusconi per la scuola italiana sono le stesse dei tempi di Prodi. Una vera e propria falsità che ha tutto il sapore di una mossa pre-elettoralistica. Ma la matematica non è un’opinione e i tagli sono scritti nero su bianco. Per l’anno scolastico 2009/2010 i tagli sono stati di 456 milioni di euro, 32.105 cattedre e 14.167 personale amministrativo (Ata). Per l’anno scolastico 2010/2011 i tagli sono stati di 1 miliardo 650 milioni di euro, 15.560 cattedre e 14.167 personale amministrativo (Ata). Per l’anno scolastico 2011/2012 i tagli sono di 2 miliardi 538 milioni di euro, 19.676 cattedre e 14.167 personale amministrativo (Ata). A partire dal 2012 ogni anni ci sarà un taglio di 3 miliardi 188 milioni di euro. I taglio sono tutt’altro che archiviati, siamo davanti ad un disinvestimento epocale che ha messo e sta mettendo …

"Laureati travolti dalla crisi bassi stipendi e più precarietà", di Federico Pace

Peggiorano ancora i dati su retribuzioni, occupazione e stabilità. Raddoppia il fenomeno di chi non ha neppure un contratto. I laureati di famiglie operaie guadagnano quasi duecento euro al mese in meno dei colleghi di estrazione borghese. I risultati del rapporto di AlmaLaurea su 400mila giovani. La crisi non smette di far male. Anche a chi, come i laureati, possiede più strumenti culturali e professionali per reagire ai mutamenti. I numeri parlano chiaro. Gli stipendi perdono ancora potere d’acquisto, le chance di trovare un posto si riducono ulteriormente e i contratti precari sono ormai routine. Intanto risuonano altri due campanelli d’allarme: il lavoro nero raddoppia e la classe sociale di provenienza non smette di condizionare i destini dei giovani. Tanto che tra i “figli” si perpetuano le differenze e le disparità dei “padri”, anche laddove non avrebbero più alcuna giustificazione. Sia in termini di euro guadagnati che di riconoscimenti e identificazione nel lavoro. A richiamare l’attenzione sulla questione giovanile, è il nuovo rapporto di AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei neolaureati. Presentata oggi a Roma presso …

"Sorelle d'Italia, queste le donne che hanno costruito il paese e lottato per la democrazia", di Serena Danna

Quando apprende di essere stata citata tra le donne che hanno fatto l’Italia, Rossana Rossanda raffredda il tono della voce: «L’umiltà non è tra le mie qualità migliori, ma per cortesia dica all’amica Gae di non commettere questo errore di valutazione». L’amica Gae è l’architetto Aulenti. Prima che il ‘68 arrivasse a sconvolgere schemi e recinti, mentre Rossanda ripensava il comunismo alla Casa della cultura di Milano, la giovane designer con i capelli corti e la passione per il razionalismo internazionale, trasformava una professione maschile in una possibilità concreta per migliaia di donne. Aulenti è un bravissimo architetto, dice la giornalista, ma in fatto di donne sbaglia: «Non sono certo una che ha unito l’Italia. Piuttosto sono sempre stata espressione di una minoranza politica e culturale: una comunista all’opposizione, prima all’interno e poi all’esterno del partito. La mia battaglia culturale era contro il cattolicesimo e l’arretratezza culturale del Paese», racconta al telefono dalla sua casa di Parigi la fondatrice del Manifesto. L’architetto, seduta nel suo studio milanese nel quartiere Brera, difende la scelta: «La vita …

«Meritiamo rispetto, pretendiamolo», di Sofia Toselli

Adesione del Cidi alla manifestazione del 12 marzo Non c’è democrazia senza uomini e donne in grado di farla vivere e crescere. Questo è il compito prioritario della scuola pubblica. Per questo Berlusconi l’attacca. Sono tre anni che la scuola è tagliata, mortificata, ridotta al minimo del suo funzionamento. Con provvedimenti di discutibile legittimità questo governo ha operato intenzionalmente per rendere la scuola dello Stato, la scuola dell’art. 3, comma 2 della Costituzione, un luogo inefficiente, inospitale, selettivo, dove si farà sempre più fatica a insegnare e apprendere. Il momento è difficile e il malessere degli insegnanti si taglia a fette. In una situazione così, se arriva alla scuola un’offesa ingiusta e spregevole da chi avrebbe, per responsabilità istituzionali, il compito di salvaguardarla, il malessere aumenta, l’irritazione esplode. Gli insegnanti “inculcano” le loro idee agli alunni, è stato detto, sottintendendo che la scuola dello Stato sia un luogo pericoloso, da cui le famiglie si debbono guardare. In realtà si attacca la scuola pubblica, la scuola dello Stato, per quello che essa rappresenta, un luogo dove …

Energie rinnovabili: il governo blocca gli investimenti

Il decreto Ronchi tagliando finanziamenti sulle fonti rinnovabili, di fatto porta alla paralisi un settore che conta oltre 120mila posti di lavoro. Il decreto Ronchi sulle fonti rinnovabili è forse passato un po’ troppo in sordina. I tagli dei finanziamenti portano di fatto alla paralisi un settore che tocca oltre 120mila posti di lavoro. Il parziale dietrofront voluto dal governo con la cancellazione del tetto massimo per il fotovoltaico non ha risolto l’incertezza in cui viene lasciato l’intero settore dal prossimo giugno. Per spiegare quanto deliberato dall’esecutivo prendiamo spunto dal commento che ci ha lasciato su Pdnetwork Francesco Vaccarella, titolare di piccola azienda installatrice di impianti fotovoltaici a 20Kwp: “La scellerata scelta di chiudere il 3° conto energia, con un termine del 31/05/2011 in cui per accedere allo stesso l’Enel deve eseguire la connessione, comporterà la revoca dei finanziamenti delle banche. Dobbiamo quindi sospendere le installazioni perché anche se le finiamo domani mattina nessuno ci assicura che l’Enel le allacci al 31/05/2011.”. In altre parole, da un momento all’altro molte piccole aziende si troveranno senza …

"Le donne tra maternità e lavoro: tutti i numeri del ritardo italiano", di Luigi Offeddu

In coda a tutti i Paesi dell’Unione europea: l’occupazione diminuisce dopo il primo figlio, crolla dopo il secondo. Ma l’Italia è all’ultimo posto anche se non ci sono bambini. Donne tra famiglia e lavoro: i numeri del ritardo italiano. Li indica Eurostat in vista dell’ 8 marzo. Uno studio della Bocconi conferma l’importanza dei nonni. Perfino nell’Europa del 2011, sembra che alla condizione di donna si accompagni un danno oggettivo, un’oggettiva difficoltà di vivere. Questo dicono i dati che l’Eurostat, l’istituto incaricato di tradurre in cifre la nostra vita, ha scodellato in vista dell’ 8 marzo, festa mondiale delle donne: in tutti i 27 Paesi dell’Unione Europea, il tasso di occupazione femminile diminuisce con l’aumentare del numero dei figli, mentre per gli uomini accade il contrario. Il caso Italia La famiglia con i suoi carichi è dunque un fattore penalizzante per il lavoro femminile, e questo lo si sapeva da sempre. Come si sapeva che la penalizzazione si allevia, quanto più la madre può contare su asili nido o altre strutture pubbliche di assistenza: meno …