Giorno: 19 marzo 2011

Bologna ricorda Marco Biagi "Da lui una lezione morale"

La moglie Marina partecipa alla deposizione di corone nella piazzetta, a due passi da casa, intitolata al giuslavorista. Il messaggio del presidente del Senato Renato Schifani: “La sua vicenda continui a essere un monito per tutti”: Sacconi: “Mirafiori e Pomigliano nel suo segno” A nove anni dall’omicidio di Marco Biagi, avvenuto la sera del 19 marzo 2002 in via Valdonica, sotto il portone di casa, per mano delle Nuove Brigate rosse, Bologna ricorda la figura del giuslavorista. Una biciclettata in serata, lungo l’itinerario che il professore era solito compiere dalla stazione quando rientrava da Modena, anticipata nel primo pomeriggio dalla deposizione delle corone in piazzette Biagi, a due passi da via Valdonica. www.bologna.repubblica.it ****** ERRANI: ‘CONFRONTARSI SENZA IDEOLOGIE: E’ LA LEZIONE DI MARCO’ “Il modo migliore per ricordare Marco Biagi e’ confrontarsi sul lavoro seguendo il suo spessore scientifico e la sua capacita’ di modernizzazione: ci ha insegnato a farlo stando sempre fuori dalle ideologie”. Questo il ricordo del presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, presente alla commemorazione, ha ricordato così Marco Biagi. Il …

Vittime mafia, il giorno del ricordo Ingroia: "Un grande segnale"

A Potenza la 16esima edizione dell’iniziativa per ricordare le persone uccide dalla criminalità. Don Ciotti: “L’elenco è sempre più lungo, ma il nostro Paese se ne dimentica troppo in fretta”. Ingroia: “Ecco l’talia che crede nella giustizia e nella Costituzione”. Un elenco sempre più lungo, e un Paese dalla memoria corta. Così don Luigi Ciotti alla partenza del corteo con il quale si è aperta a Potenza la 16esima Giornata della Memoria, organizzata dall’associazione Libera 1 per ricordare le vittime della criminalità organizzata. “Il nostro Paese si è dimenticato troppo in fretta di tanti nomi di persone uccise dalle mafie – ha detto il sacerdote, responsabile nazionale dell’associazione – per questo ogni anno vogliamo leggere quello che, purtroppo, è un elenco sempre più lungo. Così come è importante che l’impegno sia di tutti i giorni perché la speranza e la libertà devono essere un impegno quotidiano”. Ad aprire il corteo, partito da piazza Bologna e poi confluito nel piazzale antistante la Regione, c’erano Filomena Iemma e Gildo Claps, ovvero la madre e il fratello di …

"Crisi politica. Ecco perché siamo caduti così in basso", di Vincenzo Visco

Perché ha vinto sempre il Cavaliere? È che con la crisi della prima Repubblica si è aggirato il tema vero: una ristrutturazione profonda del sistema di potere. Molti si chiedono in questi giorni come abbiamo fatto a cadere così in basso, come è possibile che accada ciò che accade. Si tratta di domande cui tutti dovremmo cercare di rispondere. A ben vedere uno degli aspetti singolari delle vicende attuali consiste nel fatto che i protagonisti di oggi sono in buona misura gli stessi che già operavano nei governi della «prima Repubblica» o loro collaboratori e sodali. Ciò è vero per il capo del Governo per alcuni ministri e persino per i faccendieri in attività, alcuni dei quali presenti non solo negli elenchi della P2, ma anche nelle cronache politicogiudiziarie del passato in quanto collegati alle vicende SindonaCalvi, o al riciclaggio di capitali, o alla mafia, alla camorra, alla banda della Magliana… In altre parole la seconda Repubblica appare come una prosecuzione distorta della prima; la vicenda di tangentopoli non è servita né a superare il …

"Dialogare senza temere l'anima integralista dell'Islam", di Miguel Gotor

Le prossime ore potranno segnare l’inizio di un’azione militare dalle imprevedibili conseguenze ed evoluzioni nel Mediterraneo, a poche centinaia di chilometri dall’Italia. Dopo tanto esitare il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha votato a favore della no-fly zone sulla Libia per impedire agli aerei di Gheddafi di bombardare i civili. Resta il rammarico per una decisione giusta, ma tardiva, che avviene quando il dittatore ha rafforzato le sue postazioni riducendo gli insorti ai minimi termini. Per questa ragione, rendere effettiva la risoluzione dell’Onu si rivelerà più complicato e rischioso di quanto sarebbe potuto avvenire se essa fosse stata presa all’indomani dello scoppio della rivoluzione del 17 febbraio, nei giorni in cui Gheddafi era sulla difensiva. È sempre gravoso adottare simili provvedimenti, ma le coscienze democratiche, come ha ricordato il presidente della Repubblica Napolitano, non potevano continuare a rimanere indifferenti «rispetto alla sistematica repressione di fondamentali libertà e diritti» avvenuta in Libia. Non è possibile pensare che le incertezze che hanno accompagnato la decisione dell’Onu scompaiano all’improvviso così come gli interessi che le hanno motivate ma, sul …

"La pausa obbligata sul dilemma atomico", di Giovanni Valentini

Nel tiro incrociato di cifre, dati, informazioni tecniche o scientifiche, tesi contrapposte e suggestioni emotive sulla questione nucleare, alimentato in questi giorni dagli opposti integralismi che la catastrofe giapponese ha riacceso, c´è una verità fondamentale che la cortina fumogena della guerra mediatica e psicologica tende a occultare o rimuovere. E cioè che il disastro dello tsunami, combinato con l´incubo atomico, preceduto dalla crisi finanziaria globale e coniugato con il caos libico, impone oggi a tutti – e non solo al popolo del Sol Levante – la necessità di modificare uno «stile di vita» che appartiene alla società dell´opulenza e dello spreco. Non certo, beninteso, per rinnegare lo sviluppo e la modernità. Ma piuttosto per adottare quell´«etica dei consumi» che Zygmunt Bauman, uno dei più noti e influenti pensatori al mondo, invoca contro gli effetti della bomba demografica: a cominciare, quindi, proprio dai consumi energetici che condizionano il sistema economico, quello industriale e purtroppo anche quello ecologico. Il fatto è che noi occidentali, cittadini dei Paesi più sviluppati e progrediti, generalmente utilizziamo e sprechiamo troppa energia, …

"150°, Napolitano si commuove "L´umiltà guidi chi serve lo Stato". Torino, Cota fischiato anche dai bambini. È polemica", di Umberto Rosso

Elogio del «dovere dell´umiltà», primo requisito per gli uomini che guidano le istituzioni. Chi governa, a qualunque livello, farebbe bene poi ad ispirarsi ad un principio: non concentrare «troppi poteri» nelle proprie mani. Quando infine arriva il momento di cedere il passo, lasci, senza incollarsi alla poltrona. E´ con questo richiamo, giusto mentre Berlusconi annuncia che lui il potere non lo lascerà mai nelle mani dei comunisti, che Giorgio Napolitano sbarca a Torino. Seconda tappa delle celebrazioni per i 150 anni, travolta dall´entusiasmo per lui lo accoglie la prima capitale dell´Italia unita. E lui, felice, ricambia: protocollo stravolto, ferma più volte il corteo presidenziale, va a salutare grandi e piccini con le bandiere, superlavoro per gli addetti alla sicurezza. Il leghista governatore Cota che va a riceverlo invece si becca i fischi, perfino di una classe di bambini di elementari. La maestra rivendica, «giusto protestare contro il secessionismo», il Pdl e la Lega si indignano e ne fanno un caso di strumentalizzazione degli alunni, «è disgustoso». Però a Torino l´aria che si respira è di …

"La Cina supera gli Stati Uniti e diventa (anche) il primo produttore manifatturiero mondiale", di Stefano Natoli

Cina, un sorpasso tira l’altro: ora Pechino è anche il primo produttore manifatturiero mondiale (Corbis). Dopo il sorpasso sul Giappone, che le ha ceduto il secondo posto nell’economia mondiale, nel 2010 la Cina ha strappato agli Stati Uniti il titolo di maggiore produttore manifatturiero mondiale. A certificarlo è un’analisi di Global Insight, che incorona Pechino leader con una produzione manifatturiera pari al 19,8% di quella mondiale a fronte del 19,4% di quella americana. La produzione manifatturiera cinese è salita da 1.690 miliardi di dollari nel 2009 a 1.995 miliardi di dollari nel 2010, risultando «più grande dei 1.952 miliardi di dollari degli Usa, la cui economia è quasi tre volte quella cinese». I settori manifatturieri americano e cinese sono ognuno circa il doppio di quello giapponese, il terzo maggior produttore al mondo, e tre volte la Germania. In termini di produttività, però, gli Usa continuano a primeggiare sulla Cina: «con 11,5 milioni di addetti il settore manifatturiero americano produce circa lo stesso valore di quello cinese, che vanta 100 milioni di addetti». A febbraio, tuttavia, …