Giorno: 2 giugno 2011

Una Costituzione ancora più sana e robusta (Newsletter n° 5 – maggio 2011)

È ancora vivissima l’emozione e la soddisfazione per la straordinaria vittoria delle ultime elezioni (anzi, per lo straordinario pareggio quattro a zero, per dirla come il segretario Bersani). Dalle urne è emersa l’Italia vera e non quella raccontata dai telegiornali di regime. Ne ho già parlato nella recente newsletter speciale inviata a poche ore dall’apertura delle urne e per ogni considerazione rimando a quelle riflessioni a caldo (clicca qui). Nei prossimi giorni un altro appuntamento ci aspetta: i referendum del 12 e 13 giugno su nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento sono un’altra occasione per dare un segnale chiaro al Governo e al Presidente del Consiglio, che non ha voluto prendere atto del responso delle urne. Il 12 e 13 giugno si decide il futuro energetico del nostro Paese, che deve perseguire politiche alternative al nucleare e compatibili con l’ambiente; si decide per confermare una giustizia uguale per tutti e per un Paese dove qualcuno non sia più uguale degli altri; si decide per l’acqua come bene pubblico e collettivo. Invito pertanto ad andare a …

"Il mio voto al referendum", di Margherita Hack

Che sia l’inizio della fine? Questo 2 giugno che si festeggia nel 150 ̊ anno dell’unità d’Italia e nel 66 ̊ anno della Repubblica è pieno di speranza, come quello del ’45. Nel 1945 andavamo tutti a votare per il referendum: si doveva scegliere tra repubblica e monarchia. La maggior parte degli elettori si recava per la prima volta alle urne. Le donne non avevano mai votato, ma anche gli uomini erano stati privati del voto dalla dittatura: le ultime elezioni si erano svolte nel 1929. Pieni di entusiasmo e speranza andavamo a costruire un’Italia nuova. Oggi siamo tutti più ricchi e più colti eppure l’Italia si sta avviando al sottosviluppo. Speriamo che con queste elezioni amministrative si sia dato il segno di voler tornare ad essere un paese pieno di energie e di voglia di andare avanti. Tra pochi giorni c’è un nuovo, importante appuntamento: il voto per i 4 referendum. Due sono sull’acqua. L’acqua è un bene di fondamentale importanza e non può essere oggetto di sfruttamento da parte dei privati: deve restare …

"La svolta dei neosindaci Più donne nelle giunte" di Maria Luisa Agnese

Un po’ tutti i neosindaci ora si affannano a eleggere un vicesindaco donna o perlomeno fanno sapere che l’avrebbero tanto voluta, se non ci sono riusciti. Spiriti rosa volano sulle nuove giunte uscite dalle urne. Molti candidati-sindaci lo avevano promesso in campagna elettorale, sollecitati anche dal vento di nuovo impegno femminile nato nelle piazze del 13 febbraio, e ora un po’ tutti si affannano a eleggere un vice-sindaco donna o perlomeno fanno sapere che l’avrebbero tanto voluta, se non ci sono riusciti. Primo arrivato ad assicurarsi la mascotte al femminile è stato il neosindaco di Bologna, Virginio Merola, anche perché ne ha avuto il tempo, in quanto eletto al primo turno: ha chiamato con sé a guidare il suo «equipaggio fantastico» (giovane e fatto al 50 per cento di uomini e donne) Silvia Giannini, studi a Cambridge, ordinario di scienza delle Finanze all’università di Bologna, collaboratrice del ministro delle Finanze ai tempi di Vincenzo Visco, presentata da Merola come «un numero due non iscritto a un partito» , con delega al Bilancio. Curriculum valido e …

"Il volto migliore", di Aldo Cazzullo

Quale Paese troveranno i capi di Stato che stanno arrivando a Roma da tutto il mondo? E quale Paese lasceremo alle generazioni future, ai nostri figli e ai nostri nipoti? L’anniversario della Repubblica, nel centocinquantesimo compleanno della nazione, ci impone di affrontare queste domande. Non se ne è sottratto Mario Draghi, esprimendo per l’ultima volta le sue Considerazioni finali da Governatore della Banca d’Italia, prima di assumere la guida della Banca centrale europea. E ha dato risposte che incoraggiano. Draghi ha sì parlato di un Paese «insabbiato» , impaurito dal futuro, afflitto da bassa mobilità sociale. Ma ha indicato la possibilità di un «Rinascimento politico e anche economico» , con parole che evocano, oltre a Cavour, la Costituzione della Repubblica romana del 1849, poi ripresa quasi cent’anni dopo dalla Costituzione della Repubblica italiana. A Roma, per la prima volta nell’Europa liberale, si teorizzò che la libertà da sola è appena un fiato di voce, se non c’è il progresso sociale, il salario per gli operai, la scuola per i ragazzi, il lavoro per i giovani. …

"La TV del potere sconfitta dal voto", di Nadia Urbinati

Tra i tanti significati che queste elezioni amministrative dall´esito felice suggeriscono a lettori attenti è la sconfitta del centralismo monopolistico del sistema di informazione e propaganda. Già da qualche anno gli scienziati sociali hanno messo in luce la relazione tra l´incremento di potere che i media online sono capaci di dare ai cittadini e il declino dei big media. Alcuni paralleli si possono tentare che diano il senso di questa considerazione sugli effetti politici della tecnologia informatica. La Tv via cavo è giunta in Italia qualche mese fa, vent´anni o giù di lì più tardi che negli altri Paesi occidentali (e non). E vent´anni di un´opinione diramata da monopoli televisivi hanno corrisposto, anno più anno meno, agli anni dell´egemonia di Berlusconi. Il ritardo tecnologico del nostro Paese non è stato casuale. Nemmeno casuale è, per converso, il nesso tra innovazione tecnologica e liberalizzazione delle opinioni. E, per fare un passo oltre, tra l´uso capillare della comunicazione tele-online negli anni più recenti (quella che ha portato Internet nelle nostre tasche) e la vittoria elettorale delle forze …

"L’eredità di Draghi", di Franco Mosconi

La più europea delle istituzioni italiane, la Banca d’Italia, ha l’altro ieri idealmente salutato chi ne è alla guida da cinque anni e mezzo, Mario Draghi. Egli ha voluto esprimere il commosso tributo della Banca tutta a Carlo Azeglio Ciampi, autentico maestro per tanti funzionari che a palazzo Koch lavorano. E maestro per molti di loro è stato il compianto Tommaso Padoa-Schioppa, ricordato dal Governatore con parole molto significative. Che Banca d’Italia sarà senza Mario Draghi? Possiamo scorgere due eredità: la prima riguardante le persone, la seconda le idee e le politiche pubbliche. Le grandi istituzioni si contraddistinguono per la continuità che sanno imprimere alla loro azione, pur nel naturale succedersi delle leadership. Va proprio a merito di Draghi l’aver rinnovato profondamente in questi anni il Direttorio, ove sono entrate personalità di grande esperienza – maturata sia in Banca sia a livello internazionale – come il direttore generale Fabrizio Saccomanni e i vice direttori Anna Maria Tarantola (la prima donna a rivestire questo ruolo), Ignazio Visco e Giovanni Carosio. L’alta dirigenza della Banca d’Italia è …

"Il diritto restituito", di Stefano Rodotà

La Corte di Cassazione ha fatto la sua parte, con intelligenza giuridica e senso delle istituzioni. Gli effetti della decisione di far tenere il referendum sul nucleare sono evidenti, viene sventato il colpo di mano di un governo prepotente e incompetente. Viene impedita una frode del legislatore a danno degli elettori. Viene restaurata la legalità costituzionale. Disprezzata da chi pensava che con uno sgangherato tratto di penna potesse esser fatta tacere la voce dei cittadini. Viene così disinnescata la trappola congegnata con l´apparenza dell´abrogazione delle norme sulla costruzione delle centrali nucleari e con la sostanza di un governo che pretendeva di tenersi le mani libere per far ripartire a suo piacimento il programma nucleare. Un espediente misero, un´evidente legge truffa, che violava il principio secondo il quale il referendum non si tiene solo se la nuova legge va esattamente nella direzione voluta dai suoi promotori. La Cassazione ha colto la malafede governativa (implacabilmente documentata dalla memoria presentata da Alessandro Pace) e ha trasferito il referendum proprio sulla parte truffaldina della nuova norma. La morale di …