Giorno: 7 giugno 2011

In casa o al centro commerciale: così i ragazzi trascorrono il tempo libero

Indagine Ipsos per Save the Children e Kraft Foods Italia. Il 9% non fa sport neanche a scuola. Il 67% cammina meno di 30 minuti al giorno. Un ragazzo su 5 senza colazione, 1 su 4 mangia frutta un paio di volte a settimana. Passano la gran parte del tempo libero in casa, poiché i genitori si preoccupano se stanno all’aperto. Spesso praticano attività sportive, ma l’auto è il mezzo più usato per gli spostamenti. I ragazzi italiani oscillano costantemente tra pratica sportiva, sedentarietà e cattive abitudini. È quanto emerge dalla ricerca conoscitiva realizzata da Ipsos per Save the Children e Kraft Foods Italia sugli stili di vita dei minori nel nostro paese. L’indagine, effettuata nel mese scorso, ha coinvolto un campione di 700 giovani tra i 6 ed i 17 anni ed i loro genitori, distribuiti su tutto il territorio nazionale. La ricerca evidenzia che quasi un quinto dei bambini e adolescenti italiani non pratica alcuna attività motoria nel tempo libero. Tra i motivi segnalati, l’assenza di strutture sul territorio (20%), il costo elevato …

"Napolitano e il voto: «Faccio il mio dovere» Ministri contro le urne", di Alessandra Arachi

Il capo dello Stato ha espresso il suo parere, rispettando semplicemente il suo ruolo. Ai cronisti che gli chiedevano se pensasse di andare a votare per i referendum, Giorgio Napolitano ha risposto: «Io sono un elettore che fa sempre il suo dovere» . Ben diversi durante la giornata i toni usati da molti ministri del Pdl, che hanno invocato l’astensionismo o annunciato che diserteranno le urne. La prima voce è stata quella di Franco Frattini, capo della Farnesina: «Non andrò a votare perché questa tornata referendaria si è trasformata all’improvviso in un referendum pro o contro il governo e contro Berlusconi» . Subito dopo si sono aggiunte molte altre voci. Inteso bene: la linea del partito è chiara, libertà di coscienza degli elettori. E questo Ignazio La Russa, ministro della Difesa, lo vuole ripetere con grande chiarezza. Eppure anche lui, referendario convinto, non metterà le schede nelle urne il 12 e il 13 giugno prossimo. Dice: «Ci sto pensando, ma credo proprio che non andrò a votare. Perché questi referendum sono stati snaturati dal loro …

"I cyber-bulli della scuola la paura corre su Internet", di Vera Schiavazzi

Un controllore anti-bulli in ogni scuola e nuove linee guida per prevenire la violenza tra bambini e ragazzi, e riconoscere la realtà: il bullismo inizia alla scuola materna, la soglia per studiare il fenomeno deve scendere al di sotto degli otto anni, dov´era stata fissata fino ad ora. Contemporaneamente, osservatori regionali e Polizia postale diffondono nuove “istruzioni per l´uso” a bambini e ragazzi vittime del cyber bullismo, e ai genitori che sempre più spesso denunciano e cercano di “ripulire” l´immagine dei figli, cancellando per sempre dal web nomignoli crudeli, calunnie, immagini “inappropriate”. Un´impresa, del resto, quasi impossibile. Ma da dove si comincia? Pediatri e psicologi infantili sono d´accordo. L´incapacità di riconoscere l´altro nasce a casa, fin dalla prima infanzia, da genitori troppo buoni o troppo distratti, e continua all´asilo, dove spesso si “lascia passare” il primo gesto violento, tirare una matita al compagno, poi il secondo (tirare tutta la scatola), infine il terzo (“mangia la punta della matita se no ti picchio”). Dopo, è difficile tornare indietro. È un errore – dice Luca Bernardo, pediatra, …

"La Chiesa, il voto e il Pd", di Pierluigi Castagnetti

«Il vento cambia», dice un manifesto del Partito democratico. Si potrebbe dire che è già cambiato. Nelle città in cui si è votato hanno vinto pressoché sempre i candidati che segnavano il cambiamento e l’alternativa al berlusconismo. Sia che fossero solidi e storici esponenti della sinistra (Torino), o gaffeur incalliti (Bologna), o esponenti di movimenti più a sinistra o radicali (Milano, Cagliari, Napoli), o esponenti riconoscibili della tradizione cattolico-democratica (Pavia e Novara), o addirittura esponenti di partiti di centro sostenuti dal Pd (Macerata, Mantova, Olbia). Il malessere sociale, il divario fra le priorità dei cittadini e quelle del governo, ma non solo, hanno creato una reazione, un risveglio civico assolutamente incontenibile. Se si pensa alla lunga campagna politica del Pd contro l’assenza del governo nazionale su tutte le questioni che interessano l’Italia e gli italiani, si può ben dire che è legittima la sua rivendicazione di gran parte del merito per un tale clamoroso cambio di direzione del vento. L’analisi, impeccabile e sobria, l’ha fatta ieri Bersani nella direzione nazionale del partito. In questa sede …

"La posta in gioco della sinistra", di Mario Pirani

La prima volta che ho votato correva l´anno 1947. Da allora infinite volte la mia generazione si è recata alle urne e ha fatto l´abitudine all´alternarsi – a seconda della propria collocazione – di giornate speranzose a ritorni di profondo sconforto.Talvolta, peraltro, primavere fruttuose si estendevano per più di una legislatura e il nostro Paese conosceva Repubblica e Costituzione, ricostruzione e miracolo economico, le riforme del primo centro-sinistra, l´approdo all´Europa unita. Se ricordo queste tappe non è per abbandonarmi ad un compiacimento cronologico ma per respingere la tentazione emozionale che vedo emergere talora a sinistra di leggere le elezioni del 29 maggio come qualcosa di assolutamente nuovo, staccato dal passato e soprattutto dalla Storia, con alle spalle un periodo buio e negativo, senza lasciti da conservare o personalità da apprezzare. Varrebbe anche per noi e non solo per il Nuovo Messico, l´epigrafe di Cormac McCarthy, “questo non è un paese per vecchi” ? Eppure né uomini né cose stanno così. Certo, il quindicennio berlusconiano è il peggiore che abbiamo attraversato in tutta la nostra vita …

"Ora Bersani guarda a palazzo Chigi", di Rudy Francesco Calvo

Il segretario del Pd incassa il risultato della vittoria elettorale: tutto il partito è con lui. Pier Luigi Bersani sa di aver conquistato una centralità che sembrava lontana fino a poco tempo fa. Centralità del Pd nel dibattito politico, certificata dalle ultime elezioni amministrative. Centralità all’interno del suo partito, dimostrata dal voto unanime alla sua relazione a conclusione della direzione di ieri. Ha tenuto ferma una linea (il Pd come perno di uno schieramento di “ricostruzione” dalle macerie post-berlusconiane), con progressive lievi correzioni di rotta, che lo hanno avvicinato alla minoranza interna e, soprattutto, alle esigenze avvertite dagli elettori. Difficile dire oggi (come continua a fare la destra) che il Pd non ha vinto le elezioni. Per Bersani è più facile rivendicare «la scelta di mettere il Pd al servizio di una riscossa civica e dei candidati del centrosinistra», riuscendo a intercettare un movimento nato con le manifestazioni di donne e giovani, senza volerlo cavalcare, ma seguendolo nel suo percorso. In questo senso, Bersani abbandona anche le tentazioni politiciste che qualcuno gli attribuiva di un …