Giorno: 24 Giugno 2011

"Chi tocca le pensioni rischia di bruciarsi", di Raffaella Cascioli

Sono mesi che il ministro dell’economia, nell’intestarsi il merito di aver preservato l’Italia dagli effetti devastanti della crisi e di aver saputo mantenere al riparo i conti pubblici italiani, sostiene di averlo fatto preservando la coesione sociale. Sono anni che Berlusconi prima e Tremonti poi vanno dichiarando che l’Italia sta meglio di altri paesi, che in fondo da noi la crisi economico-finanziaria più brutta degli ultimi secoli ha avuto un impatto limitato sul tessuto sociale del paese. Ora però che, seppure in un arco temporale meno ravvicinato, il governo deve trovare e in fretta 43 miliardi di euro per raggiungere nel 2014 il pareggio di bilancio, la vernice con la quale finora si è artificialmente cercato di nascondere le crepe del sistema paese dovute alle mancate riforme sta venendo via. Con il risultato che mettere le mani nuovamente nelle pensioni appare la scorciatoia più facile. Con un presidente della repubblica che ha definito un «impegno ineludibile e urgente quello di rafforzare la sostenibilità finanziaria del sistema-Italia, attraverso un incisivo abbattimento del debito pubblico», con le …

"Il ponte di Messina? 250 milione (e non si fara)", di Sergio Rizzo

Sei anni sono passati da quando Berlusconi annunciò la costruzione del ponte di Messina, e nulla è successo. Una storia infinita. Nel dopoguerra, la prima vera mossa fu un concorso di idee del 1969. «Costruiremo il ponte di Messina, così se uno ha un grande amore dall’altra parte dello Stretto, potrà andarci anche alle quattro di notte, senza aspettare i traghetti…» Da quando Silvio Berlusconi ha pronunciato queste parole, era l’ 8 maggio 2005, sono trascorsi sei anni, e gli amanti siciliani e calabresi sono ancora costretti a fare la fila al traghetto fra Scilla e Cariddi. Sul ponte passeranno forse i loro pronipoti. Se saranno, o meno, fortunati (questo però dipende dai punti di vista). La storia infinita di questa «meraviglia del mondo» , meraviglia finora soltanto a parole, è nota, ma vale la pena di riassumerla. Del fantomatico ponte sullo Stretto di Messina si parla da secoli. Per limitarci al dopoguerra, la prima mossa concreta è un concorso per idee del 1969. Due anni dopo il parlamento approva una legge per l’attraversamento stabile …

"La crisi greca e le colpe dalla UE", di Luciano Gallino

La crisi greca rappresenta in modo impietoso come il sistema finanziario di fatto governi ormai la Ue mediante i suoi bracci operativi: la Commissione europea, il Fmi e la Bce. I governi eletti dal popolo hanno scelto da tempo di fungere da rimorchio al sistema finanziario. Avrebbero dovuto riformarlo dopo l´esplosione della crisi nell´autunno del 2008, quando, con le parole del ministro tedesco dell´economia di allora, Peer Steinbruck, «abbiamo visto il fondo dell´abisso». È vero che a Bruxelles si discute da due anni di riforme finanziarie, ma dinanzi alla natura ed alle dimensioni del problema si tratta del solito secchiello per vuotare il mare. Non avendo riformato il sistema finanziario, ed avendolo anzi aiutato a diventare più potente di prima, i governi Ue si trovano ora esposti alle sue pretese. Giusto come è avvenuto negli Stati Uniti. Al momento esso pretende siano salvate le banche dalla crisi del debito greco, in vista di altre richieste analoghe che nei prossimi mesi potrebbero riguardare il Portogallo, la Spagna, l´Italia. Fedeli al loro ruolo di organi democraticamente eletti …

Manovra, i sindacati avvertono: «Non si fa cassa con le pensioni», di Felicia Masocco

Le Regioni disertano l’incontro con il governo perché non dice quello che sa e loro devono apprendere dai giornali dei tagli che si stanno abbattendo sui bilanci degli Enti locali. L’Unione europea incalza perché si riduca in fretta il debito. Confindustria preme perché si faccia la manovra altrimenti ai 43 miliardi (erano 40 fino all’altro ieri) già previsti ne andranno aggiunti altri 18. I sindacati levano gli scudi contro l’ennesimo “ritocco” alle pensioni: l’età per andarci aumenta per tutti, non solo per le donne del settore pubblico di cui già si sapeva, ma per uomini e donne d’ogni dove. Il terzo settore protesta in piazza contro i tagli al Welfare: quelli che ci sono e quelli che arriveranno visto chei Comuni, primi distributori di servizi sociali, dopo essere stati massacrati con la finanziaria dello scorso anno, con questa manovra sono chiamati a contribuire per altri 3 miliardi. In pratica piovono tagli, sforbiciate che fanno a pezzi l’Italia delle favole, quel paese in cui tutto va meravigliosamente bene su cui si è molto soffermato il premier …

"Governo, la grande recita", di Mario Calabresi

Da almeno un anno nella politica italiana esistono due universi paralleli: quello della realtà e quello della finzione. La realtà, così come la raccontano ministri, sottosegretari, senatori, deputati, faccendieri, lobbisti, manager delle grandi aziende e diplomatici di ogni nazionalità, è che il governo è paralizzato, il presidente del Consiglio totalmente assorbito dalle sue vicende personali e la maggioranza lacerata da rivalità, invidie e lotte di potere. La realtà però viene solo sussurrata: al telefono, nelle cene private o a margine degli incontri di lavoro. Da un anno capita di ascoltare esponenti di primo piano dello Stato e del governo ripetere che una stagione è finita, il Paese non più governato e che ormai si vive nella palude. E fin qui siamo all’analisi politica, poi si viene investiti da una serie di lamentele, sfoghi e pettegolezzi sul premier e sui suoi ministri che, al confronto, tutto quanto è stato letto sui giornali risulta perfino pallido e stinto. Al posto della realtà va in scena una grande rappresentazione, in cui appare una corte che ancora crede nell’invincibilità …

"Un problema di democrazia", di Ezio Mauro

Un potere ormai terrorizzato da se stesso, dagli scandali che mettono a nudo la sua debolezza, dal consenso in fuga, decide di alzare il ponte levatoio e chiudersi nel Palazzo assediato, separandosi dai cittadini. È questa la vera ragione della legge bavaglio che per la seconda volta Berlusconi vuole calare sulla stampa e sulle inchieste con la cancellazione delle intercettazioni telefoniche, impedendo ai magistrati di indagare sul crimine e ai cittadini di conoscere, di capire e di giudicare. È un´altra legge ad personam, costruita per proteggere il vertice del governo dall´inchiesta sulla P4, che infatti ieri il ministro Alfano ha attaccato come “irrilevante”, dimenticandosi di essere Guardasigilli: perché l´inchiesta svela il malaffare di una centrale governativa di potere occulto e piduista per condizionare le istituzioni, l´economia e la Rai, minacciando, promettendo e proteggendo. Un potere indebito, di fronte al quale si genuflettono incredibilmente ministri, grand commis e uomini di un falso establishment tarlato, incapace di autonomia e di dignità, valvassori che chiedono insieme protezione e libertà di saccheggio. Ma questa deviazione – ecco il punto …

"Caro Pd, il difficile viene ora", di Stefano Menichini

Pier Luigi Bersani vola oggi a Bruxelles, dove si ritroverà con vari leader europei che condividono almeno tre cose con lui: sono figli della vecchia socialdemocrazia; sono all’opposizione nei rispettivi paesi; hanno (alcuni, non molti) la speranza di tornare presto al governo. C’è un nesso fra questi tre fattori. La socialdemocrazia si è fatta sovrastare dalle destre che nel momento della frammentazione e della paura sociale hanno dato risposte populiste e di breve periodo, che ora arrivano quasi dappertutto a scadenza ma quasi ovunque vengono messe in crisi più da se stesse che dalla forza di proposte alternative e innovative. In diversi paesi d’Europa, infatti, la reazione della socialdemocrazia alla sconfitta è stata più che altro di ripiegamento sulle proprie costituencies tradizionali: in prima battuta per frenare l’emorragia elettorale intorno a sé; in prospettiva, nella speranza che il ritorno alle parole d’ordine della protezione potesse rassicurare società scosse dalla crisi e dall’insicurezza. Questa è stata anche la via di Bersani fino a ora. E sta funzionando, almeno quanto al primo obiettivo: avendo ereditato un partito …