attualità, politica italiana

“Cambia l’Isee, finti poveri addio”, di Laura Matteucci

Al via la riforma dell’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente – della ricchezza, insomma – che le famiglie devono presentare allo Stato per accedere ai servizi sociali e calcolare il conto delle tasse universitarie. Il nuovo riccometro è stato approvato dal Consiglio dei ministri, e manda in pensione il vecchio, in vigore dal 1998 che, come dice il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, «iniziava a mostrare i segni del tempo: per questo il governo si è fortemente impegnato in questi mesi per una sua profonda rivisitazione, realizzata recependo anche le indicazioni arrivate sia dal Parlamento sia dalle parti sociali».

Secondo il premier Enrico Letta con il nuovo indicatore si eviterà «lo scandalo dei finti poveri e si pone il tema di un rapporto diretto tra situazione reale delle famiglie e l’accesso ai diritti. La riforma riporta un concetto di verità tra le persone e i servizi sociali corrispondenti. Le risorse vadano a chi ha bisogno», chiosa citando i fatti di cronaca di pochi giorni fa, quando si è scoperto che alcuni studenti di atenei laziali godevano delle esenzioni all’Università mentre i genitori possedevano Ferrari e ville con piscina. «Creare un meccanismo di trasparenza e di verità è una delle più grandi riforme che questo Paese può fare», aggiunge Letta. Per evitare gli abusi, verrà messa in campo una doppia rete di controlli: le informazioni autocertificate verranno verificate da soggetti diversi, e nel caso qualcosa non tornasse in relazione al patrimonio immobiliare partirà una segnalazione alla Guardia di Finanza.

FRANCHIGIE E DETRAZIONI

L’indicatore unisce reddito e patrimonio, che però è calcolato al 20%, e comprende tutele e franchigie in proporzione al numero di componenti della famiglia (dal terzo figlio) e a seconda della presenza di disabili. Solo una parte dei dati potrà essere certificata dai contribuenti, mentre spetterà alle amministrazioni pubbliche fornire i dati che riguardano il reddito complessivo. Saranno quindi ridotte le aree delle autodichiarazioni, con un rafforzamento dei controlli per ridurre le situazioni di accesso indebito alle prestazioni agevolate, saranno incrociate le diverse banche dati fiscali e contributive e saranno integrati dati e prestazioni a livello nazionale e loca- le. Ad esempio, le informazioni per il calcolo dell’indicatore, oggi fornite con autodichiarazione, saranno prese dagli archivi dell’Inps e delle Entrate.

Vengono considerate tutte le forme di reddito, comprese quelle fiscalmente esenti. È introdotta la possibilità di calcolare l’«Isee corrente» in caso di variazioni del reddito corrente superiori al 25% (ad esempio, nel caso di perdita del lavoro o significativa riduzione). «In una situazione come l’attuale in cui può variare situazione economica – riprende Giovannini – non si guarderà solo alla dichiarazione dell’anno precedente ma la possibilità di calcolare un cosiddetto Isee cor- rente per adeguarlo alle condizioni attuali». La riforma sottrae dalla nozione di reddito gli assegni di mantenimento del coniuge, i redditi da lavoro dipendente (quota del 20% fino a un massimo di 3mila euro), pensioni (quota del 20% fino a mille euro), co- sto dell’abitazione (da 5.165 a 7mila euro l’anno) e le spese effettuate da persone con disabilità o non autosufficienti (fino ad un massimo di 5mila euro). Vengono aumentate le franchi- gie per ogni figlio successivo al secondo (500 euro per la deduzione dell’affitto, 2.500 euro per la deduzione sulla prima casa, mille euro per il patrimonio immobiliare).

AFFITTI E IMMOBILI

L’aumento medio dell’indicatore è quantificato sul 10,4%, ma per chi vi- ve in affitto è calcolata una riduzione media del 3,3%. Un’altra novità ri- guarda la valorizzazione degli immobili: sono considerati al valore definito ai fini Imu al netto del mutuo residuo, e l’abitazione principale è considerata in proporzione ai due terzi del suo valore. Novità anche per quanto riguarda il patrimonio all’estero. Le modalità di calcolo dell’indicatore saranno differenziate per le prestazioni sociosanitarie, per quelle rivolte ai minorenni con genitori non conviventi e per il diritto allo studio universitario. Restano invece analoghe a quelle vigenti le modalità di presentazione del- la dichiarazione sostitutiva unica (Dsu).

L’Unità 04.12.13

4 Commenti

  1. La risposta l’ho appena ricevuta dall’ INPS e sono sconvolta!!
    Mi scusi ma il suo motto non è “‘Una politica in cui credere’” ..come si fa a credere??? si può dire che questa legge è stata fatta solo per farsi pubblicità visto che poi non funziona?? poi ci si chiede perché gli elettori del PD passano a votare M5S??
    Le allego la risposta dell’INPS:

    “L’ISEE CORRENTE di cui Lei parla è stato effettivamente introdotto dal recente Decreto 5 dicembre 2013, n. 159 (pubblicato sulla G.U. n. 19 del 24.1.2014). La norma prevede però che venga cambiato il modello di DSU, e che il nuovo modello di DSU venga approvato con provvedimento del Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell’Economia, entro entro 90 giorni dall’entrata in vigore del DPCM, cioè entro il 9 maggio 2014. Quindi, alla data di oggi, non esiste ancora il nuovo modello di DSU, non esistono ancora Circolari applicative che permettano di dar corso pratico a questa nuova modalità di calcolo dell’ISEE, e non esiste ancora il programma predisposto per il calcolo del c.d. ISEE corrente secondo le nuove modalità. Non possiamo purtroppo (per adesso) darLe indicazioni più precise. Cordiali saluti.”

    • Come ho candidamente ammesso, non sono una esperta di isee. Pertanto ho inoltrato la sua richiesta di chiarimenti ad alcuni colleghi della Commissione Sociale, competenti in materia e che seguono da vicino l’applicazione della nuova legge (la informerò del loro risocntro).

      Tuttavia, la risposta dell’INPS non credo possa alludere a “leggi fatte per farsi pubblicità”.
      Provo a spiegarmi. Con il decreto 159 – Governo Letta – è stata introdotta per decreto una buona norma. Questo decreto – come sempre accade – rinvia ad un atto di rango secondario (DPCM) che spiega come applicare concretamente la nuova norma. Infatti, dai tempi delle semplificazioni di Bassanini, si attribuisce alla legge la cornice generale, mentre i dettagli applicativi vengono affidati ad un atto (decreto ministeriale, DPCM, decreto legislativo…) , perchè è più facile aggiornarlo rispetto ad eventuali esigenze emerse (senza dover passare nuovamente dal Parlamento). La risposta dell’INPS la informa che l’atto ministeriale (cioè il DPCM) dovrà entrare in vigore entro 90 gg dall’approvazione della legge, quindi entro il 9 maggio: 90 gg sono mediamente il tempo assegnato al ministero competente per redigere il testo e sottoporlo agli organi di controllo.
      Lei scrive di essere sconvolta e lo capisco perchè nel 2013 la sua vita ha subito una brusca virata. Ma la “politica in cui credere” è proprio quella che si fa carico di situazioni come la sua, che fino a poco tempo fa non venivano prese in considerazione poichè l’isee corrente non esisteva (e ci si affidava quindi all’ultima denuncia dei redditi). In altre parole la politica (per la verità potrei dire il PD), finalmente, ha dato una risposta ad una esigenza fino ad allora inevasa. E’ una norma nuova, quindi necessita di un periodo di rodaggio, ma almeno ora c’è.
      Ignoro, ammetto, il ruolo giorcato dal M5S su questo specifico aspetto, ma di certo so che l’allora viceministro Guerra (PD) ha giocato un ruolo determinante nella riforma dell’ISEE: ora, al cambio di governo, ci auguriamo che il lavoro di attuazione della nuova norma non subisca ritardi.

  2. Buongiorno, mi trovo nelle condizioni di dover usufruire dell’ISEE Corrente visto che mio marito ha perso il lavoro il 20 DIcembre 2013.
    Vorrei presentare il nuovo isee per la riduzione delle tariffe scolastiche della mensa dei miei figli : ma per quanto stia provando non riesco assolutamente a trovare nessun ente che sia in gradi di formularlo. L’economa della scuola (una scuola di Torino) dice di rivolgersi al Caf, tutti i CAF a cui mi sono rivolta dicono di non aver altra possibilità di redigere l’ISEE se non con la dichiarazione dei redditi del 2012. L’INPS non ne sa niente.
    Ho letto che “Per calcolare l’Isee corrente bisogna inserire i redditi conseguiti negli ultimi 12 mesi (da lavoro dipendente, da attività d’impresa o di lavoro autonomo, da trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari). La richiesta di Isee corrente si presenta compilando un apposito modulo sostitutivo, con il quale in pratica si rettifica la DSU, dichiarazione sostitutiva unica, precedentemente presentata.”
    Il modulo DSU 2013-2014 prevede la presentazione della dichiarazione dei redditi del 2012 e non prevede la possibilità di dichiarazione di variazione del reddito rispetto al 2012. Come posso fare per fare questo ISEE CORRENTE???
    Grazie mille per qualsiasi aiuto,
    Mari

    • Mi dispiace, non sono un’esperta di nuovo isee, mi sono limitata a postare un articolo che ne parlava, mettendone in luce gli elementi positivi. La sua difficoltà sta nel fatto che i redditi disponibili sono quelli 2012, che non registrano la sua nuova condizione economica. Purtroppo, non so come aiutarla.

I commenti sono chiusi.