cultura, memoria

Maurizio Gasparri e l’indimenticabile ’89

Oggi si ricorda l’indimenticabile 89.
La caduta del Muro di Berlino rappresenta un giorno di libertà non solo per coloro che vivevano nell’Europa dell’Est, ma per tutti gli europei. Da quel giorno tutto il mondo è stato più libero e quell’89 rimane indimenticabile e straordinario per ognuno di noi.
Tra i tanti commenti autorevoli, uno in particolare merita di essere ricordato.
Non è un premio Nobel. Non è un premier. Non è uno scrittore.
Ma quanto garbo e quanta profondità intellettuale, nel commento del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, il quale sostiene di aver constatato personalmente che la caduta del muro di Berlino è stata sottovalutata nelle scuole dominate da insegnanti postsessantottini.
Secondo il suo autorevole giudizio, nelle scuole italiane “Manca la libertà nell’insegnamento, c’è troppa sinistra e troppo servilismo che impedisce di raccontare la verità”.
Forse il raffinato Senatore, così impegnato a ricordare il ventennale del Muro, pensava al Ventennio italiano, quello del regime fascista, al quale a volte appare troppo sentimentalmente legato.
Manuela Ghizzoni

MURO BERLINO: GASPARRI “OK GELMINI, MA IN SCUOLE TROPPA SINISTRA”
ROMA (ITALPRESS) – “Ha fatto bene il ministro Gelmini ad invitare la scuola italiana a ricordare il ventennale del crollo del Muro di Berlino. Purtroppo troppi insegnanti post-sessantottini, nostalgici del Muro e del comunismo, tacciono su questa pagina di storia”. Lo afferma in una nota il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.
“Ho constatato personalmente come questo evento sia stato sottovalutato, non spiegato ai ragazzi, a conferma che la scuola italiana ha bisogno non soltanto delle riforme strutturali che la Gelmini ha proposto, ma anche di una riforma delle coscienze – aggiunge -. Manca la liberta’ nell’insegnamento, c’e’ troppa sinistra e troppo servilismo che impedisce di raccontare la verita’. Il caso del Muro di Berlino e’ emblematico. In troppe occasioni nulla si e’ detto per spiegare la verita’ della storia e sono convinto che questa omerta’ derivi dal conformismo ideologico di troppi docenti”.
(ITALPRESS).

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