Giorno: 10 novembre 2009

Ricerca, Ghizzoni (Pd): Gelmini non vuole assumente ricercatori universitari

“Sono imbarazzanti le ammissioni di responsabilità e la palese attestazione di incapacità del Governo”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, commenta la risposta che il ministero dell’Istruzione guidato da Mariastella Gelmini ha dato oggi ad una sua interrogazione sui fondi per il reclutamento straordinario dei ricercatori universitari. “La risposta della Gelmini – rileva Ghizzoni – è una dichiarazione di resa nei confronti del ministero dell’Economia e la definitiva condanna per migliaia di ricercatori che attendono di essere assunti. Se ancora oggi, a poche settimane dalla scadenza, il Governo – spiega – non sa se e come sbloccare gli 80 milioni di euro destinati all’ultima tranche del piano di assunzione dei ricercatori (i cosiddetti concorsi Mussi), bhè allora siamo messi molto male ed è ormai quasi certo che quei soldi torneranno nelle casse di Tremonti a danno dei nostri atenei che stanno vivendo una situazione molto grave. C’è ancora uno spazio per un’ultima resipiscenza ed è l’emendamento di maggioranza che sarà in discussione oggi in aula al senato. Vediamo – …

“Il ventriloquo del TG1”, di Curzio Maltese

Nella giornata di ieri molti direttori di telegiornali pubblici e privati del mondo hanno commentato con un editoriale il ventennale della caduta del Muro di Berlino. Un evento che ha cambiato il corso della storia e delle nostre vite. Tutti o quasi, tranne uno. L’augusto direttore del Tg1 Minzolini, forse ignaro della ricorrenza, è intervenuto con un editoriale su un tema assai più serio e urgente. Il ripristino dell’impunità, insomma immunità parlamentare, abolita a furor di popolo nel 1993. Più serio e urgente per chi? Ma per Berlusconi, s’intende, il ventriloquo dell’augusto direttore. Per bocca della sua marionetta televisiva preferita, il presidente del Consiglio ha fatto sapere al popolo italiano che la cancellazione dell’immunità parlamentare è un’intollerabile ferita alla Costituzione. Perché mai, si domanderà l’ingenuo lettore, Berluschini (o Minzoloni) ce lo fa sapere soltanto adesso, con sedici anni di ritardo sulla notizia? Perché smentiscono il Berlusconi e il Minzolini dell’epoca, ancora due entità separate, che avevano plaudito all’iniziativa oggi bollata come bieca «operazione mediatica in contrasto con la Costituzione»? Decrittando il labiale del direttore e …

“Il Massimo «pasionario». Appello a Napolitano per salvare lo spettacolo”, di Marcella Ciarnelli

Volti noti. Quelli con tanti anni di carriera alle spalle, quelli con tutta la carriera davanti. Il mondo dello spettacolo al Quirinale in occasione della consegna dei premi Eti per il teatro e De Sica per il cinema. Premio alla memoria a Mike Bongiorno, consegnato alla moglie. Attori, attrici autori in platea. C’era anche Giulio Cavalli, attore che fa teatro civile di denuncia e, minacciato dalla mafia, vice sotto scorta. E stata un’occasione di festa ma anche il momento di un bilancio che continua ad essere amaro nonostante l’impegno ancora ieri ribadito dal ministro Bondi che ricorda «i nuovi strumenti di incentivazione fiscali» che avrebbero alleggerito una situazione che resta però difficile. A Massimo Ranieri, premiato per il teatro e «diplomato oratore di successo » da Napolitano, e a Giovanna Mezzogiorno che ha avuto il riconoscimento per il cinema, è toccato il compito di portavoce del disagio e delle richieste di chi lavora nel mondo dello spettacolo. «Oggi, 9 novembre, nessun teatro sa con certezza l’entità dei finanziamenti che percepirà per l’anno che sta per …

“Università, tagliare su quella pubblica e tacere sulla privata”, di Giulio Peruzzi

Dubbi sull’adeguatezza di questo governo ad affrontare i problemi del Paese sorgono da più parti. Basti pensare alle dichiarazioni sulla crisi economica: «La crisi non c’è… contrordine c’è anche qui,ma bisogna pensare positivo (chi non lo fa è nemico dell’Italia)… la via italiana per uscire dalla crisi è quella psicologica». Per non parlare delle dichiarazioni sulla pandemia da influenza A/H1N1: «La situazione è sotto controllo… è sotto controllo, ma l’Italia è il Paese più colpito d’Europa». Ancora non è stato detto che pensando positivo non ci si ammalerà. Probabilmente ci stanno pensando. Ma oltre alle dichiarazioni quello che sconcerta è il metodo di governo. Non si governa “contro” parti dello Stato e della pubblica amministrazione ma “con” le varie realtà. Si fanno o si annunciano leggi contro i pubblici dipendenti, contro i medici, contro i magistrati, contro i docenti della scuola e dell’università, contro i ricercatori. Nessuna delle comunità su cui si legifera viene coinvolta. Queste infatti vengono viste come controparte dell’azione del Governo che oggi sempre di più si sostituisce impropriamente all’azione del Parlamento. …

“Giovanardi infanga la morte di Cucchi. Un sottosegretario disumano e senza rispetto”, di A.Dra

Ci sono delle occasioni in cui si farebbe meglio a tacere. Evitare di esporsi e di lanciare parole che, come macigni, colpiscono chi ha già sofferto e ancora non si da pace per conoscere la verità ed avere giustizia. Questa volta, il silenzio sarebbe stato oro per il sottosegretario alla Presidenza, Carlo Giovanardi che, in maniera disumana, è sicuro che il giovane Stefano Cucchi è morto perché anoressico, drogato e sieropositivo. Dalla trasmissione “24 mattino” di Radio24, Giovanardi è uscito allo scoperto con una disarmante sicurezza sulla verità della morte di Stefano Cucchi: “era in carcere perché era uno spacciatore abituale. La verità verrà fuori, e si capirà che è morto soprattutto perché era di 42 chili”. Il sottosegretario di tatto ne deve aver molto visto che ha delega del governo per le le politiche giovanili e la lotta alla droga: i lividi e le fratture che Cucchi ha aveva al momento della sua morte sono legati al fatto di essere sieropositivo e anoressico! Un abbinamento che esce da ogni forma di buon senso e …

“I giovani e l’Unità d’Italia dimenticata”, di Paolo Di Stefano

Non sono bastate le polemiche, gli appelli, i richiami ufficiali. La gran parte degli italiani non sa che nel 2011 ricorre il centocinquan­tesimo dell’Unità d’Italia. Al riguardo, i giovani tra i 18 e i 24 anni sono legger­mente più informati degli altri: potere di Internet? Forse. Però se si chiede lo­ro di esprimere un’opinione sul senso di quell’evento storico, quasi la metà è d’accordo nel ritenerlo poco o per nul­la attuale. Ancora meno sono, a diffe­renza degli adulti, i giovani che se ne sentono «coinvolti personalmente». Sono curiosamente i ventenni a mostra­re invece maggiore preoccupazione economica e ad auspicare che l’Unità venga celebrata limitando al minimo le spese. Maggior senso di responsabilità rispetto ai cittadini di età matura o mi­nore interesse? Chi può dirlo, forse semplicemente più indifferenza. La fiducia nella scuola è scarsa (lo si sapeva), tanto che solo il 30 per cento degli italiani considera utili i «progetti didattici» sull’argomento elaborati con i professori. E uno su dieci (non è po­co), con punte più alte tra i giovani, fa­rebbe volentieri a meno di …

“Consumi a picco, Italia più povera di quel che pare, ” di Nicola Cacace

Dall’annuncio di Berlusconi di cancellare l’Irap per le imprese, all’ultima ipotesi di Tremonti di inserire 1,5 miliardi per l’Irap con emendamento alla Finanziaria, corre la distanza tra 37 miliardi, il gettito totale dell’Irap e lo zero, zero. Si va da annunci-bufale a proposte finali slegate dai dati drammatici di famiglie, lavoratori ed imprese. Morandini, responsabile piccole imprese di Confindustria parla di 300.000 PMI e 700.000 posti lavoro a rischio .A parte le cifre, è certo che la fase attuale della crisi è segnata drammaticamente da disoccupazione crescente che colpisce ancor più la domanda interna. Anni di perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni hanno prodotto un calo dei consumi con conseguenze drammatiche, sia socialmente, per le famiglie che non arrivano a fine mese, sia economicamente perché i consumi sono i 2/3 del Pil. Vediamo i dati. Negli ultimi 4 anni le vendite al dettaglio a prezzi correnti sono state stazionarie malgrado la crescita della popolazione, mentre i consumi pro-capite reali, cioè a prezzi costanti, si sono addirittura ridotti del 10%. Infatti nel quadriennio 2005-2009 …