Giorno: 22 novembre 2009

“Temporanei e badanti dignità al lavoro”, di Luisa Grion

I contributi consentono all´Inps di coprire maternità e pensioni. E di normalizzare un´attività destinata a crescere ancora. Si aspettavano 600mila domande, ne sono arrivate la metà. Si fatica a capire che rispettare le regole significa anche rispettare le persone. Una famiglia italiana su dieci ammette che non potrebbe farne a meno, eppure badanti e colf sono e restano un pianeta sommerso: una su quattro delle collaboratrici presenti sul territorio nazionale risulterebbe priva di documento di soggiorno; fra le straniere – che sono la netta maggioranza – una su due lavorerebbe del tutto o parzialmente in nero. Mettendo insieme i dati resi disponibili dalle più recenti indagini sulle collaboratrici familiari – professioniste senza le quali, in buona parte della case italiane, non si sopravviverebbe – il quadro dipinto da Istat e Acli resta sconfortante. A poco sono valse le campagne di emersione contributiva portate avanti negli anni scorsi dall´Inps. Sotto tono è stato anche il risultato della maxisanatoria appena conclusa (fine settembre): l´eccezione “strappata” alla legge che punisce la clandestinità con l´espulsione della persona non regolarizzata …

“Chi vogliamo essere”, di Barbara Spinelli

Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? La domanda, antica, può produrre pensiero profondo oppure ottusità, veggenza oppure cieco affanno. Ci sono momenti della storia in cui la domanda secerne veleni, chiusura all’altro. Uno di questi momenti fu la vigilia delle prima guerra mondiale: nella Montagna incantata, Thomas Mann parla di Tempi nervosi. Anche oggi è uno di questi momenti. La fabbricazione di un’identità con ferree e univoche radici è piena di zelo in Francia, Inghilterra, e nervosamente, astiosamente, in Italia. In Italia un partito xenofobo è al governo e addirittura promette «Natali bianchi», liberati dagli immigrati che saranno scacciati ­ parola del sindaco di Coccaglio, presso Brescia ­ profittando dei permessi di soggiorno in scadenza. Come in certi film tedeschi (Heimat, Il Nastro bianco) è un villaggio-microcosmo che genera mostri. Genera anche irrazionalità, come ha spiegato un medico del lavoro di Bologna, Vito Totire, in una bellissima lettera inviata il 19 novembre al direttore della Stampa: non sono gli italiani a compiere oggi le bonifiche dell’amianto, «ma gli immigrati, per pochi euro, in condizioni …

“Le mani su Cose nostre. Se la mafia ricompra i beni sequestrati”, di Maria Zegarelli

Si chiama «Verbuncaudo», c’è chi dice si estenda per 150 ettari e chi ne aggiunge altri 90 del terreno confinante. Si trova vicino a Polizzi Generosa, Palermo, Sicilia. Michele Greco, il «Papa» di Cosa nostra, lo acquistò dalla società Sat: un colpaccio perché quel feudo era il simbolo, l’ennesimo, dello strapotere del boss dei boss. C’era un’ipoteca, importante, e la questione andava risolta. Subito. La pratica fu seguita direttamente dal clan dei Croceverde che chiamarono i Salvo e detto fatto ne ottennero in quindici giorni la sospensione, con decreto del ministero delle Finanze. Poi, quando il «Papa» fu arrestato, il potere temporale sui suoi beni andò a farsi benedire e Verbuncaudo fu confiscato. E assegnato al Comune di Polizzi nel 2007, che lo accettò a patto che venisse destinato ad un’associazione impegnata nel sociale. Si individuò la Cooperativa «Placido Rizzotto Libera Terra», ma ecco che rispunta l’ipoteca. La cooperativa non può pagarla, il Comune neanche. Verbuncaudo rischia di essere venduto, malgrado sia stato assegnato perché mancano i soldi per l’ipoteca. C’è già chi è pronto …

“Rinviate i nuovi licei”, di Flavia Amabile

A Milano e dintorni sono sul piede di guerra, ma anche in Toscana sono pronti a scendere in piazza. Perché da quando il ministro dell’Istruzione ha dato il via libera alla riforma delle superiori in almeno la metà degli istituti si è iniziato a tremare. Scompariranno 396 indirizzi sperimentali, 51 progetti assistiti dal Ministero e poi miriadi di innovazioni, spesso nemmeno autorizzate, tanto che nessuno sa bene quante davvero siano. E’ una piccola giungla che si è formata nel corso del tempo, in particolare a partire dagli anni Novanta, grazie alcune piccole concessioni e all’autonomia delle scuole. La riforma della Gelmini interverrà in modo drastico: i licei saranno in totale sei, con 10 opzioni per gli studenti. Si sa che il nuovo modello partirà gradualmente, coinvolgendo dall’anno scolastico 2010-2011 le prime e le seconde classi. E che entrerà a regime nel 2013. Fin qui, tutto chiaro. Purtroppo l’annuncio è della scorsa estate e alla fine di novembre mancano ancora i regolamenti attuativi destinati a definire nei dettagli i cambiamenti. E non si vedranno ancora per …

“Pd, il risveglio del partito latente”, di Ilvo Diamanti

Il Partito Democratico sta crescendo. Nei sondaggi, perlomeno. Al contrario dell’inizio del 2009, quando assegnavano al Pd circa il 23%. Il che spinse Veltroni a dimettersi anzitempo, in febbraio. Da un paio di mesi, invece, si assiste a una risalita, anche rispetto al risultato delle elezioni europee di giugno (26% dei voti validi). I sondaggi, al proposito, mostrano oscillazioni ancora significative. L’Ispo di Renato Mannheimer situa il Pd intorno al 28%. Come Euromedia, diretta da Alessandra Ghisleri, l’istituto di fiducia di Berlusconi. L’Ipsos di Nando Pagnoncelli, invece, stima il Pd oltre il 30%. Secondo il politologo Paolo Natale (su Europa), avrebbe superato la soglia del 31%. Come spiegare una crescita così continua (perlomeno nei sondaggi)? 1. Anzitutto, con l’effetto della stagione congressuale. Lunga e contorta, come abbiamo rilevato – polemicamente – prima dell’estate. Però è servita a strutturare un partito che prima non c’era. La fase dedicata agli iscritti ha, appunto, restituito il Pd agli iscritti. E gli iscritti al Pd. Ha, inoltre, attribuito un ruolo agli apparati locali e centrali. Nel bene e nel …

“Nessun italiano nella classe dei piccoli sikh”, di Bruno Ventavoli

Se non fosse per quella pianura che s’imbeve di nebbia, la scuola colorata potrebbe stare in India. Tutti i bambini di 3-4 anni sono sikh. In mezzo c’è una maestra biondissima, che spiega cos’è il sole, il verde, e magari anche la gioia, quel calore che ci si sente dentro quando ridi, e che ha tante lingue per dirla. Nella classe vicina, accanto ad altri stranieri, si torna ai più abituali Paolo, Maria, Antonio. Siamo in un asilo per l’infanzia, a Luzzara (Reggio Emilia), dove gli scolaretti reggiani sono in netta minoranza. Quattordici su ventinove. E proprio per questo sono finiti in una classe a parte su richiesta specifica dei genitori smarriti, minoranza. Come in un apartheid all’incontrario. Poi si sono infuriati gli stranieri, e hanno organizzato una manifestazione davanti ai cancelli, con uno sciopero della frequenza scolastica durata una settimana, perché si sono sentiti loro i diversi, gli esclusi. Ma in questa zona d’antica civiltà, governata da sempre dal centrosinistra (anche se incalza la Lega), stona parlare di muri etnici. Siamo semplicemente in un …