“Decreto anticrisi è più di una frode alla Costituzione”, di Tania Groppi
Con la vicenda del decreto anticrisi si aggiunge un ulteriore tassello allo smantellamento dello Stato di diritto. L’obiettivo sono, ancora una volta, i poteri del parlamento. «La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere», stabilisce l’art.70 della nostra Costituzione; «ogni disegno di legge, presentato ad una camera è… esaminato da una commissione e poi dalla camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale», dispone l’art.72. Si tratta di articoli ormai svuotati da una prassi che vede il governo agire utilizzando strumenti del tutto impropri, quali decreti-legge omnibus, maxiemendamenti, questione di fiducia. Il decreto-legge anticrisi è soltanto l’ennesimo provvedimento che, in nome di una supposta necessità ed urgenza assembla misure disparate, spesso del tutto avulse dal titolo dell’atto. E che il governo, in sede di conversione in legge, modifica attraverso un «maxiemendamento», sul quale pone la questione di fiducia, impedendo l’esame articolo per articolo e la votazione sugli emendamenti. Una prassi che i costituzionalisti hanno più volte definito una vera «frode alla Costituzione», in quanto vanifica sia il principio costituzionale che prescrive …
