Giorno: 4 ottobre 2009

«Discorso agli Educatori*», di Dario Franceschini

Un ministro di questo governo, uno di quelli con il più alto indice di gradimento e di esposizione mediatica, qualche giorno fa, parlando dal palco di una festa di partito, si è lasciato andare ad una serie di pesanti e volgari insulti alle opposizioni. Non è stata una sfuriata improvvisa, frutto, magari, di un incontrollato impeto di rabbia. La cosa, era capitata già qualche giorno prima: stesso linguaggio, stesse volgarità, stessi obiettivi. Intervistato da un giornalista sul perché di tanta furia, il ministro della Funzione Pubblica ha tranquillamente spiegato che se non avesse usato quel linguaggio, quel tono e quello stile i giornali non si sarebbero accorti dei suoi ragionamenti e non gli avrebbero dato spazio. Devo confessare che questa giustificazione mi ha colpito anche più della volgarità. Se questa è la società in cui viviamo, se il circuito che tiene assieme potere e comunicazione si regge su queste regole, se un uomo delle istituzioni ritiene inevitabile aderirvi, che senso ha parlare di educazione? Educare a cosa? Partiamo da qui. Potremmo dire semplicemente che la …

«La scienza scende in campo per la pace», di Luc Montagner

Oggi giornata nazionale del nuovo movimento Scence for Peace Il sapere è vita, benessere, pa­ce. Ricordo spesso lo slogan del­la campagna londinese contro l’Aids: «Don’t die of ignoran­ce », non morite d’ignoranza. «Science for Peace» è il nome del nuovo movimento lanciato dalla Fondazione Veronesi che, con l’adesione di venti Premi Nobel e di esponenti del mondo della scienza e della cultura, si propone di diffondere una cultura di pace e di arrivare alla progressiva riduzione delle spese militari e al disarmo nucleare. Aderiscono all’iniziativa anche le 70 associazioni riunite nella Coalizione italiana contro la povertà, Emergency, Croce Rossa, Unicef, Medecins sans frontières, Save the Children e la Robert Kennedy Foundation. Il debutto del movimento è previsto per il 20 e 21 novembre con la prima conferenza mondiale a Milano, di cui è presidente Umberto Veronesi e vice presidente Kathleen Kennedy Townsend. Oggi, invece, è la Giornata nazionale di Science for Peace e l’obiettivo è quello di raccogliere adesioni da parte dei cittadini, cliccando l’area Science for Peace sul sito www.fondazioneveronesi.it. Il rapporto fra scienza …

«Il senso del PD per le primarie», di Piero Fassino

In uno scenario politico i partiti ridotti a macchine di potere o di pura propaganda per un leader solitario, il fatto che 450 mila persone, si riuniscano, discutano, votino, è un evento di grande valore non solo per il Pd, ma per la credibilità della politica e della democrazia. Un evento partecipativo che adesso, con le Primarie del 25 ottobre, si amplierà a milioni di elettori del Partito Democratico. E analizzando l’esito dei congressi, la partita delle Primarie appare del tutto aperta. Rischia di essere parziale e fuorviante, infatti, una lettura dei risultati dei 7000 congressi di circolo soltanto attraverso le percentuali. Limitarsi a confrontare il 55-56% di Bersani, a livello nazionale, con il 36-37% di Franceschini, offusca infatti che in gran parte delle regioni e delle provincie il divario in voti assoluti è molto più contenuto di quanto le percentuali facciano credere. Le cifre sono chiare: nelle Marche la differenza è di 500 voti; in Umbria, Veneto e Abruzzo 1500; nel Lazio 2200; in Liguria 2500; in Toscana 3000. E analoghe tendenze si registrano …

“Basta con le bestemmie separatiste”, di Giorgio Napolitano*

I protagonisti e le forze motrici del Risorgimento non potevano pensare un’Italia di cui non fossero parte integrante le regioni del Regno delle Due Sicilie (così come le regioni dello Stato pontificio e Roma). E in quell’Europa nella quale, alla metà dell’Ottocento, tra le maggiori nazioni solo quella italiana e quella germanica non erano ancora riuscite a prender corpo in Stati nazionali, non avrebbe potuto assumere un ruolo effettivo un’Italia che fosse rimasta monca, che non avesse, soprattutto, abbracciato il Mezzogiorno nel nuovo Stato unitario. E’ questo un dato storico, il cui valore attuale non può oggi sfuggire, e che va ribadito di fronte a certe fantasticherie che si stanno sentendo in polemica con l’esigenza di una forte, inequivoca celebrazione e riaffermazione dell’unità e indivisibilità dell’Italia. Di quell’unità dell’Italia tutta fu, come uomo del Mezzogiorno, il più consapevole e ardente assertore Giustino Fortunato. Egli fu sempre vigile nel cogliere, con ansia ed allarme, il pericolo mortale rappresentato per l’Italia, anche decenni dopo l’unificazione, dall’emergere di tendenze particolaristiche e disgregatrici. A fine secolo, egli vedeva quel …

“Scuola in piazza. Coi tagli si muore”, di Sara Farolfi

A piazza della Repubblica, sotto lo striscione di apertura che chiede «dignità e futuro per la scuola pubblica», il lavoro di fino sulle parole da pronunciare dal palco di piazza del Popolo continua fino all’ultimo. A parlare sarà «la pasionaria» (così la chiamano in piazza), o la «masaniella» (come la chiamano a Napoli), Antonella. Hanno soppesato bene le parole gli insegnanti precari che ieri sono scesi in piazza in diverse migliaia contro i tagli del duo Tremonti-Gelmini, per dire che, «se oggi si manifesta contro la censura, noi ci sentiamo un po’ censurati», e poi certo, «la scuola ha necessità di comunicare con la stampa, perchè la stampa dovrebbe occuparsi del paese e dei suoi problemi». «E quindi – conclude Antonella – anche di noi». Premessa: la manifestazione proclamata dalla federazione della stampa è caduta un po’ come un macigno su quella indetta già da qualche settimana dal coordinamento degli insegnanti precari della scuola, a cui poi hanno aderito anche i sindacati (Cgil e sindacati di base). «Una scorrettezza», la definiscono loro. Rimandare il tutto …

“Il grande sacco dell’Italia”, di Barbara Spinelli

Lo chiamano nubifragio, quello che ha ucciso decine di persone nei villaggi del Messinese e gettato nel fango le loro case, e invece la natura matrigna non c’entra. Non è lei a tradire, ingannare. C’entra invece lo Stato matrigno, e c’entrano le opere pubbliche, le infrastrutture, gli amministratori matrigni. È a loro e non alla natura che occorre rivolgersi con la domanda che Leopardi lancia alla natura: «Perché non rendi poi/Quel che prometti allor?/ perché di tanto/ Inganni i figli tuoi?». È l’Italia che vediamo piano piano autodistruggersi, e non solo nel modo in cui si governa ma nel suo stesso fisico stare in piedi, nel suo esser terra, fiumi, colline, modi di abitare. Si va sgretolando davanti ai nostri occhi come fosse un castello che abbiamo accettato di fare di carta, anziché di mattoni. Che ciascuno di noi accetta – per noia, per fretta, per indolente fatalismo – di fare di carta. E’ essenziale leggere Gomorra per capire l’estensione del dominio del male ma basta mettere in fila i tanti disastri visti in televisione, …

In nome della libertà

150.000. A piazza del Popolo. E altrettanti nelle vie limitrofe, tutti per la libertà di stampa. Così la FNSI ha rimepito la piazza per dire No all’informazione al guinzaglio. C’è il sole, allegria, ma la manifestazione inizia con un minuto di silenzio per la sciagura di Messina. Il primo a parlare è Franco Siddi, il segretario generale della Federazione, che invita Berlusconi a ritirare «il ddl Alfano sulle intercettazioni» e «le cause intentate contro i giornalisti. Al premier, al Parlamento e al governo – afferma Siddi – chiediamo di cancellare le norme che vietano l’esercizio del diritto di cronaca, e di consentire che le indagini giudiziarie possano svolgersi secondo l’indipendenza della magistratura. Al presidente del Consiglio chiediamo anche di cessare la campagna di accuse contro i giornalisti, di smetterla di additarci come farabutti e di dire finalmente la verità. Chiediamo all’onorevole Berlusconi e a tutti i politici che hanno intentato azioni legali contro i giornalisti – ha insistito Siddi – di ritirare le cause». “Quello che sta accadendo dimostra una vecchia verita’, e cioe’ che …