Giorno: 29 ottobre 2009

“Il governo in soccorso del Biografico”, di Antonio Carioti

Il caso La politica sostiene la continuazione del Dizionario. Il direttore, Mario Caravale: “È anche frutto della campagna sul Web”. Bondi: «Salviamolo utilizzando i fondi per i grandi progetti culturali» La politica corre in soccorso del Dizionario biografico de gli italiani. Si schierano a suo favore il presidente della Camera Gianfranco Fini e il Partito democratico. Ma soprattutto lo fa il governo con Sandro Bondi: «Considero il Biografico un’opera di prim’ordine per esperienza diretta, dichiara il ministro per i Beni e le attività culturali, in quanto io stesso ho avuto occasione di servirmene nelle mie ricerche di carattere storico. Quindi ho preso contatto con il presidente dell’Enciclopedia italiana, Giuliano Amato, per studiare insieme una via che consenta di proseguire e terminare l’opera, magari anche pi speditamente del previsto, senza abbassare in alcun modo il suo elevato livello scientifico». Bondi e Amato si sono sentiti ieri telefonicamente e hanno convenuto, si legge in un comunicato del ministero, «sulla necessità che le due istituzioni individuino le forme di collaborazione, soprattutto finanziarie, che possano rafforzare il Dizionario biografico …

“La vita ostaggio della politica”, di Stefano Rodotà

La vicenda parlamentare del testamento biologico ha conosciuto ieri una violenta accelerazione. Era imprevedibile? Non credo. Troppi segnali si erano accumulati negli ultimi tempi, troppe convenienze politiche si erano svelate perché si potesse prestar fede a qualche apertura, peraltro ambigua, venuta dalla maggioranza. La chiusura immotivata del confronto in Commissione, allora, assume un triplice significato. Smentisce la tesi secondo la quale la maggioranza è sempre disposta al dialogo, mentre l’opposizione è arroccata intorno a immotivate posizioni di rifiuto. Rivela una prepotenza che si dà una veste giuridica incostituzionale. Conferma la subordinazione della politica del governo a quella vaticana: non è un caso che la decisione del Pdl sia venuta all’indomani dell’incontro tra Gianni Letta e Benedetto XVI. 1. Giochi di potere. Da tempo in Vaticano vi era una fila lunga, e mortificante, di politici che portavano le loro offerte, racchiuse soprattutto in quel contenitore allettante che si chiama appunto testamento biologico e che sprigiona veleni tali da inquinare non solo l’ambiente istituzionale, ma l’intera società. Un’offerta sacrificale, dove le vittime sono le persone alle quali …

“Università, i rischi dell’autarchia”, di Luciano Modica

Dopo tre o quattro annunci in un anno ieri il progetto di riforma universitaria del ministro Gelmini è stato finalmente approvato dal governo. Gelmini ha puntato in alto. Articoli e commi per oltre diecimila parole che toccano molti dei nervi scoperti del nostro sistema universitario: dalla governance degli atenei ai concorsi, dallo stato giuridico dei docenti al diritto allo studio e ai premi per il merito degli studenti. Sarebbe auspicabile che il parlamento affrontasse con un dibattito molto attento questa gran messe di argomenti ma certo c’è da temere che i tempi di approvazione non saranno affatto rapidi. Anche perché il nervo più irritato di tutti, quello che riguarda le risorse finanziarie del sistema, è pudicamente sottaciuto. L’università italiana, la meno finanziata d’Europa secondo i dati Ocse, dovrà misurarsi tra due mesi con quel drastico taglio del 50% delle spese di funzionamento (al netto degli stipendi) che ha portato Francesco Giavazzi a prevedere che la maggior parte delle università chiuderà. In questa situazione porre l’intero sistema universitario in fibrillazione riformatrice è rischioso oltre che ingiusto: …

Ambiente: Della Seta e Mariani (PD), “Lega a due facce su privatizzazione acqua”.

“In Padania strilla contro la privatizzazione, a Roma vota perché ‘l’oro blu’ sia gestito come una merce”. “La Lega Nord deve decidersi: non può battersi con i suoi sindaci contro la privatizzazione dell’acqua e votare a Roma per il decreto 135 che sancirà la definitiva e obbligatoria mercificazione dell’acqua, senza alcuna garanzia per un uso razionale e sostenibile delle risorse idriche e per i diritti dei cittadini utenti”. Lo dicono Roberto Della Seta e Raffaella Mariani, capigruppo del Pd nelle commissioni ambiente del Senato e della Camera , a proposito dell’articolo 15 del decreto legge 135, in base al quale le gestioni del servizio idrico affidate a società a capitale interamente pubblico cessano improrogabilmente a fine 2011. Per Mariani e Della Seta, che ha predisposto diversi emendamenti al testo in discussione, “Questa prospettiva cancellerebbe anche i servizi gestiti nel modo più efficiente. L’acqua – affermano i due parlamentari Pd – non è una merce ma un bene comune, la priorità nell’affidarne la gestione non può che essere un suo uso ambientalmente e socialmente sostenibile. Inoltre …

“Le mani dei manager sugli atenei. Ecco la riforma targata Gelmini”, di Maristella Iervasi

Ricercatori solo a tempo, nel limbo l’attuale precariato. Senato accademico svuotato di poteri effettivi e studenti “infilati” ovunque, ma solo come operazione di facciata. Test di accesso persino per le borse di studio per il merito, un fondo a cura dell’Economia e non dal Miur. Riscrittura degli Statuti, pena il commissariamento e ore dei prof certificate e verificate. Ecco la riforma della Gelmini. Meno democrazia e più potere al Cda con l’ingresso delle aziende private e ai rettori. E la protesta dell’Onda è già dietro l’angolo. Un disegno di legge di riforma in 15 articoli che dopo il via libera del Consiglio dei ministri comincerà il suo iter al Senato, affinché il ddl Aprea sull’istruzione in fondazione possa avere una corsia privilegiata. NUOVI STATUTI O COMMISSARIAMENTO Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge le università statali dovranno modificare i propri statuti, rispettanto vincoli e criteri: ridurre le facoltà, massimo 12 negli Atenei più grandi e i dipartimenti. Le università vicine possono federarsi. E ancora: personale esterno nei nuclei di valutazione, snellire i componenti del …

“Casa, ufficio e niente tempo libero. La dura vita delle donne lavoratrici”, di Alessandra Retico

ROMA – Vanno in ufficio, poi una volta a casa tutto ricomincia. Le donne sgobbano parecchio, sempre, più degli uomini. Precisamente tre anni e tre mesi più dei maschi, calcolando un’intera vita lavorativa, cioè circa quarant’anni di esistenza impiegatizia quel che sia. Per specificare ancora meglio: un mese all’anno in più, un’ora e sette minuti al giorno. Sgobbone. Le italiane sudano assai. Lo sapevamo, eccome, adesso la ricerca “Il tempo è donna”, realizzata dall’Istituto di Ricerca ISPO e commissionata dalla Maison di orologi Eberhard & Co., lo conferma con somma puntualità. Tempus fugit, le signore gli corrono dietro. Perché è il lavoro domestico, insieme a quello fuori casa, a pesare come un macigno nell’economia quotidiana delle donne. Tra la solo popolazione occupata, il tempo del lavoro femminile nel suo complesso, tra uffici e lavatrici, è nettamente superiore a quello maschile: 8 ore e 30 minuti al giorno rispetto alle 7 ore e 23 degli uomini. Il bello è che alle ragazze tutte queste ore vengono pagate solo per metà: 4.39 retribuite, 3.51 no. Eppure scorrono …

Roma, poliziotti in piazza contro i tagli. “Governo irresponsabile, Brunetta buffone”

ROMA – Mancano macchine e benzina. Gli uffici non riescono a far fronte alle pratiche. E il governo taglia, nonostante le promesse. Oggi a Roma gli operatori delle forze di polizia manifestano contro i tagli alla sicurezza e per la difesa di dignitose condizioni economiche e professionali. Lo fanno con un corteo, destinazione Piazza Navona. Tra loro spunta un busto in cartapesta dedicato a Silvio Berlusconi: “Papi, come ci hai cucinato bene”. E i 30mila in piazza criticano il ministro della Funzione Pubblica e le ronde: “Brunetta buffone”, “Le ronde sono vergognose”. I sindacati delle forze di polizia denunciano “le irresponsabili scelte del governo”, come la riduzione di oltre 40mila unità il numero degli operatori in servizio e la “sottrazione del il 44% delle risorse alle attività operative e organizzative”. Inoltre le forze dell’ordine criticano la decisione “di rinviare di tre anni il rinnovo del contratto collettivo di lavoro e di sottrarsi all’impegno di realizzare un nuovo modello di sicurezza che esalti le professionalità”. E ancora: “Sono scelte, queste del governo, che smentiscono gli impegni …