Giorno: 26 Novembre 2010

"L'università dell'incertezza" di Daniele Checchi e Tullio Jappelli

La riforma dell’università, contestata da studenti, ricercatori e opposizioni, sembra ormai l’ultima bandiera di un governo in difficoltà. Ma richiede decine di decreti attuativi e tempi lunghi per la sua applicazione. E dunque, se approvata, finirà per aggiungere un’ulteriore dose di incertezza nel mondo universitario. Intanto, sui finanziamenti per l’anno in corso e per il futuro regna la confusione, i concorsi sono bloccati e la valutazione della ricerca è ferma al 2001-2003. La riforma universitaria procede zoppicando il cammino parlamentare, mentre studenti e ricercatori salgono sui monumenti storici e sui tetti delle università. Alcuni punti qualificanti della proposta del ministro Gelmini (come l’ingresso di persone esterne nei consigli di amministrazione delle università, l’immissione in ruolo dei nuovi professori, gli avanzamenti di carriera dei docenti) diventano oggetto di compromesso tra le diverse componenti della maggioranza di governo. In assenza di correzione complessiva della riduzione dei finanziamenti all’università, l’opposizione sta attuando resistenza al cammino parlamentare, arrivando a invocare l’istanza di incostituzionalità per via del contemporaneo dibattimento della legge di stabilità. QUESTIONE DI FONDI. E NON SOLO Nel …

"Bertolaso, l'ultima vergogna", di Marco Guzzetta

La moglie di un sottosegretario. I figli dei giudici amici, dei generali amici e dei boiardi amici. Perfino la nipote di un cardinale. Tutti assunti (a tempo indeterminato) dalla Protezione civile un minuto prima del cambio della guardia. Con soldi sottratti ai terremotati Questo si chiama “mettere in sicurezza”, solo che più dell’Italia sommersa dalle alluvioni la Protezione civile sembra esperta nel rendere sicure le poltrone del suo personale. E così mentre tutto frana, Guido Bertolaso stabilizza i suoi fedelissimi: 150 precari, spesso d’alto rango, vengono assunti nel botto finale della gestione che ha alternato successi a scandali fino a diventare nel bene e nel male simbolo del modello berlusconiano di governo. Tutto grazie a una nuova legge che prevede “l’assunzione di personale a tempo indeterminato, mediante valorizzazione delle esperienze acquisite presso il Dipartimento dal personale titolare di contratto di collaborazione coordinata e continuativa”. Mentre la pubblica amministrazione falcia i ranghi e il precariato diventa condizione di vita, negli uffici che dipendono da Palazzo Chigi c’è un’ondata di piena di assunzioni che garantisce lo stipendio …

"Ragazzi ribellatevi" di Alfredo Reichlin

Le critiche al Partito democratico io esito molto ad esprimerle perché la sinistra è troppo piena di gente che per sentirsi intelligente ha bisogno di segare il ramo su cui è seduta. Ma c’è alla base qualcosa su cui oggi è molto importante ragionare. Io vedo ancora una relativa debolezza della nostra risposta al grandissimo interrogativo che si è aperto sulla vicenda storica dell’Italia. Detto senza enfasi: sul destino degli italiani. Questo è il tema che sta dietro la vicenda Berlusconi. Sta qui il cuore del conflitto, cioè di come si configura la lotta tra progresso e reazione a fronte di quella che è ormai chiaramente una crisi della nazione. La gente non è stupida. Capisce che, arrivati a questo punto, l’uscita di scena di Berlusconi è una necessità vitale ma sente che il problema è più complesso. Intuisce che il “Caimano” è, dopotutto, la febbre non la malattia. Quale malattia? Il fatto drammatico che per troppo tempo abbiamo cercato di non vedere e che, per certi aspetti, ci rimanda ai secoli della grande decadenza …

"Generazione derubata", di Curzio Maltese

Otto mesi di proteste dell´università contro la legge Gelmini erano passati inosservati sui media italiani. Fino a quando una matricola ha lanciato ai professori l´idea di «fare come gli operai» e salire sul tetto della loro fabbrica, la facoltà di architettura. In pochi giorni sulle traballanti scalette del tetto di piazza Borghese si sono arrampicati troupe televisive, inviati di giornali e celebrità varie, soprattutto cantanti, attori e politici, ammesso si trovino differenze. Soltanto nelle ultime 48 ore hanno scalato il tetto del sapere tre segretari di partito, Di Pietro, Bersani, Vendola, più una folta delegazione di finiani guidata dai deputati Della Vedova, Moroni e Granata, battezzando il luogo come laboratorio di future maggioranze di governo. Visto il successo della trovata gli studenti, gente sveglia, ieri hanno “occupato” la torre di Pisa e il Colosseo, assicurandosi così la copertura sui media internazionali. Eppure la protesta di studenti, professori e ricercatori contro la sedicente riforma Gelmini era da subito una delle più semplice da spiegare, capire e condividere. Si tratta anzitutto di una delle più antiche e …

"Mariastella e la danza futurista", di Fabrizia Bagozzi

Mentre monta la protesta degli studenti il governo va ancora sotto sulla riforma dell’università e non riesce a chiudere Nell’autunno caldo di studenti e ricercatori prende piede la visita ai tetti della protesta. E così, se la primogenitura spetta a Bersani e Di Pietro, ieri si sono affacciati prima il leader di Sinistra e libertà Nichi Vendola e poi un drappello futurista fra cui Granata e Della Vedova. Se il tetto della facoltà di architettura della Sapienza fosse la metafora dell’esistenza di una maggioranza alternativa, la maggioranza (al netto di Casini, che si astiene dal brivido dell’altitudine) ci sarebbe già. Saldata, pur se da angolature differenti, dai sit in degli universitari in lotta con vista su Montecitorio. Ma visto da Montecitorio, lo scenario è di là da venire e passa per la madre di tutte le date, il 14 dicembre. Nel frattempo la maggioranza continua a non stare tanto bene. E mentre l’Italia è attraversata da una mobilitazione studentesca destinata a crescere fino al giorno del voto finale (slittato a martedì), il ministro dell’istruzione continua …

"Se la mafia «ruba» il 16% del Pil", di Marco Ludovico

La mafia «è uno dei principali ostacoli al progresso economico e sociale» anche dove i clan sono meno presenti. E c’è una «correlazione negativa molto forte tra sviluppo economico e criminalità organizzata». La Banca d’Italia lo ha dimostrato studiando l’incidenza sulla crescita del Pil (prodotto interno lordo) in due regioni a minore presenza mafiosa: Puglia e Basilicata. Il loro Pil, oggi, è inferiore almeno del 16% rispetto a quello (teorico) di una regione meridionale con un tasso di sviluppo analogo e priva di presenza dei clan. Tanto che, dopo aver letto il rapporto, sorge il quesito inquietante: quanto incide Cosa nostra, e soprattutto la ‘ndrangheta, in regioni ad alto sviluppo economico – come Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte – dove però i gruppi mafiosi sono ormai diffusi e consolidati? Lo studio di Bankitalia è stato trasmesso di recente alla commissione Antimafia, presieduta da Giuseppe Pisanu. Il rapporto si basa sull’osservazione della serie di denunce per l’articolo 416 bis (associazione per delinquere di stampo mafioso) dal 1983 – anno successivo all’entrata in vigore della legge Rognoni-La …

Togliete il segreto di stato sulle stragi. L'appello e le ragioni dei firmatari

La sentenza (con l’assoluzione di tutti gli imputati) del 16 novembre 2010 sulla strage di Piazza della Loggia a Brescia non convince. E fa rabbia. Sul Corsera, in prima pagina, Umberto Ambrosoli – figlio dell’avvocato ucciso dalla mafia – ha parlato di «senso di sconfitta». E ora Paolo Brogi, Rosa Villecco Calipari, Benedetta Tobagi, Rosario Priore, Roberto Saviano e altri 60 rappresentanti della società civile lanciano un appello per aprire gli archivi e togliere il segreto di Stato sulla stagione del terrorismo in Italia. E qui, Manlio Milani , presidente dell’Associazione delle vittime di Piazza della Loggia, ce ne spiega le ragioni Ecco il testo e i firmatari (chi volesse aderire all’appello può mandare una mail a: [email protected]) Al Presidente della Repubblica, al Presidente del consiglio e ministri interessati, ai Presidenti di Copasir e delle Commissioni parlamentari d’inchiesta Un’intera stagione, quella dello stragismo che ha macchiato di sangue l’Italia, rischia di essere archiviata a seguito della recente sentenza sulla strage di Piazza della Loggia, Brescia, che ha assolto per insufficienza di prove tutti gli imputati. …