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Spending Review: Ghizzoni, passi avanti su ricerca e cultura, occasione persa su scuola

“Nel difficile esame della Spending Review sono stati compiuti considerevoli passi avanti sulla ricerca, con la cancellazione dei tagli di 30 milioni di euro, e sulla cultura, con la soppressione della norma che prevedeva la chiusura di importanti enti culturali. – lo dichiara manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati – Purtroppo per la scuola si registra ancora una situazione di stallo. Un esempio per tutti – spiega Ghizzoni – il mancato emendamento dell’errore compiuto dalla riforma Fornero, che non ha tenuto conto della specificità della scuola e che ha impedito a 4000 unita di andare in pensione pur avendone maturato i requisiti. Una occasione che è stata invece colta, durante l’esame del provvedimento, a favore dei 24 mila dipendenti del pubblico impiego. Con rammarico e preoccupazione osserviamo che il sistema della conoscenza non riesce ad essere considerato nel suo complesso. Se da un lato si sta imparando a riconoscere il valore della ricerca come motore di sviluppo, dall’altro – conclude la Presidente della Commissione Cultura – ci sono ancora pregiudizi nei confronti della formazione e dell’istruzione come fattore di crescita, sociale e culturale.”

12 Commenti

  1. La Redazione dice

    Sulle pensioni “Quota 96” ingiustizia è fatta, di Pasquale Almirante

    Abbiamo seguito passo passo, dalla sua costituzione fino a oggi, la vicenda del Comitato “Quota 96” che una gelida, quanto intransigente, decisione della ministra al Lavoro, Elsa Fornero, ha escluso, all’atto della emanazione della legge che porta il suo nome, dai benefici della quiescenza per la dura, e nello stesso semplice, ragione che riguardava i lavoratori dell’ istruzione, il personale della scuola che, contrariamente al resto della pubblica amministrazione, gode di una sola finestra di uscita, coincidente appunto con la fine dell’anno scolastico: il 31 agosto.
    E subito da tutti i siti internet di tutti i sindacati si gridò alla evidente ingiustizia dal momento che non si considerava la specificità di questi lavoratori, con le scadenze di ordine didattico e logistico, per cui non solo fu richiesto ufficialmente di spostare per loro il termine al 31 agosto, invece che tenerlo fermo al 31 dicembre, ma furono messi perfino a disposizione i relativi uffici legali per contrastare la legge: Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda, Anief aprirono il contenzioso e, dopo una prima istanza al Tra del Lazio, hanno passato la pratica al giudice del lavoro che a giorni dovrebbe esprimersi.
    Generosa e senza esclusione di colpi invece la battaglia del Comitato “Quota 96” che, tramite i suoi rappresentanti più attivi e disponibili, si è rivolto soprattutto alla senatrice Mariangela Bastico e all’on Manuela Ghizzoni, entrambe del Pd, che a loro volta, e a onor del vero, sono state le promotrici di tutti gli emendamenti presentati in Parlamento per dare giustizia a questi circa 3500 docenti buggerati da una legge che fra l’altro serve a dimostrare come qualunque certezza dall’oggi al domani venga macinata da ragion di stato alquanto discutibili.
    Infatti nessuno si è posto il problema che da parte di questi lavoratori, in attesa che si compisse la precedente legge Damiano sulle pensioni, si era pianificato un intimo, personale futuro con delle scelte di vita di struggente attesa, che coinvolgevano pure le famigli e i figli.
    Si sono voluti allungare, senza la minima considerazione perfino sulla psiche di questo personale, gli anni di permanenza al lavoro, dimostrando pure, da parte del governo, la scarsa considerazione che si ha sugli insegnanti e sulla scuola, non riflettendo nemmeno sul fatto che la “rendita” lavorativa, anche in termini i impegno e dedizione alla didattica, possa risultare scadente o quantomeno non più all’altezza delle attese.
    Perché un fatto è bene tenere in conto: quale “produzione” potrà offrire per la scuola e per la società gente così bistrattata dal proprio datore di lavoro e al limite ormai delle proprie forze?
    Insegnare, come è noto, non è solo ripetere delle nozioni, ma comporta miriadi di obblighi, comprese attenzioni, muove conoscenze, aggiornamenti, attività di giudizio e di giustizia, motivazioni forti, entusiasmo che se non vengono svolte con la dovuta serenità rischiano di fare danno, molto danno agli alunni.
    E chi restituirà serenità professionale e entusiasmo a questi 3500 persone che si stanno rivolgendo ad avvocati, sindacati, politici e perfino alla stampa per ottenere giustizia?
    Si potrebbe obiettare che un professionista fa comunque il suo dovere, anche con la pistola puntata alla tempia. Ed è vero! Però loro si chiedono pure, di fronte a questa osservazione: e perché i professionisti della politica, che è l’arte più nobile per eccellenza visto che dalla politica tutto dipende, oltre a fare man bassa dei fondi dello Stato non rinunciano ai loro privilegi? E quanti privilegi? E quali privilegi?
    E se a tutto questo si assomma la campagna denigratoria e offensiva condotta da alcuni anni contro i professori, il cerchio ci pare chiuso, come questa chiusura gelida attorno ai diritti di un manipolo di docenti delusi, molto delusi, dalla politica e dello Stato che loro ogni giorni hanno rappresentato di fonte ai loro alunni e alla società.

    da repubblica.it

  2. silvana 52 dice

    Eppure, pensando e ripensando, continuo a chiedermi il perchè di tanto ostinato, cieco accanimento nei confronti della Scuola e degli Insegnanti, da parte della Fornero…..
    Tali riflessioni mi conducono a considerazioni NON CERTO POSITIVE nei suoi confronti!
    Mi piacerebbe tanto chiederglielo di persona!

  3. ornella51 dice

    Ogni cosa viene fatta quando si è d’accordo!
    Viva l’ingiustizia, viva l’iniquità, viva chi sta bene…
    degli altri…chi se ne frega!

  4. silvana 52 dice

    Bravo Mario: sei grande! Concordo pienamente!

  5. Giovanni dice

    Siete ancora in tempo per riacqistare la fiducia della gente comune.NON VOTATE LA FIDUCIA A QUESTO GOVERNO DELLE LOBBY.

  6. giuseppe crispo dice

    Se siamo arrivati a questo punto la colpa è escusivamente del pd,il quale continua a sostenere questo governo.Possibile che Bersani non si sta accorgendo che così facendo porterà il partito ad una sicura sconfitta elettorale.
    Il pdl riesce sempre a fare approvare i suoi emendamenti mentre il pd arranca.
    Basta stacchiamo la spina a questo governo di mer!!!!

    Pino Crispo

  7. mario perrotti dice

    Mario 52
    Ringrazio l’On. Ghizzoni per l’impegno ma, francamente, non capisco questa reiterata acquiescenza al Governo. Sono perplesso e deluso perché o si ritiene che la Fornero abbia commesso un abuso (o un torto illegittimo) e allora bisogna battere i pugni sul tavolo anche in Parlamento; oppure ci si sta prendendo in giro e, quindi, figli di un dio minore lo siamo per davvero, ma anche nella mente di chi (a chiacchiere) sembra voglia darci una mano.

  8. MA NON SI PUO’ CONTINUARE A DIRE CHE AVETE FATTO DI TUTTO . IO NON CREDO ,MA SIETE VOI CHE APPOGGIATE IL GOVERNO COME MAI QUANDO BERLUSCONI PONE UN VETO MONTI LO ASCOLTA. SIMO SOLO 35OO PERSONE .IO HO 60 ANNI PENSO DI AVER DIRITTO ALLA PENSIONE BASTA MI AVETE STANCATO SIETE STATI ELETTI DA NOI E NON RIUSCITE A DARE RIMEDIO AD UN PASTICCIO INCOSTITUZIONALE……

  9. ornella51 dice

    ALLE PROSSIME ELEZIONI VOTERO’ IL PRIMO BANDITOCHE SI PROPORRA’, FORSE SI AVRA’ PIU’ GIUSTIZIA!

  10. silvana 52 dice

    Sono delusa e sfiduciata! In questa Italia di ladroni, a tutti i livelli, io non mi ci riconosco più….
    Mi vergogno e rammarico di essere italiana, anche perchè buona parte di coloro che dovrebbero rappresentare questo popolo, si è sempre arricchita alle spalle dei comuni e onesti lavoratori, cui oggi non si riconosce più neanche il diritto alla pensione. VERGOGNA!

  11. sergio dice

    Ricerca, sanità,enti locali….bastano per sconfiggere la depressione di 3500 persone che devono UMILIARSI sperando nella magistratura per riconoscere”un diritto e non un privilegio”?
    Perchè Monti non ha toccato gli interessi delle lobbies e dei super ricchi? Forse perche Berlusconi avrebbe staccato la spina? Ah…ho capito….

  12. Vi scrivo dal treno. Sono di ritorno da due giorni di incontri con i Giovani Democratici e con l’Udu, appuntamenti a cui non potevo e non volevo sottrarmi perché ritengo necessario mantenere una costante interlocuzione. Nonostante la mia assenza dal blog il contatto con Mariangela Bastico è stato strettissimo. In queste ore abbiamo forzato la situazione fin dove è stato possibile, coinvolgendo tutte le forze e i soggetti in campo, ma siamo stati sconfitti. La confusione sull’approvazione dell’emendamento è stata generata da notizie di stampa, che testimoniano il fatto che ieri diversi soggetti, dagli esponenti del Pd a quelli del Ministero, hanno cercato di far approvare l’emendamento. Purtroppo la rigidità della Ragioneria dello Stato non e stata scalfita. In questo modo è stata persa l’occasione per rendere giustizia a una profonda ingiustizia. Capisco coloro i quali ritengono di essere stati nuovamente beffati, anche se posso assicurare che c’è stato un impegno concreto di azione e non solo di parole, come invece qualcuno vuole far credere. Ma non sempre la nostra azione raggiunge gli esiti sperati. Ora c’è una legittima rabbia nei confronti del governo e del Pd per aver visto sfumato l’affermazione di un diritto, ma vi chiedo di tener conto che se in questa discussione qualcosa di buono è stato portato a casa (ricerca, sanità, enti locali…) è merito del Pd. Non ci siamo riusciti sulla scuola e per questo provo una grande amarezza personale. Devo constatare che anche nell’esecutivo Monti, così come accadde in quello che lo ha preceduto, il ministro dell’economia ha un potere di veto nei confronti delle politiche scolastiche. Siamo di fronte ad una iniquità dietro la quale si cela, purtroppo, un evidente pregiudizio nei confronti della scuola e del suo personale. La vostra delusione coincide con la mia, pertanto rimando a domani i commenti più pacati

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