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Ricerca, Pd: l’inerzia della Gelmini favorisce la fuga di cervelli

Ghizzoni: a rischio 80 milioni per ricercatori. “L’inerzia del ministro Gelmini è dannosa e sta mettendo a rischio quegli 80 milioni di euro che il Governo Prodi aveva destinato ai ricercatori universitari per il 2009”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta il ‘nulla di fatto’ del Cdm di oggi che, ancora una volta, non ha sbloccato la situazione dei concorsi di reclutamento straordinario dei ricercatori universitari. “Si tratta di liberare ‘soldi veri’ prossimi alla scadenza – spiega Ghizzoni – che servirebbero a pagare la terza tranche del piano di assunzione dei ricercatori (i cosiddetti concorsi Mussi). Ma è molto elevato – denuncia la deputata democratica – il rischio che questi soldi tornino nelle casse di Tremonti a danno dei nostri atenei che stanno vivendo una situazione molto grave. E non è un caso che anche nella maggioranza vi siano forti preoccupazioni in questo senso, come quelle del senatore Valditara che, proprio su questo tema, ha presentato un emendamento alla finanziaria respinto in commissione con un colpo di maggioranza. Martedì se ne riparlerà in aula al Senato e alla Camera il ministro Gelmini dovrà riferire in commissione su come intende spendere quei soldi. Sarà lì che sapremo se il ministro vuole ‘salvare’ i ricercatori o condannarli ad una fuga all’estero”.

il testo dell’interrogazione presentata dall’on. Ghizzoni. Il Governo risponderà martedì prossimo, alla VII Commissione della Camera
Interrogazione a risposta in Commissione 5-01888
presentata da
MANUELA GHIZZONI
mercoledì 7 ottobre 2009, seduta n.228

GHIZZONI. –
Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
– Per sapere – premesso che:
l’articolo 1, comma 647, della legge finanziaria per il 2007 (L. 296/2006) ha previsto che, in attesa della riforma dello stato giuridico dei ricercatori universitari, il Ministro dell’università e della ricerca, con proprio decreto da emanare entro il 31 marzo 2007, sentiti il Consiglio universitario nazionale (CUN) e la CRUI, disciplinasse le modalità di svolgimento dei concorsi per ricercatore, banditi dalle università successivamente alla data di emanazione del predetto decreto ministeriale, con particolare riguardo alle modalità procedurali ed ai criteri di valutazione dei titoli didattici e dell’attività di ricerca, garantendo celerità, trasparenza e allineamento agli standard internazionali;
il successivo comma 648 ha previsto che, al fine di consentire il reclutamento straordinario di ricercatori, il decreto di cui al comma 647 definisce un numero aggiuntivo di posti di ricercatore da assegnare alle università e da coprire con concorsi banditi entro il 30 giugno 2008;
il comma 650 ha stabilito che all’onere derivante dalle disposizioni del comma 648 si provvede nel limite di 20 milioni di euro per l’anno 2007, di 40 milioni di euro per l’anno 2008 e di 80 milioni di euro a decorrere dall’anno 2009;
l’articolo 3, comma 1, del decreto-legge n. 147 del 2007, convertito dalla legge n. 176 del 2007, e l’articolo 4-bis, comma 17, del decreto legge n. 97 del 2008, convertito dalla legge n. 129 del 2008, hanno disposto la disapplicazione, rispettivamente per il 2007 e il 2008, del comma 648 dell’articolo 1 della legge finanziaria 2007 e, al fine di garantire comunque l’attuazione del piano straordinario di assunzione di ricercatori nelle università, hanno previsto che le risorse di cui al comma 650 della medesima legge, limitatamente agli stanziamenti previsti, rispettivamente, per il 2007 e per il 2008, fossero utilizzate per il reclutamento di ricercatori secondo le norme vigenti; i due interventi sono stati determinati dalla volontà di evitare che, a seguito del mancato intervento del decreto ministeriale previsto dal comma 647 della medesima legge finanziaria si disperdessero gli stanziamenti disposti per il 2007 e il 2008;
l’articolo 1, comma 7, del decreto-legge n. 180 del 2008, convertito dalla legge n. 1 del 2009, ha previsto che nelle procedure di valutazione comparativa per il reclutamento di ricercatori bandite successivamente alla data di entrata in vigore del decreto medesimo, la valutazione sia effettuata sulla base dei titoli – illustrati e discussi dinanzi alla commissione – e delle pubblicazioni dei candidati, compresa la tesi di dottorato, e ha rimesso ad un decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di natura non regolamentare – da adottare sentito il CUN -, la definizione dei parametri da utilizzare, riconosciuti anche in ambito internazionale;
il decreto ministeriale n. 89 del 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 203 del 2 settembre 2009, ha stabilito i parametri di valutazione dei titoli e delle pubblicazioni di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge n. 180 del 2008;
sembrerebbe, quindi, essersi realizzata la condizione di cui all’articolo 1, comma 647, della legge finanziaria per il 2007;
nel bilancio 2009, sul capitolo 1714, Piano di gestione 2, sono disponibili 80 milioni di euro di cui all’autorizzazione di spesa recata dall’articolo 1, comma 650, della medesima legge finanziaria per il 2007 -:
per quale ragione i fondi indicati non siano ancora stati impegnati e non sia stato predisposto il relativo piano di riparto.(5-01888)

1 Commento

  1. Redazione dice

    Dichiarazione Segretario ADI 8 Novembre 2009

    Il Ministro faccia chiarezza sui fondi per i ricercatori

    Chiediamo che il Ministro Gelmini chiarisca in tempi rapidi le sue
    intenzioni quanto ai fondi per l’assunzione dei ricercatori. È
    inaccettabile il silenzio calato sull’intera vicenda: si tratta di
    ottanta milioni di euro già stanziati ma sulla cui destinazione né il
    Ministro né tantomeno il Governo pronunciano parole chiare. È, anzi,
    preoccupante la bocciatura di un emendamento alla finanziaria, firmato
    da esponenti della maggioranza, proprio su questo argomento.

    I giovani ricercatori non meritano questo silenzio: siamo stati
    abituati a vedere i fondi stanziati per la Ricerca utilizzati dai
    Governi per gli scopi più disparati. Alla fine a rimetterci erano
    sempre l’Università e la Ricerca. Inutile ribadire come non si possa
    tacere di fronte al rischio che il Ministro decida di utilizzare in
    altro modo questi fondi o, peggio ancora, lasci che siano sottratti
    all’Università, in virtù di altre scelte di politica economica.

    La nostra non è la preoccupazione di un pezzo dell’Università: non
    stiamo cercando di difendere le nostre (precarie) posizioni. Ci
    limitiamo a sottolineare che l’ennesimo rinvio o addirittura il blocco
    delle assunzioni costituirà l’ennesimo ostacolo al tanto auspicato
    ricambio generazionale e a future procedure di reclutamento
    trasparenti ed efficaci.

    ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani – 8 Novembre 2009

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