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Roma – Assemblea Nazionale del PD – cronaca della giornata

Sarà il giorno di Pier Luigi Bersani. Davanti alla platea dei delegati eletti alle ultime primarie, l’Assemblea nazionale del Partito Democratico, l’ex ministro sarà ufficialmente eletto nuovo segretario e si rivolgerà al paese e al partito con un discorso particolarmente atteso. Sarà anche il giorno delle nomine nei nuovi organismi, dai vicesegretari ai dipartimenti tematici, passando per il nodo particolarmente importante della presidenza del partito. Sciolta la riserva e gli ultimi dubbi, la scelta sembra ormai essere definita: Rosy Bindi sarà la presidente del partito, i due vicepresidenti saranno Ivan Scalfarotto e Marina Sereni.

12.46 – Marina Sereni e Ivan Scalfarotto eletti vicepresidenti del partito

12.45 – Bindi: “Un grazie particolare alle donne di questo partito”
Credo sia particolarmente importante che in questo momento per il paese “una donna abbia ricevuto questo riconoscimento da tutti voi”.

12.40 – Rosy Bindi eletta presidente del Partito Democratico
Migliavacca propone di eleggere Rosy Bindi presidente e subito scatta un grande applauso. “Il primo saluto va a chi è stato il primo presidente di questa assemblea, Romano Prodi”. Ringraziamenti anche a Bersani e “a tutti coloro che hanno reso possibile questa nostra giornata, a questo meraviglioso popolo che per la terza volta in pochi anni ci ha dato fiducia e aspetta da noi un grande contributo per questo paese”.

12.30 – “Un partito giovane ci chiede di essere giovani nel cuore”
“Un partito giovane ci chiede di essere giovani nel cuore”. Così Pier Luigi Bersani conclude il suo primo discorso da segretario, per lui una lunga ovazione in piedi.

12.20 – “Fondiamo cinquecento nuovi circoli”
“Avremo un partito plurale, non c’è dubbio!, ma non nel senso di dare una stanza a ciascuno nella casa comune. Per questo coinvolgerò da subito i segretario regionali per fondare cinquecento nuovi circoli nei luoghi di studio e di lavoro. Convocherò immediatamente la direzione che oggi eleggeremo, per discutere dello stato del partito e di come rafforzare la sua struttura. Se gli aspetti di selezione competitiva non verranno messi in equilibrio con meccanismi centripeti e coesivi propri di ogni associazione, noi rischieremo fenomeni di anarchismo e di feudalizzazione”.

12.16 – “Liberarci delle parole passate, conta il progetto”
“Dobbiamo costruire il partito che abbiamo promesso ai cittadini e ai militanti. Nessuna nostalgia deve imprigionarci o trattenerci, dobbiamo sentire la necessità del nuovo da costruire. Ci rivolgiamo a tutto il centrosinistra, senza trattino, nella legittima ambizione di farci più forti. Liberiamoci da parole vecchie e passate, la nostra proposta politica non è una coperta da tirare al centro o a sinistra. Quel che conta è il progetto, l’idea di paese. Al di fuori di questa ambizione non si è più di centro o più di sinistra, si è un partito piccolo condannato nei nostri confini”.

12.11 – Riflettere sulla guerra in Afghanistan
“Forte e convinto apprezzamento per i militari italiani che operano in Afghanistan con le Nazioni Unite, pagando un alto tributo in termini di vite umane. Avvertiamo l’esigenza di una riflessione, però: senza conquistare il consenso della popolazione afgana, la stabilizzazione è una chimera. Fare quella revisione strategica di cui parla da mesi Obama, ed è auspicabile che l’Europa abbia un ruolo attivo in questo senso”.

12.05 – “Siamo orgogliosi che si discuta di Massimo D’Alema per questa alta responsabilità”
Bersani parla dell’Europa e del trattato di Lisbona ed esprime apprezzamento per la candidatura di D’Alema a ministro degli esteri dell’Unione europea. E cita Napolitano: “Liberarsi dell’Europa intergovernativa”. “Vogliamo che nei luoghi di responsabilità internazionale i paesi europei non vadano in ordine sparso. Vogliamo che l’Europa torni a darsi un orizzonte politico, quello che le destre hanno svilito e le forse progressiste non riescono a indicare”.

12.00 – Un partito “che ha nei suoi cromosomi l’uguaglianza dei cittadini”
“Sospingiamo l’evoluzione dei diritti civili” e “non tolleriamo la posizione discriminata delle donne”. Qui Bersani chiede un applauso in memoria della poetessa Alda Merini. “Guardate quest’assemblea, guardate la presenza femminile e quanto questa è lontana dagli stereotipi da cui siamo invasi”. Per questo chiediamo “un movimento forte che chieda una soluzione transitoria di quote”, perché la discriminazione più forte è quella chie tiene le donne fuori dai centri decisionali”.

11.57 – Sì all’energia verde, “il nucleare è un tentativo illusorio”
Dall’energia verde alla tutela dei beni “da non affidare al mercato”: la salute, l’istruzione, la sicurezza. E poi riforma delle pensioni, tutela dei redditi e misure a sostegno del lavoro e delle piccole e medie imprese.

11.50 – Subito misure per fronteggiare la crisi
Il neo segretario dedica molta attenzione alla crisi economica, critica il comportamento del governo e propone “un’assemblea di mille amministratori del Pd, aperta ad amministratori di ogni orientamento, per denunciare il federalismo delle chiacchiere e si parli di federalismo dei fatti. Non si pensi, a cominciare dalla Lega, di poter raccontare delle favole mentre noi stiamo zitti”.

11.40 – Pronti a confrontarci, ma non sugli affari del premier
Bersani conferma la sua disponibilità al confronto con la maggioranza, ma “solo nelle sedi preposte, in parlamento” e sulle cose concrete, le istituzioni e la giustizia, non sulle vicende private del presidente del consiglio. “Si alza un muro pericoloso tra realtà sociale e realtà istituzionale, senza dialettica politica e parlamentare non c’è dialettica sociale”.

11.31 – “Orgogliosi di costruire un partito”
“Noi siamo orgogliosi di sentirci costruttori di un partito. Costruendo un partito realizziamo la Costituzione, che parla di partiti e non parla di popoli. Esiste un’altra modernità, alternativa alla deformazione plebiscitaria della nostra democrazia. Una modernità che può venire dal rafforzamento e dalla riforma del sistema parlamentare, da una legge elettorale che riconsegna ai cittadini la scelta dei parlamentari”:

11.25 – Bersani: “Preparare l’alternativa”
Prende la parola tra grandi applausi Pier Luigi Bersani per la sua relazione. “Ho detto più volte che non credo al partito di un uomo solo, ma a un collettivo di protagonisti. So bene che questo collettivo deve avere forme contemporanee, e rinunciarvi sarebbe regredire. Mi rivolgo a voi non come ci si rivolge a una folla ma come ci si rivolge al gruppo dirigente di un partito, corresponsabile di questa avventura. Per preparare l’alternativa”.

11.15 – Un nuovo slogan: “Per l’alternativa”
Iniziano i lavori dell’assemblea, aperti dall’inno di Mameli. La coreografia presenta già un nuovo slogan: “Per l’alternativa”. Maurizio Migliavacca dà il benvenuto ai delegati e legge i risultati ufficiali: applausi per tutti e tre i candidati, il più fragoroso naturalmente va a Pier Luigi Bersani.

10.50 – L’assemblea inizia con ritardo
Benché l’inizio dell’assemblea fosse previsto per le ore 10, quando mancano dieci minuti alle 11 la presidenza dell’assemblea non si è ancora insediata. Quasi tutti i mille delegati hanno raggiunto la Fiera di Roma per la prima convocazione dell’Assemblea nazionale eletta alle primarie dello scorso 25 ottobre. In apertura dell’assemblea, Maurizio Migliavacca darà conto dei risultati ufficiali delle primarie, prima di passare la parola al neo eletto segretario Pier Luigi Bersani.

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Di seguito un sunto degli interventi più significativi

Marino: “Consegniamo le nostre idee a Bersani”
“Un’esperienza indimenticabile in cui le risorse erano scarse ma le idee erano tante” Così Ignazio Marino si rivolge all’Assemblea nazionale. Ai delegati ribadisce i punti chiave della sua mozione: “Non vogliamo leggi speciali, ma diritti uguali per tutti, proprio per tutti. E il merito deve essere un mezzo per costruire la propria felicità personale”.
L’ex candidato chiede maggiore attenzione per la scuola, per la sanità, per la scienza e per l’innovazione passa ede elecare “sei piccole proposte”: “Sui temi più difficili da sintetizzare, si discuta, si voti e poi il voto vincoli tutti. Due: le primarie siano irrinunciabili perchè creano deibattito e fanno emergere idee. Tre: Sui grandi temi inviamo questionari ai circoli per conoscere la loro idea e saremo più forti. Quattro: apriamo le sedi dei circoli ad associazioni onlus che aiutino la gente con consigli per le famiglie, corsi per bambini etc. Cinque: diamo vita ad un ufficio per la scienza e la tecnica. Sei: questa assemble anon serva solo ad alzare la delega ma abbia parola sull’agenda del partito”.
Marino ha rivendicato per la sua mozione il merito di aver fatto chiarezza su alcuni temmi: “E’ anche grazie a noi se oggi siamo tutti d’accordo sul testamento biologico e il no al nucleare”. In chiusura si è rivolto al segretario Bersani: “Pier Luigi ti consegnamo le nostre idee, adesso facci vincere”.

Raciti: “Torniamo nell’Italia di oggi”
“Ritorniamo a fare i conti con l’Italia di oggi”. Chiede questo all’Assemblea nazionale, Fausto Raciti, segretario dei Giovani Democratici. “Il Berlusconismo è più complesso di quanto non sembri, è populismo che non si preoccupa di dare soluzioni. Al PD spetta colmare il vuoto di democrazia che si è venuto a creare, dare una scossa e rimediare a quel tradimento silenzioso attuato dal centro destra”.
Raciti denuncia una crisi “pagata maggiormente da giovani e piccole medie imprese, dalla quale si esce solo investendo sul capitale umano e sul sapere, non come un tema, ma come “il” tema”. Conclude citando al suo partito la battuta più famosa dei fumetti dell’Uomo Ragno: “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.

Fassino: Le alleanze devono essere dichiarate prima del voto
La strategia delle alleanze indicata da Bersani è “condivisibile da tutti”. Così, Piero Fassino parlando dal podio dell’Assemblea nazionale del Pd. Per Fassino è “falsa” la dialettica che ha attraversato il partito finora sul tema delle alleanze, poiché “il dibattito di questi mesi ha chiarito che non c’è nessuno che pensa che il Pd possa fare da solo”.
“Penso che quelle alleanze di cui abbiamo bisogno – ha continuato Fassino – aprendoci a un confronto senza pregiudizi nei confronti di nessun interlocutore, vanno realizzate tenendo due punti fermi. Primo, le alleanze devono essere rese note agli elettori prima di andare a votare; secondo, bisogna costruire alleanze che non disperdano uno degli obiettivi politici per i quali abbiamo costruito il Pd, cioè che ci fosse un agente politico che innescasse una riforma del sistema politico: noi abbiamo prodotto una semplificazione che non è un aspetto tecnico, ma politico, che dà stabilità al Paese”. Dunque, “dobbiamo avere chiaro che ci battiamo per una legge elettorale che non introduca in nessun modo quella frammentazione della rappresentanza del sistema politico contro la quale ci siamo battuti”.
Fassino, ha infine invitato Bersani a mentenere un altro punto fermo: “nella politica delle alleanze bisogna dire prima del voto agli elettori con chi ci si allea”.

Civati: “Coltiviamo il patrimonio del PD”
“Ci interessa il contributo che possiamo dare in ogni circolo, in ogni paese, in ogni città e, visto che sono megalomane, ci interessa il contributo che possiamo dare al mondo”. Con l’ironia che lo contraddistingue Giuseppe Civati si rivolge all’assemblea.
Sottolinea l’importanza dell’incarico di rappresentanza offertoi dall’Ue a Massimo D’Alema e tocca uno a uno i temi di attualità: “Fra i cittadini di questa Italia vorrei il signor Contratto di nome e Unico di cognome; vorrei la sognora Cittadinanza di nome e Ai nati in Italia di cognome. Vorrei che lo staff tecnico del PD assumesse il compagno Exel così da semplificare la condivisione dei dati con tutti”.
“Il partito che vorrei – dice Civati – è, come dice il Catarella di Montalbano “di persona personalmente. Non disperdiamo il senso e la pluralità del PD. A questa storia oltre che un senso, diamo un futuro. C’è un mondo intero là fuori, andiamo a prenderlo”.

Concia: “Aggiungere diritti non danneggia nessuno”
Paola Concia torna sui temi della laicità e dei diritti, già trattati dalla mozione Marino e li definisce “centrali” parlando all’assemblea nazionale. “Bisogna rendere a tutti la libertà di scegliere con chi vivere e come morire. La cronaca di quest’anno si è incentrata sul caso Englaro e il rapporto tra sesso e potere”.

Ha ricordato come in “Germania, paese fortemente conservatore, al comendo c’è una donna e il suo vice è un ì’omosessuale dichiarato. Sono felice che la presidenza del PD sia composta da Bindi e Scalfarotto, ma io li vorrei vedere come presidente del Consiglo e ministro degli Esteri!”.
La deputata Pd ha concluso dicendo che: “Aggiungere diritti non toglie niente a nessuno. A Bersani chiedo di avere coraggio e di essere il condottiero di un’Italia che somiglia a tutti. Noi siamo qui per metterci le nostre energie e vincere insieme”.

Di seguito la replica del segretario Pierluigi Bersani

“Pd, torna la politica”
“Oggi parte, con un certo orgoglio, una linea nuova, con alcune correzioni rispetto al passato”. Nella replica che chiude l’Assemblea Nazionale Pier Luigi Bersani fa un bilancio del congresso e indica alcuni temi, che seppure appena accennati nella relazione del mattino saranno centrali nel nuovo PD.

Il bilancio. “Qualcuno ha parlato di giornata di festa, Marini di consapevolezza, tanti di orgoglio. Io credo che un po’ di orgoglio ci sia in questa giornata. La vicenda che abbiamo alle spalle era inaspettata a noi stessi. Questo, come dice Franceschini, deve farci riflettere. Evidentemente non abbiamo a volte abbastanza fiducia nelle nostre forze. Possiamo cominciare da qui per recuperare e fissare i punti in avanti che questo congresso ci ha consentito. Abbiamo consolidato il processo, lo abbiamo tolto dalle incertezze. Il congresso ci ha consentito di cominciare a procedere all’innesto di culture di provenienza e anche su questo abbiamo fatto un passo avanti. Ora possiamo lavorare sulla linea nuova.

“Portiamo delle correzioni a quello che abbiamo visto fin qui”. Rircoda la teoria di Franceschini: “Abbiamo bisogno di un partito post-identitario in cui ciascuno possa riconoscersi. Stai dicendo dunque che ci sono delle identità. Io dico un’altra cosa: metto a disposizione la mia identità per l’identità nuova che noi dobbiamo fare”. Pier Luigi Bersani nel suo secondo intervento apre al rinnovamento del partito. “Non ho dubbio – dice – che tutte le ispirazioni devono essere raffigurate. Ma fra dieci anni come ci immaginiamo: ci immaginiamo ancora così?. Io vi dico che raffigurerò le diverse culture” del partito “ma chiedo che mi aiutino tutti a mettere in campo una nuova genereazione dove questi problemi non ci siano più”. Questo e’ il “segnale da dare al paese- dice Bersani- mettere in campo una generazione che ci aiuti a superare alcune nostre visioni che loro oggi non vivono piu'”.
Gli abbandoni. “In questi giorni ho visto qualche spiacevolezza. A me le defezioni, soprattutto quando avvengono in forme un po’ singolari, non fannno mai piacere”. Dopo il dibattito all’assemblea del Pd, Pier Luigi Bersani chiude i lavori accennando alle uscite dal Pd di Rutelli e Calearo.
“Qualcuno dice che queste defezioni lasciamo scoperto un fronte”, aggiunge il segretario del Pd spiegando che “Non e’ vero. Noi non abbiamo fronti scoperti, questo congresso ci ha consentito anche di metterci a lavorare su una linea nuova. Con l’esito del congresso noi portiamo alcune correzioni di fondo. Bisogna tornare alla politica e oggi abbiamo cominciato”. Cosi’, nella replica all’assemblea, il neosegretario del Pd Pier Luigi Bersani ha rivendicato la sua rotta dopo la vittoria delle primarie.
”Oggi – ha detto Bersani – c’e’ orgoglio. Dobbiamo ripartire dal successo delle primarie e capire che spesso e volentieri non abbiamo fiducia in noi stessi”.
Torna la politica. “Oggi è stata introdotta una novità forse antica: torna la politica, bisogna che torni la politica e la discussione politica. Ne abbiamo avuto traccia e ne avremo anche di più. La discussione politica è tutta salute in un partito popolare. Le amicizie si rompono quando non si discute. Non ho dubbi che devo costruire un partito in cui ci sono diverse identità. Ma fra dieci anni ci immaginiamo ancora cosi? Mi accuseranno di fare inciuci, no, io raffigurerò le culture. Ma ci si aiuti a mettere in campo nuove generazioni e questi problemi non ci sono più, in questo congresso ci siamo convinti di essere una forza. Adesso bisogna che questa forza viva largamente e visibilmente nel paese, nelle battaglie sociali e civili che vogliamo fare. La nostra identita’ dobbiamo cercarla fuori di qui. Bisogna che la nostra storia abbia come riferimento una grande canzone popolare”.
Si chiudono i lavori dell’assemblea nazionale del Pd. Nonostante la citazione di Ivano Fossati, subito dopo il discorso finale di Bersani parte “Un senso” di Vasco Rossi. Ma dura poco: la canzone popolare torna subito e ne prende il posto.

1 Commento

  1. La Redazione dice

    Di seguito l’intervento dell’ex segretario Dario Franceschini

    Franceschini: “E’ tempo di una stagione di unità e Bersani saprà rispettare il pluralismo”
    Se la domanda oggi è quella “di assumerci la responsabilità di sostenere lealmente chi guida il Pd, noi diciamo di sì”. Dal palco dell’assemblea nazionale Dario Franceschini incassa l’applauso più lungo della giornata dicendo senza mezzi termini di essere al fianco di Bersani nella nuova fase del Pd. Se quella delle primarie è stata la vittoria di tutti, come Bersani ha detto il 25 ottobre, frase che campeggia sugli schermi della Fiera, Franceschini risponde: “Se ci saranno sconfitte, saranno le sconfitte di tutti noi. Area democratica e’ nata per rappresentare posizioni politiche, non per avere dei posti. Lo dico a Pier Luigi Bersani, io sento il debito verso il milione di persone che ci hanno votato, e lo dico anche a Marini che ha parlato seguendo il suo istinto protettivo nei nostri confronti: Area democratica e’ nata per proporre idee politiche non per chiedere posti. La scelta di fare un vicesegretario e non due e’ una scelta di Bersani ed e’ una scelta legittima, non commettiamo due volte lo stesso errore. Non deve esserci un’articolazione troppo forte del dibattito”.
    Nell’intervento di fronte all’Assemblea ha indicato alcuni punti da portare avanti come il processo di semplificazione del centrosinistra: “’Lavoriamo alle alleanze anche all’allargamento, anche ad includere l’Udc, ma non torniamo alla frammentazione dell’Unione”.
    Franceschini ha poi difeso lo sbarramento del 4% da lui appoggiato nella legge elettorale per le europee, anche se ha assicurato di non essere d’accordo su una analoga soglia da introdurre per le regionali, ed ha ammonito: “Non commettiamo errori, non appaltiamo ad altri le funzioni di rappresentare aree politiche, del centro o della sinistra”.
    Se il segretario nella sua relazione ha evitato toni eccessivamente polemici nei confronti di chi ha lasciato il partito accusando Bersani di portarlo a sinistra, è stato l’ex leader Franceschini, dal palco dell’assemblea nazionale il più duro: “Francesco Rutelli non può fare un bilancio il lunedì mattina dopo l’elezione di Bersani. Se lo si fa vuol dire che si e’ scelta una strada qualche mese prima. E allora, andava detto qualche mese prima ,il suo è un errore grave di ingenerosità. Ma il Pd e’ nato sul rispetto delle diversità, come luogo in cui tutti si sentono a casa, non deve essere un partito identitario, né deve essere un partito in cui prevale una identità sulle altre ”. Ma con le primarie “la nostra gente è stata più avanti di noi, andando alle primarie dopo il dibattito tra di noi. Stiamo vivendo una seconda nascita, abbiamo provato che il partito esiste, non dobbiamo avere lo stesso timore che il dibattito sia troppo articolato. Serve il coraggio di affrontare un dibattito vero e siamo convinti che Bersani saprà tradurre il pluralismo delle opinioni – ha aggiunto Franceschini – ma noi siamo qui per lavorare insieme non per rivendicare qualcosa. Bersani ha recuperato le sensibilità delle mozioni alternative alla sua. La sua relazione è stato il primo passo verso l’esigenza di ascoltare e fare sintesi. Ho fiducia che il segretario saprà tradurre nelle linee politiche il rispetto del pluralismo”, ha detto il segretario uscente.
    “E’ tempo di una stagione di unità, adesso il nostro compito è quello di sostenere lealmente chi guida il partito. Noi, Pier Luigi, faremo così”.

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