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Immigrati, vi conciamo per le feste!

Mentre il PD propone il voto per gli stranieri, a Coccaglio la Lega inaugura la caccia ai clandestini, l’operazione “White Christmas”. Vacanze di natalizie? Non per tutti. A poco più di un mese dalla festa più amata da grandi e piccini, c’è chi scopre un nuovo senso del Natale, meno convenzionale e più “stakanovista”. Si tratta del comune di Coccaglio, piccolo centro nel Bresciano amministrato dalla Lega Nord, che riscoprendo l’importanza degli straordinari di fine anno inaugurerà l’operazione “White Christmas”. Se state immaginando simpatici volontari che fanno foto ai bambini sulla slitta di Babbo Natale…siete molto molto lontani dalla realtà, a meno che la caccia al clandestino non sia proprio a mezzo slitta.

Ebbene si, avete capito bene, quel “white” non si riferisce alla neve e alle strade imbiancate, ma, per dirla con il premier, all’”abbronzatura” dei veri protagonisti della festa. “Fino al 25 dicembre – annuncia pimpante il sindaco Franco Claretti – i vigili urbani andranno casa per casa a suonare il campanello di circa 400 extracomunitari, quelli che hanno il permesso di soggiorno scaduto da sei mesi e che devono aver avviato le pratiche per il rinnovo, se non dimostrano di averlo fatto la loro residenza viene revocata d’ufficio”. Questa sì che è innovazione! In fondo la solita storiella secondo cui “a Natale siamo tutti più buoni” ha fatto il suo tempo, a crederci sono rimasti solo i bambini, ma il Carroccio illuminerà presto anche loro.

Claretti è a capo di un paesino di 7000 abitanti, di cui circa 1200 stranieri. Una fucina di reati di ogni genere? “No, da noi non c’è criminalità – precisa il sindaco su Repubblica – vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia”. Questa frase non mi è nuova…la diceva un simpatico signore austriaco con i baffetti, uno che per eccesso di zelo e di “igiene”, non si accontentò di allontanare i diversi, decise di raggrupparli e “lavarli”…con docce a gas. Lui sì che era un perfezionista della pulizia, Claretti ha ancora tanto da imparare. Per mettersi in pari Claretti dovrebbe fare di più, almeno una ronda punitiva abbinata ad ogni festa, qualcosa del genere “uova di cioccolato addosso all’immigrato!”.

E mentre il sindaco si interroga su come mettere in atto la sua brillante iniziativa, giù a Roma, gli immigrati innervosiscono ancora di più la maggioranza parlamentare. A far discutere è la proposta di legge, presentata da Walter Veltroni e firmata da esponenti di maggioranza e opposizione, che accorderebbe agli immigrati il diritto al voto dopo 5 anni di permanenza regolare nel nostro paese. I consensi di alcuni esponenti del centro destra e del presidente della Camera Gianfranco Fini non piacciono alla Lega che, con la calma britannica che l’ha resa celebre, scandisce: “mandiamoli a casa!”. Intanto Silvio Berlusconi torna a farsi sentire per dire che non importa se la lega e una parte consistente del Pdl non sono d’accordo su nulla, non importa se i suoi giornali hanno intrapreso una campagna senza precedenti contro Fini, non importa se lui stesso è ai ferri corti con il, presidente della Camera, “la maggioranza è stabile”.

Indignazione dal PD che con la capogruppo al Senato Anna Finnocchiaro afferma: “L’idea del nostro Paese che ha la Lega di Bossi e’ un’idea xenofoba, razzista, violenta e pure retrograda. L’immigrazione e’ prima di tutto una fonte di ricchezza per il nostro Paese, come possono testimoniare tutte le famiglie italiane che hanno badanti, colf e baby sitter extracomunitarie, tutte le imprese che hanno operai immigrati, tutte le aziende agricole che utilizzano il lavoro di questi nostri concittadini. Bossi sa bene che il lavoro immigrato non toglie occupazione agli italiani, perche’, come i dati dell’Istat confermano, copre ben altri settori. Mi dispiacedunque per una certa parte della maggioranza ma l’idea di attribuire il diritto di voto alle amministrative ai cittadini immigrati non e’ ne’ di destra ne’ di sinistra, e’ solo una questione di civilta’, che favorisce l’integrazione, il benessere e, appunto, la convivenza civile. E’ per questo che la relativa proposta di legge, presentata oggi da Veltroni insieme con esponenti di maggioranza e opposizione, e’ bipartisan”. Per Finocchiaro “l’introduzione del reato di clandestinita’ e’ un’aberrazione che purtroppo sta gia’ dando i suoi frutti velenosi, come dimostra il caso del comune di Coccaglio, dove il sindaco ha deciso di indire il ‘white Christmas’, cacciando in tempo per le festivita’ natalizie tutte le persone immigrate alle quali sta scadendo il permesso di soggiorno. È peraltro l’ennesima questione sulla quale la maggioranza e’ spaccata. Unaparte, quella che sta cercando di lavorare a una destra moderna e liberale, firma la proposta per il voto amministrativo agli immigrati, e’ contraria al reato di clandestinita’, vorrebbe che Cosentino si dimettesse e pensa che le riforme vadano fatte per il bene collettivo e non nell’interesse di uno. Un’altra parte fa tutto il contrario, e cerca di trascinare a fondo gli altri e con loro il Paese intero”.

Rosy Bindi attacca: “Bossi smetta di coprire le inadempienze del Governo. Ancora una volta si vuole scaricare sugli immigrati le colpe di un esecutivo e di una maggioranza che non sanno affrontare i problemi degli italiani, la crisi economica e il dramma della disoccupazione. La Lega agita il tema dell`immigrazione come un`arma di distrazione di massa, con operazioni come White Christmas che strumentalizzano il valore del Natale e offendono la coscienza cristiana”.

“Vergognosa, incivile e incostituzionale”. Cosi’ i senatori del Pd eletti in Lombardia Emanuela Baio, Giudo Galperti, Marilena Adamo, Fiorenza Bassoli, Daniele Bosone, Mauro Ceruti, Gerardo D’Ambrosio, Cinzia Fontana, Piero Ichino, Giorgio Roilo, Paolo Rossi, Umberto Veronesi e Luigi Vimercati, bollano l’iniziativa White Christmas ideata dalla Giunta di Coccaglio e tesa a cacciare tutti gli immigrati privi del permesso di soggiorno, o con il permesso di soggiorno in scadenza, entro la notte di Natale. “L’iniziativa del sindaco di Coccaglio e’ di dubbia legittimita’ costituzionale e per questo il Pd chiede al ministro Maroni di riferire in Senato. Inoltre, da quanto riportato dalla stampa, proprio Maroni avrebbe dato il suo appoggio all’operazione ‘e consigli per attuare il provvedimento. Appoggio convinto’ sarebbe venuto anche da ‘tutto lo stato maggiore della Lega Nord’. Da quel che leggiamo si potrebbe presumere che, oltre al ministro Maroni, anche i ministri Bossi, Calderoli e Zaia, abbiano avallato l’operazione White Christmas ed e’, a nostro avviso, un’offesa alla Carta che ministri della Repubblica italiana avallino iniziative incostituzionali”. Per i senatori del Pd, “usare il Natale, anche per i non cristiani giorno simbolo di accoglienza e solidarieta’, per un’iniziativa tesa a una presunta difesa dell’identita’ nazionale e’ semplicemente blasfemo. Il Natale e’ una festa che celebra la nascita di un bambino migrante che non ha avuto la possibilita’ di essere accolto e quindi e’ nato in una grotta. Associare questo giorno a campagne di odio razzista e’ una scelta disumana da cui il governo, e in particolare i ministri leghisti, dovrebbero immediatamente dissociarsi”.

Andrea Sarubbi, del Pd, si augura che ”dopo l’operazione White Christmas della giunta di Coccaglio, i concittadini degli zelanti amministratori leghisti avranno il permesso di festeggiare l’Epifania con i tre re magi al completo. C’e’ il rischio, infatti, che il buon Baldassarre, re indiano dalla carnagione scura, subisca le conseguenze dell’intransigenza natalizia della Lega. Con un’amministrazione del genere avrebbe avuto vita difficile anche la Sacra Famiglia, costretta a rifugiarsi in Egitto, senza regolare permesso di soggiorno per sfuggire alla persecuzione di Erode. Viene da ridere, ma ci sarebbe da piangere. Ora di togliere dalle mani di queste persone la difesa strumentale dei valori cristiani e dei suoi simboli che parlano al mondo, ed in particolare nel periodo natalizio, di accoglienza, condivisione e carità”.
Iv.Gia

www.partitodemocratico.it

1 Commento

  1. La redazione dice

    “Viaggio nel paese di White Christmas: ‘I nostri figli hanno troppi amici neri'”, di Sandro De Riccardis

    COCCAGLIO (Brescia) – Un anno fa, per John, il Bianco Natale è stato il concerto gospel nella parrocchia Santa Maria Nascente. È stato quelle lunghe notti di prove con i suoi amici del centro storico, ghanesi come lui, e coi senegalesi che arrivavano in chiesa dai condomini di via Castrezzato, gli unici palazzi in questo comune tutto ville e villette. “Un anno fa – dice ora John – il Bianco Natale era anche la mia festa. Io sono cristiano. Avevamo organizzato il concerto perché sappiamo che quel tipo di musica gli italiani la conoscono poco, la vedono solo in televisione”. Poi John smette di parlare. Affonda il mento nella sua sciarpa rossa, gialla e verde come la bandiera del suo paese. “Quest’anno invece ci dicono che a Natale dobbiamo andare via”.

    A Coccaglio, il comune bresciano che con l’operazione “White Christmas” ha inaugurato la caccia al clandestino in nome del Natale, John e i suoi amici sono ormai un quinto della popolazione. Negli uffici del municipio c’è un grafico affisso al muro, che si arrampica ripidamente verso l’alto e mostra il terremoto etnico degli ultimi dieci anni. Aprile ’98, 177 stranieri. Aprile 2009, 1583, su poco meno di settemila abitanti. Un’onda di migrazione che ha invaso questo borgo antichissimo e il suo centro storico che sembra rimasto immobile nel suo passato. Col castello romano ricamato di luci, la vecchia pieve dove ogni tanto si celebra messa, il monumento al madrigalista del ‘500 Luca Marenzio, proprio al centro della piazza che dal musicista prende il nome e divide due pezzi di città. Da una parte la caffetteria Ketty e il bar Al centro, vetrine lucide, arredi pettinati, clientela da middle-class di provincia. Dall’altra il bar Castello, comprato e gestito dai cinesi, frequentato soprattutto da stranieri. “Il nome lo conoscevo, “White Christmas”, ma sinceramente non ci ho mai fatto caso – dice Romina, dietro il bancone della caffetteria Ketty – il problema è che del Natale a loro non gliene frega niente. Il nome forse è sbagliato, ma l’operazione, quella no. Loro qui non ci vengono. Perché fortunatamente con gli immigrati non ho mai attaccato”. Il bar è un posto tranquillo. Entrano ed escono i clienti. Quattro sono seduti al tavolo. Arriva anche Monica, l’estetista del negozio accanto. “I miei figli hanno solo amici extracomunitari. Uno ha 14 anni, l’altro 12. Vanno in giro sempre con due romeni e due africani. A Coccaglio sono tantissimi. Io però non voglio che escano con questi. È razzismo questo?”. Ma una ragione vera non c’è. “Mi chiede perché? Perché no. Non mi va. Non mi vanno nemmeno i loro genitori”.

    Mentre nel paese si discute e si commenta, l’amministrazione ha scelto il silenzio. Il segretario della Lega Nord Umberto Bossi dice che “il Comune ha applicato la legge, anche se non c’era bisogno di chiamare l’operazione “White Christmas”, si poteva chiamare “Natale controllo della regolarità”. E il sindaco Franco Claretti e l’assessore alla Sicurezza Claudio Abiendi, “leghisti dalla fondazione del partito”, preferiscono non commentare. “Aspettiamo che Maroni riferisca in Parlamento, poi faremo anche qui una conferenza stampa” dice l’unico rappresentante in municipio dell’amministrazione, l’assessore alle politiche sociali Agostino Pedrali. “Da quando ci siamo insediati, a giugno, abbiamo speso più per gli stranieri che per gli italiani: 89mila euro contro 43mila”. “Solo propaganda – replica il capogruppo del centrosinistra, Claudio Rossi – Su 150 alloggi da assegnare, solo due sono andati a stranieri”.

    Sui controlli in nome del Natale che hanno fatto indignare la politica e i cattolici, il presidente della Cei, il cardinal Angelo Bagnasco, di nuovo ha spiegato che “la Chiesa ha nel suo dna più profondo, sull’esempio della luce di Gesù Cristo, il tema dell’accoglienza, del dialogo. Questo non significa, assolutamente, andare contro la sicurezza, altro diritto e dovere di tutti cittadini”. Per trovare un po’ di dialogo basta spostarsi poco più in là, alla periferia del paese, in via Mattei, al bar tabaccheria May Day. In centro lo chiamano il “bar dei kosovari”, ma a versare grappa e litigare con la macchinetta del caffè c’è Andrea Cavallini, “purissimo bresciano”, la moglie, clienti italiani, albanesi, macedoni e kosovari. “Lavorano tutti, chi fa l’operaio, chi il muratore. Tutti in regola e lavoratori. Ma da qualche settimana sono tutti a spasso. I cantieri sono fermi per la crisi”. Andrea, che è amico e un po’ il padre di tutti i ragazzi slavi, si è tenuta la tabaccheria e ha ceduto a loro il bar. “A me l’iniziativa non è piaciuta. Ma il metodo è terribile. Ti spediscono una lettera, se non rispondi entrano in casa, vedono se hai clandestini. Si faceva così ai tempi del Duce, lo faceva anche Stalin. Vogliamo tornare lì?”. Se chiedi ai giovani kosovari dell’operazione “White Christmas” smettono di giocare a calcio balilla e spengono i sorrisi.

    “Il problema non sono i controlli e nemmeno il nome – dice Mergan – è il momento. Perché ora c’è il rischio che con la perdita di lavoro si perda anche la possibilità di rinnovare i documenti. È vero, c’è il sussidio di disoccupazione. Ma si può chiedere una sola volta. Poi, dopo, cosa si fa con la moglie e i figli che sono nati qui, a Coccaglio”. Mergan ha 38 anni, è arrivato in provincia di Brescia undici anni fa, si è sposato e ha ora quattro ragazzi. La sua è la storia di tanta immigrazione, impiegata nei cantieri edili tra Bergamo e Brescia, alla Scab che produce mobili, alla Bialetti delle famose caffettiere, nelle tante officine meccaniche. “Non lavoro da mesi – dice Megan – . Sono gli italiani a non chiamarmi più. Se va avanti così, e poi un giorno vengono a farmi un controllo, cosa succede?”.

    http://www.partitodemocratico.it, 20 novembre 2009

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