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Un governo oscurantista, che strumentalizza il concetto di famiglia

Il governo, pur di non parlare dei tagli al welfare e dei problemi che crea alle famiglie si arrocca nella tutela esclusiva della “famiglia naturale”. Il Pd attacca: “Nelle parole di Sacconi e Giovanardi una logica razzista ed un uso ideologico del concetto di famiglia”. La ‘Conferenza nazionale sulla Famiglia’ sarà pure un momento importante per il Paese, nel quale dovrebbero essere affrontati dall’esecutivo le tematiche che riguardano la crisi economica che investe i nuclei familiari, i problemi causati dai tagli inferti alla sanità, alla scuola, al sociale. E invece no, nulla di tutto questo nel primo dei tre giorni dedicati alle famiglie italiane.
Piuttosto si è delineato un quadro sconcertante che rappresenta il Paese: un Presidente del Consiglio che non può partecipare alla Conferenza, e dunque non può rappresentare il Paese, per ovvia sensatezza. Probabilmente dopo gli ultimi scandali personali che lo coinvolgono, rischierebbe di essere screditato, dalla sua stessa maggioranza, dai suoi stessi elettori. Da parte dei ministri presenti: una strumentalizzazione evidente e indecente del concetto di famiglia, secondo una visione arcaica, che non è più il riflesso della nostra società da anni ormai.
La famiglia: era rimasta l’ultimo baluardo, sul quale appellarsi, da sostenere, da valorizzare. Ma è ovvio, anche da interpretare. Invece no, anche qui gli esponenti del governo, tentano il tutto per tutto e cercando di mantenere perlomeno il consenso della componente cattolica del Paese, azzardano dichiarazioni oscurantiste, degne del primo medioevo. Maurizio Sacconi, ministro del welfare, ha annunciato alla Conferenza in questione: “Sostegni e aiuti economici vanno dati solo alla famiglia naturale, fondata sul matrimonio, ed orientata alla procreazione”.
Non contento, il ministro del Welfare, ha proseguito con la linea propagandistica caratterizzante questo governo Berlusconi ormai allo sbando. Ed ha aggiunto, con toni oltremodo coloriti, che riflettono un evidente nervosismo ed imbarazzo: “E’ una ‘stronzata’ dire che il problema del piano Giovanardi per la famiglia sia quello delle risorse. Queste, devono essere riallocate e riorganizzate, ma non dimentichiamo quanto spediamo per la famiglia. Non avremmo un grande debito pubblico se non avessimo una forte dimensione della spesa diretta e indiretta attraverso il Fisco”.
Gli esponenti del Partito democratico, si domandano, al di la dei proclami del governo, dove siano allocate queste risorse, visto che le famiglie sono in realtà le più colpite dalla crisi economica, mal gestita dal governo, e dagli ingenti tagli al welfare e ai servizi inferti dallo stesso.
E sempre dalla Conferenza della famiglia, un’altra perla di saggezza. Carlo Giovanardi, sottosegretario alle Politiche per la famiglia, lanciando l’allarme sulla natalità in Italia si è scagliato contro “i progressi della scienza e le biotecnologie che possono togliere ai figli il diritto di nascere all’interno di una comunità d’amore e con una identità certa paterna e materna”. Ha difeso quindi la legge 40 sulla procreazione assistita che, a suo parere, “rappresenta una diga, la rottura della quale, aprirebbe la porta a inquietanti scenari e il concetto costituzionale di famiglia andrebbe irrimediabilmente perduto”.
E nel Partito Democratico si grida immediatamente allo scandalo, contro la superficialità e la faziosità degli interventi dei membri del governo Berlusconi.
Immediata la reazione di Rosy Bindi, Presidente dell’Assemblea nazionale del PD, che ha denunciato: “Questa mattina, alla Conferenza nazionale della famiglia si sono sentiti proclami ideologici e qualche parolaccia di troppo ma nessun impegno serio a favore delle famiglie italiane. I ministri Giovanardi e Sacconi hanno fatto discorsi violenti da campagna elettorale. La famiglia è un bene che unisce e non divide il Paese. Non è un ammortizzatore sociale su cui scaricare i costi dei tagli lineari imposti dal governo alle politiche pubbliche”.
Ha parlato di una ‘logica razzista’, che vige nelle parole di Sacconi e Giovanardi Anna Finocchiaro, Presidente del Gruppo Pd al Senato. “Ma come possono Giovanardi e Sacconi presentarsi alla Conferenza sulla Famiglia pensando di farsi paladini dei temi etici e facendo i moralizzatori? Ricordo loro che il Presidente del Consiglio è stato costretto a disertare questo appuntamento grazie ai suoi ‘discutibili’ comportamenti. E per coprire l’impresentabilità del Premier i due esponenti del governo si arrampicano, anche in modo arrogante e offensivo, in anatemi contro la ricerca scientifica, contro le famiglie ‘reali’ e in una difesa avventurosa della legge 40, che parla di famiglie buone e famiglie cattive. E’ una logica per noi inaccettabile”.
“Ma di quali famiglie parla il ministro Givanardi?”, si è domandata Cecilia Carmassi, della Segreteria nazionale del PD, Responsabile delle politiche per la famiglia. “Le difficoltà delle famiglie, date dalla carenza di supporto da parte dello Stato, sono: l’assenza di servizi per l’infanzia, non adeguati e non economicamente accessibili; la cura degli anziani non autosufficienti; l’impossibilità di trovare lavoro e di progettare il proprio futuro, per i figli che restano a carico delle famiglie. Di tutto questo, cioè dei problemi reali, non c’è traccia nelle priorità illustrate oggi dal Ministro”.
La Carmassi, ha poi illustrato i tagli ai fondi statali di carattere sociale ricavati dal bilancio di previsione dello Stato (vd. tabella allegata). “Il Governo ha tagliato tutte le voci che riguardano il supporto alle famiglie, comprese quelle composte da coppie sposate che procreano. La discriminazione è a tutto campo e l’ideologia è proposta dal ministro per distrarre l’attenzione dalle vere responsabilità”.
Ha dichiarato Livia Turco, deputata del Pd: “È evidente che il nervosismo manifesto del ministro del welfare, nasconde tentativo di depistaggio dai fallimenti che il governo ha collezionato su tutta la linea. E, come al solito, in caso di difficoltà parte la strategia della distrazione di massa e dei polveroni per cercare di coprire il loro vuoto. Invece di riproporre argomenti degni del fascismo, i due dovrebbero vergognarsi della bassezza morale del premier. Ricordiamo ad entrambi che le associazioni familiari si sono dette imbarazzate della presenza di Berlusconi, chiedendogli di non partecipare alla Conferenza. Da parte nostra, rimaniamo in attesa delle proposte del governo su temi concreti che riguardano le famiglie. Per il momento l’unica cosa certa fatta dalla destra, è il taglio del fondo per la famiglia dell’80% rispetto agli stanziamenti del centrosinistra ai quali si aggiungono i toni volgari e offensivi di Sacconi dei quali dovrebbe scusarsi”.
Stefano Fassina, Responsabile economico del Pd, ha commentato la realtà dei dati sulle famiglie italiane, documentati da: Istat, Banca d’Italia, servizio bilancio della Camera. Essi infatti indicano che le politiche sociali di sostegno alla famiglia sono state tagliate di 2,5mld di euro dal 2008 al 2011; i tagli brutali e ciechi alla scuola ed ai trasferimenti alle regioni e comuni si ripercuotono drammaticamente sui costi dei servizi alle famiglie: dalle mense scolastiche al trasporto pubblico locale, dalle borse di studio all’assistenza alle persone non autosufficienti.
“Il ministro Giovanardi si preoccupa delle famiglie in modo davvero inusuale, traccia di fatto una differenza tra famiglie buone e cattive, tra “pure” e meno pure. L’intento discriminatorio e al limite del razzismo”, ha affermato il senatore del PD Ignazio Marino. “Vorrei chiedere al ministro Giovanardi – ha continua Marino – che cosa pensa delle famiglie con figli adottati? Sono vere famiglie o no secondo lui? Che rischio corrono anche se l’identità dei genitori non è biologicamente trasmessa ai figli? Vorrei rassicurare il ministro: esistono nel mondo più di quattro milioni di bambini normali, nati con metodo artificiale, più di quattro milioni di coppie normali, che grazie alla scienza hanno potuto realizzare il loro progetto di costituire una famiglia e più di quattro milioni di donne di hanno potuto vivere l’esperienza straordinaria della maternità”.
Ed il Pd è per la tutela della famiglia, di tutte le famiglie.

www.partitodemocratico.it

1 Commento

  1. La Redazione dice

    Single, separati, conviventi la carica delle nuove famiglie e la voglia di restaurazione. L´economista Del Boca: “La natalità oggi cresce proprio grazie alle coppie di fatto”. Il senatore del Pd Marino: “Non esistono nuclei puri e impuri né genitori di serie A e B”
    di Maria Novella de Luca

    MILANO – Coniugati, fedeli, con tanti bambini nati naturalmente e senza l´aiuto delle biotecnologie, lontani dal “tritacarne divorzista” che mina le coppie occidentali, rigorosamente eterosessuali, ovviamente antiabortisti, e mai e poi mai famiglie gay. È questo, secondo i relatori della Conferenza nazionale della Famiglia, in particolare il sottosegretario Carlo Giovanardi e il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, il ritratto della famiglia italiana anno 2010, uno strano ritratto, smentito in realtà nella stessa sede dai dati dell´Istat, che rovesciano, e senza appello, quell´idea di nucleo familiare che il governo vorrebbe sostenere e sponsorizzare. Sì, perché mentre ieri mattina il ministro Sacconi affermava che le uniche coppie legittimate a ricevere aiuti sono «quelle coniugate», e il sottosegretario Giovanardi condannava lo smantellamento della legge 40 e il divorzio che mina «l´alleanza naturale fra uomo e donna», l´Istat affermava che oggi in Italia si separa una coppia su quattro, in 35 anni i matrimoni si sono dimezzati e in cinque anni le unioni regolari sono calate di 17.484 unità. E un rito su tre oggi viene celebrato con rito civile.
    Una contraddizione evidente, come se la famiglia evocata dal governo fosse ben diversa e lontana da quella descritta dalle cifre, dai numeri, dalle testimonianze di ogni giorno. «Aumenta il numero delle famiglie – spiega infatti Linda Laura Sabbadini, direttore centrale dell´Istat – ma diminuisce il numero dei componenti, non più di due nel 50% dei casi. Le forme familiari sono sempre più variegate, crescono single, coppie senza figli, monogenitore e coppie non coniugate. Le libere unioni cambiano natura, non più solo convivenze che si concludono con il matrimonio, ma anche coppie che scelgono di non sposarsi e fare figli».
    Se però a questo tipo di famiglie, così ha detto il ministro Sacconi (per poi rettificare dopo il diluvio di polemiche) non devono andare gli aiuti perché destinati soltanto alle coppie coniugate, è come se ad un pezzo d´Italia fosse tolto il diritto di essere famiglia. Almeno questo è il pensiero di Daniela Del Boca, docente di Economia politica all´università di Torino, e autrice di un recente quanto amaro volume “Famiglie sole” scritto con Alessandro Rosina. «Oggi il maggior incremento della natalità – dice Daniela Del Boca – arriva proprio dalle coppie di fatto e dagli immigrati. Come si può pensare allora di fare una politica di welfare che escluda chi non è sposato? È la famiglia tradizionale ad essere in declino, è una corrente universale, è antistorico credere che penalizzando chi convive, o chi divorzia, le cose possano cambiare. Mi occupo di questi temi tutti i giorni, li studio da anni, e sentendo le relazioni mi sono resa conto che dietro c´è una enorme ignoranza sullo stato reale della società italiana. E poi, che cosa vuol dire oggi famiglia “naturale”, con una sterilità sempre più alta anche nelle giovani coppie? Per non usare le biotecnologie, come dice il sottosegretario Giovanardi, dobbiamo rassegnarci a non avere più bambini? No, questo è il ritratto di una famiglia che non c´è, che forse piacerebbe al Papa, ma non esiste… E nemmeno tra i cattolici – aggiunge Del Boca – che oggi hanno scelto sempre di più una via moderata, più vicina ai loro bisogni che all´integralismo».
    Perché ci sono due famiglie che escono dalle parole degli organizzatori della conferenza. Una di serie A, una “happy family”, che si sposa, non divorzia e non fa bimbi in provetta, anzi rifugge dai tentacoli di una modernità che, parole di Carlo Giovanardi «mette i due sessi l´uno contro l´altro esaltando le ragioni egoistiche di ciascuno». Poi ci sono gli altri. Single, divorziati, monogenitori, conviventi. Gay nemmeno a prenderli in considerazione. Afferma Ignazio Marino, senatore del Pd: «Il sottosegretario Giovanardi si preoccupa delle famiglie in modo davvero inusuale. Affermando che debba esserci una identità certa, paterna e materna, traccia di fatto una differenza tra famiglie buone e cattive, tra pure e meno pure. L´intento discriminatorio è al limite del razzismo. Vorrei chiedere a Giovanardi – continua Marino – che cosa pensa delle famiglie con figli adottati? Sono vere famiglie o no secondo lui? Che rischio corrono anche se l´identità dei genitori non è biologicamente trasmessa ai figli? E le famiglie in cui i figli sono stati concepiti con la fecondazione assistita? Vorrei rassicurare il ministro: esistono nel mondo più di quattro milioni di bambini, del tutto normali, nati con metodo artificiale…».

    da La Repubblica 09.11.10

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