"Comincia l'Obama 2 con l'incognita società civile", di Federico Rampini
l presidente evita l’umiliazione in Senato ma la catastrofe della Camera lo inchioda a pesanti responsabilità. Nell’analisi del voto giocano due forze contrastanti: giovani e donne hanno tradito il sogno obamiano, accusato di eccessiva cautela. Ma anche i repubblicani devono fare i conti con una radicalizzazione a destra. Barack Obama incassa una dura sconfitta, evita una débacle irrimediabile. Il partito democratico perde nettamente la maggioranza alla Camera ma la conserva al Senato. Il presidente può tirare un sospiro di sollievo perché ha subìto un rovescio che rientra nel tradizionale ciclo politico americano. Andò peggio a Ronald Reagan, Bill Clinton, George W. Bush: tutti alle elezioni di mid-term persero la maggioranza in ambedue i rami del Congresso. Ma i precedenti storici non bastano ad evitare lo choc. Perché alla Camera le dimensioni dell’avanzata repubblicana sono travolgenti: è il più grosso ribaltamento dei rapporti di forze dal 1948. In due anni Obama sembra avere dilapidato gran parte del patrimonio di consensi, l’aureola di carisma, l’alone di speranza che avevano circondato la sua vittoria nel 2008. Significativo è …
