Giorno: 14 maggio 2011

"Più spese, più morti, più camorra ecco il prezzo dei condoni-massacro", di Antonio Cianciullo

«Quando vado all’estero non riesco nemmeno a raccontare quello che succede in Italia. Mancano le parole perché i concetti non sono traducibili. Un governo che sistematicamente massacra il proprio territorio, che apre la strada alle infiltrazioni del malaffare, che peggiora i propri bilanci costringendosi a fornire infrastrutture agli abusivi, che mette a rischio la vita dei cittadini incentivando la violazione delle norme sismiche e di sicurezza idrogeologica. Come si fa a spiegare? Non ci credono». Vezio De Lucia, uno dei nomi storici dell’urbanistica, è indignato ma non sorpreso. In 26 anni ha visto tre condoni e ha sviluppato una sua teoria interpretativa. «I terremoti non si possono prevedere, i condoni sì», spiega De Lucia. «Il primo, il Craxi-Nicolazzi, è del 1985. Il secondo, il Berlusconi-Radice, del 1994. Il terzo, il Berlusconi-Lunardi, del 2003. Uno ogni 9 anni. Il prossimo dovrebbe scattare nel 2012 e quello che sta succedendo in Campania suona come la premessa per estendere all’intero paese la sanatoria edilizia. Che, come tutte le altre, naturalmente sarà l’ultima della serie, parola di premier». Questa …

«La mia parola è “numeri”», di Luciano Modica *

Non parlerò di matematica, non preoccupatevi. Non è da matematico che vi parlerò di numeri, ma da politico. Spero anzi di stupirvi. Parlerò contro i numeri, o meglio, contro un certo delirio numerologico che sta attanagliando la nostra politica. Non voglio creare equivoci. Conoscere un fenomeno vuol dire anche saperlo e doverlo misurare. Misura e numeri sono sinonimi, il risultato di una misura è sempre un numero. Per i fenomeni naturali questa è l’essenza della scienza moderna, diciamo pure galileiana con qualche orgoglio cittadino. Ma ridurre un fenomeno sociale ai valori numerici che lo misurano, o addirittura pretendere di regolarlo solo in base ad essi, è un errore, nel quale spesso cadono le nostre società intrise (così positivamente!) di scienza. Siccome i fenomeni di cui si occupa la politica sono tutti fenomeni sociali, ecco che l’errore diventa della politica. E’ la politica ridotta a sondaggio, come ahimè ci hanno recentemente “inculcato”. E’ la legge ridotta a tabella. E’ la qualità ridotta a quantità, la qualità del vivere ridotta all’incremento del PIL. Sono i valori culturali …

Scuola, il Pd: “Per il governo ci sono figli e figliastri”

L’on. Ghizzoni: “Il prossimo anno ci saranno in Emilia-Romagna 881 docenti in meno mentre un apposito provvedimento assegna ben 400 docenti in più alla Lombardia”. Mentre in Emilia-Romagna si tagliano 881 docenti, alla Lombardia ne vengono assegnati 400 in più. La denuncia arriva dall’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Istruzione e Cultura della Camera, che annuncia un’interrogazione al ministro dell’Istruzione Gelmini. Ecco, in proposito, la sua dichiarazione. «Il prossimo anno ci saranno in Emilia Romagna 881 docenti in meno a fronte di un aumento di 7500 studenti. Invece per la Regione Lombardia è stato disposto un apposito provvedimento che ha assegnato 400 docenti in più. Purtroppo a Roma ci sono figli e figliastri e la Regione Emilia Romagna, che ha sempre avuto una scuola di qualità, è fortemente penalizzata dalle politiche del Governo. Chiederò con un’interrogazione di trovare una soluzione anche per i pesanti tagli della Regione Emilia Romagna, ma so già che anche questa volta non avremo al nostro fianco i deputati del centrodestra che a Bologna parlano tanto di federalismo e territorio, …

"L’irresistibile caduta dei fondi alla cultura", di Nicola Tranfaglia

Ogni anno meno soldi: l’Italia taglia dove ci sarebbe da investire Il rapporto di Federculture. Roberto Grossi, presidente di Federculture, presentando alla Camera dei Deputati (alla presenza dell’onorevole Gianfranco Fini) il Settimo Rapporto Annuale della sua Organizzazione che raggruppa le fondazioni pubbliche e gli enti locali che attendono al settore culturale, ha ricordato la drammatica situazione del nostro paese: «Il crollo della domus di Pompei, la chiusura di biblioteche e archivi storici straordinari, l’incapacità di ricostruire monumenti e palazzi il cuore di una città come l’Aquila tutto ciò denota un allontanamento dell’Italia da sé stessa, dai valori che l’hanno resa unica e grande. Ma soprattutto disegna il distacco una distanza sempre più grave tra i cittadini, le istituzioni e la politica. Si assottigliano l’orgoglio, il senso di appartenenza a una comunità e la legalità, si frustra la voglia di conoscenza della gente, la produzione libera e creativa, si appiattiscono l’eccellenza e il merito». E il presidente della repubblica Giorgio Napolitano ha affermato di recente: «L’arte della politica, la presa di conoscenza e l’assunzione di responsabilità …

"Imprese e politica economica in stand by", di Francesco Silva

Osservatori, operatori economici e policy maker concordano, a parole, su un punto: l’incremento della crescita economica è la condizione necessaria per poter affrontare con qualche probabilità di successo i maggiori problemi dell’economia e della società italiana: la bassa occupazione, il divario Nord-Sud, l’impoverimento della popolazione, l’indebitamento pubblico, la competitività. Questa convergenza per ora non si traduce né in azioni coerenti, né tanto meno in risultati concreti: il tasso di crescita permane assai depresso, e le previsioni di breve periodo non inducono a grande ottimismo. Uno dei motivi di questo stallo va ricercato nel fatto che il problema è visto e affrontato in modo piuttosto semplicistico. Non esiste infatti una sola mossa capace stimolare un’ accelerazione dello sviluppo, né tanto meno basta affermare che è necessaria più ricerca e innovazione, o modificare le regole del mercato del lavoro, o semplificare la Pubblica Amministrazione per ottenere il risultato auspicato: un conto è desiderare e un altro realizzare. Di questi problemi si parla da decenni, ma poco è cambiato: i freni allo sviluppo sono il frutto di resistenze …

"Il bluff di Berlusconi sulle leggi per le grandi città", di Marco Causi

Berlusconi ormai non stupisce più, è un disco rotto che recita sempre gli stessi versi, incurante della caduta di credibilità che gli deriva dalla mancata realizzazione delle promesse elettorali. È così con le leggi speciali, promesse a varie città nei diversi turni elettorali, mai arrivate in porto, oggi brandite per illudere i cittadini di Napoli. Si comincia con Roma, campagne elettorali del 2001 e del 2006, quando Berlusconi promise il rifinanziamento della legge speciale per Roma Capitale a condizione, naturalmente, che gli elettori della Capitale avessero scelto il candidato sindaco del centrodestra. Ma si sa: il buongusto istituzionale non è proprio ciò in cui Berlusconi eccelle. Paradossalmente, la legge per Roma Capitale verrà definanziata dal 2010 dall’attuale governo a un sindaco “amico” come Alemanno. Tanto amico da farsi prendere in giro, accettando l’azzeramento della vecchia legge in cambio di un decreto su Roma Capitale nell’ambito del federalismo fiscale, decreto di cui non c’è alcuna traccia. Si continua con Firenze, con promessa di legge speciale durante le elezioni del 2009, puntualmente smentita dai fatti. Il sindaco …

"La tentazione dei leghisti", di Gad Lerner

Ma siamo proprio sicuri che i leghisti milanesi, turandosi il naso, si recheranno compatti alle urne per votare Letizia Moratti? Lo sapremo fra quarantotto ore. Nel frattempo il dubbio serpeggia fra i clan rivali di un Pdl trascinato a forza su posizioni estremiste da Berlusconi, non appena intuito il rischio di rompersi l´osso del collo proprio nella sua capitale; a presidio della quale s´è ritrovato una sindachessa più fragile e impopolare del previsto Le perplessità di Umberto Bossi sulla ricandidatura della Moratti furono sempre dichiarate in pubblico. E nei giorni scorsi sono state ribadite con un duplice avvertimento al partner di governo: sia ben chiaro che, presentandosi capolista a Palazzo Marino, Berlusconi ha scelto di legarsi mani e piedi alla sorte di lady Mestizia; dunque il mancato conseguimento di quota 50% al primo turno, determinerebbe una “situazione difficile”. La Lega, con ragione, descrive il ballottaggio a Milano come una grave incognita; non solo per l´incertezza del suo esito, ma anche per il deterioramento nei rapporti interni alla coalizione che ne conseguirebbe. Nel frattempo, il candidato …