Giorno: 22 maggio 2011

Manovra da 40 miliardi entro il 2014 corsa ad ostacoli per non ricadere tra i Pigs", di Roberto Petrini

Tremonti stretto tra l´obiettivo del pareggio di bilancio e la regola anti-debiti della Ue. Se la ripresa non accelera, avverte Bankitalia, ci aspettano forti tagli di spesa. Il 22 dicembre del 2009 l´agenzia di rating Moody´s annunciò gelida: «Grecia e Portogallo rischiano una morte lenta». La profezia, due anni dopo, sembra realizzarsi e il “pre-declassamento” del nostro debito da parte di Standard&Poor´s, agenzia controllata dal colosso McGraw Hill che a sua volta ha come primo azionista il mega fondo Capital World Investors, non sembra promettere niente di buono. Torneremo nel girone infernale dei Pigs, i paesi maiali con rating “B” esposti alla speculazione? Nella migliore delle ipotesi per l´Italia si profila un percorso di guerra dove di fronte ad ogni ostacolo verrà emesso un giudizio. Un passo falso e la furia dei mercati potrebbe abbattersi sul nostro debito pubblico che nel 2011 chiede risorse per 188 miliardi. Tremonti ha ribadito anche ieri che l´obiettivo dell´Italia è quello di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014 e che entro luglio saranno approvati dal Parlamento i necessari …

"Ci mancava solo l’albo dei prof", di Marina Boscaino

L’avvocato Guercio di Livorno, che ha recentemente ottenuto parere favorevole per l’assunzione di 13 precari, in uno degli infiniti contenziosi che il Miur si trova ad affrontare, ha dimostrato come il precariato sia in contraddizione con l’art. 1 della Costituzione: on. Ceroni permettendo, naturalmente. Sarebbe il caso di riflettere. Invece continuano incessanti le proposte dei luogotenenti di Berlusconi, categoria antropologicamente davvero curiosa. Incuranti di aver ridotto la scuola pubblica a brandelli e tentato in ogni modo di spuntare le armi che essa aveva (e, nonostante la loro solerzia, ancora ha) per creare cittadinanza consapevole , continuano ad infliggerle colpi seguendo pedissequamente la pseudo-cultura del Capo. Trasformisti etici, manipolatori morali. Gareggiano a chi la dice più grossa, a chi viola con più cinismo il patto sociale e istituzionale che fonda la scuola pubblica e le nostre prerogative: di insegnanti, lavoratori e cittadini. Difendono – fino a coprirsi di ridicolo – il diritto di un uomo pubblico (presidente del Consiglio, per giunta) di fare ciò che vuole tra le mura domestiche (persino il pio Buttiglione si è …

"Dall´amico dei "femminielli" al "candidato dell´Anticristo" così si fabbrica un nemico", di Filippo Ceccarelli

Stalingrado, Zingaropoli, la Città dei femminielli, dei drogati, degli islamici e dei terroristi. E questo in fondo già basterebbe a evocare il futuro di Milano e di Napoli, ove mai dovessero vincere i nemici del Popolo della Libertà. Ma siccome la guerra politica, oltre a nutrirsi di immagini, inesorabilmente scivola verso il cannibalismo, varrà la pena di segnalare, magari non a futura memoria, ma per depositarla nel già ampio bidone dello scemenzario elettorale e differenziato, che ieri il settimanale Tempi ha messo sull´avviso i suoi lettori sull´acclarata circostanza che Giuliano Pisapia sia, “metaforicamente parlando”, l´Anticristo, come dire l´arcinemico, ossia il nemico non solo del Pdl e della Lega Nord, ma di Dio. E questo proprio perché, come scrive il giornale vicino a Cl (che dopo il primo turno deve evidentemente dimostrare qualche rinforzo di zelo), il personaggio dell´aspirante sindaco si presenta con “eloquio suadente e modi gentili”, e non invece come lo descriveva nel medioevo Santa Ildegarda di Bingen e quindi un diavolaccio spaventoso, occhi di fuoco, orecchie d´asino, naso e bocca come un leone, …

«Tornare in Italia? Mai dire mai», di Paolo Fallai

Raggiungere l’ufficio di Paola Antonelli, al Moma di New York, è facile. Basta seguire una pattuglia di bambini di sei anni e una brigata di liceali nel Cullman Education Building sulla 54 ª strada. L’ingresso principale del Moma, assediato ogni anno da 2 milioni e mezzo di visitatori, per fortuna è dall’altra parte dell’edificio, sulla 53 ª . Bambini e liceali si disperdono verso i laboratori, tra la grande parete a vetri sul «Giardino delle sculture» e una Ferrari da Formula uno appesa a muso in giù. Arrivare agli uffici, al terzo piano, significa conquistare una merce rara: il silenzio. Paola Antonelli è la curatrice del dipartimento architettura e design del Moma: è un intero piano di questo straordinario museo della creatività dedicato a definire, rappresentare e difendere il concetto di modernità. È quasi superfluo citare la rivista «Art Review» , che l’ha inserita tra le cento persone più potenti nel mondo dell’arte. Basta ricordare che un altro italiano con un incarico di tale prestigio, nel mondo culturale, non c’è. E che lei, nata a …

"Silvio invade la tv e fa flop a rete unificate" di Simone Collini

In attesa di altri cambiamenti, gli italiani intanto cambiano canale quando vedono Berlusconi. Lo dicono i dati Auditel. Tutti i tg che venerdì hanno trasmesso le interviste-comizio hanno perso telespettatori. A beneficio degli altri (Tg3 e TgLa7) che hanno aumentato gli ascolti. Non solo. Il monitoraggio minuto per minuto dei telegiornali che hanno violato la par condicio dimostra che proprio quando è comparso il premier, in molti hanno messo mano al telecomando. Il Tg1 e il Tg5 hanno perso mezzo punto percentuale mentre Berlusconi cominciava a parlare di bandiere con falce e martello e del Duomo presto invaso da zingari e islamici. Un calo non da poco, visto che già quando i telespettatori hanno appreso delle interviste a Berlusconi durante i titoli di testa, hanno cercato qualcosa di meglio. Il Tg1 ha perso oltre due punti percentuali e 584mila telespettatori, rispetto al giorno prima. Il Tg2 188mila. Non è andata meglio ai canali Mediaset. Il Tg5 ha perso 20mila telespettatori rispetto al giorno prima, il fedelissimo Tg4 75mila, passando dal 6,1% di share di giovedì …

"Roma, settimana di fuoco per i tagli al tempo pieno", di Alessandra Migliozzi

Si moltiplicano i ricorsi al Tar. Meno 111 classi nella primaria. Da domani proteste negli istituti. Comincia l’orario-spezzatino con più maestri. Genitori sul piede di guerra. Nelle scuole romane sale la protesta per i tagli decisi dal ministero dell’Istruzione che in questi giorni si stanno concretizzando: ai presidi sono arrivate le disponibilità di docenti per il prossimo settembre e le richieste di tempo pieno, alla primaria, non sono state completamente soddisfatte. Mentre l’inglese perde di qualità con gli specialisti che passano da 445 a 98: insegneranno la lingua i maestri di matematica e italiano. Alle superiori, come spiegano dal liceo Croce «c’è persino il rischio che le classi del primo anno del triennio vengano accorpate senza tenere conto dell’indirizzo che il ragazzo frequenta». Ovvero, potrebbe scattare il cambio in corsa. Per questo da domani il coordinamento delle scuole romane in mobilitazione organizzerà proteste in tutti gli istituti. Il 30 e 31 maggio scatterà la contestazione sotto al ministero dell’Istruzione con due sit-in. Alcune scuole stanno facendo ricorso al Tar contro i tagli. Negli scorsi giorni …

"Produttività e debito le due sfide perse", di Luigi Spaventa

L´agenzia di rating Standard & Poor, pur non abbassando il voto assegnato all´Italia, ha espresso una valutazione negativa sulle prospettive economiche del nostro paese. Nella crisi la caduta dell´Italia è stata maggiore, dopo la crisi la ripresa è stata minore. L´agenzia di rating non è un´associazione etero-diretta dai magistrati comunisti nella prassi, una valutazione siffatta segnala una probabilità elevata, pari a un terzo, che il voto possa essere abbassato in un futuro non lontano. In premessa, si vorrà concordare che Standard & Poor non è un´associazione con finalità di eversione del governo in carica, o etero-diretta da un nucleo di magistrati comunisti: le sue non sempre infallibili valutazioni possono essere certo discusse, ma nel merito e considerandone le implicazioni di politica economica. Un giudizio di prospettive negative fu espresso di recente anche nei riguardi degli Stati Uniti. Pur se l´analisi riguarda sempre la finanza pubblica, le motivazioni sono diverse nel caso americano e in quello italiano. Nel primo, si punta il dito contro l´incapacità di controllare un disavanzo elevato e destinato a crescere nel più …