Giorno: 26 maggio 2011

Scuole insicure, l'emergenza continua. Verso la Conferenza Nazionale del PD sull’Edilizia Scolastica

21.000 è il numero di edifici scolastici ancora non a norma, oltre il 50% del totale. 10.000 di questi, dovrebbero essere abbattuti. Sono questi i numeri del rischio quotidiano per nove milioni di persone, tra studenti, docenti e personale, che ogni mattina varcano la soglia di una scuola italiana. E’ finito il tempo delle deroghe per adeguamenti e ristrutturazioni, il momento delle promesse di fondi, cantieri e piani straordinari, che s’incagliano a ogni passaggio burocratico per poi non vedere mai la luce. Cambiare la scuola italiana, renderla un luogo in cui si insegni bene e si impari meglio, non è proponibile senza affrontare la questione dalle fondamenta: la sicurezza degli edifici e anche l’adeguatezza delle strutture. Non è difficile, infatti, dare ragione a tutte le indagini internazionali: in un ambiente migliore, si impara di più. A partire dalla c.d. Legge Masini del 1996, i governi in carica hanno più volte cambiato le modalità di intervento, tolto e rimesso finanziamenti, coinvolto o estromesso le istituzioni locali. Dopo tante promesse e impegni solenni, il Governo ha fatto …

Strage nazista di Fucecchio in tre condannati all'ergastolo

Il tribunale ha anche disposto un maxi risarcimento, 13 milioni, per le famiglie dei 184 civili uccisi che si sono costituite parte civile. I tre hanno 88, 91 e 94 anni. Il pm Marco De Paolis: “Se la sentenza verrà confermata in Cassazione, speriamo che scontino davvero la pena”. Il Tribunale militare di Roma ha condannato tre ex militari tedeschi, oggi novantenni e contumaci, per la strage del Padule di Fucecchio, in provincia di Firenze, in cui nell’agosto ’44 morirono 184 civili, in gran parte anziani, donne e bambini. Fu uno degli eccidi più gravi compiuti dai nazisti in Italia durante la seconda guerra mondiale. Il Tribunale ha anche disposto un maxi risarcimento ai familiari delle vittime costituitisi parte civile di oltre 13 milioni, solo di provvisionale, a carico degli imputati e del responsabile civile individuato nella repubblica federale di Germania. Lo storico: “Fu un’operazione di desertificazione totale” I condannati sono l’ex capitano Ernst Pistor, di 91 anni, l’ex maresciallo Fritz Jauss, di 94 e l’ex sergente Johan Robert Riss, di 88, all’epoca tutti appartenenti …

"Su Fincantieri il governo sapeva tutto", di Gianni Del Vecchio

«Mentre i governi degli altri paesi europei che hanno interessi nel settore navale hanno sempre portato avanti politiche protezionistiche, in Italia il settore è stato quasi del tutto abbandonato a se stesso e, esauriti i finanziamenti previsti sino a qualche anno fa, si è assistito ad un blocco quasi totale delle commesse con annullamento di contratti già stipulati o richieste di posticipare le consegne di navi già in costruzione. L’Italia finora non ha fatto niente di concreto per sostenere il settore, e la cantieristica in particolare». Il virgolettato in questione potrebbe essere di qualunque esponente dell’opposizione, da Bersani a Vendola, interessato a pochi giorni dai ballottaggi ad attaccare in modo strumentale l’esecutivo, caduto sulla colpevole ignoranza del piano industriale di Fincantieri, che prevede il licenziamento di 2550 operai e la chiusura di due cantieri e mezzo. Invece no. Le parole vanno fatte risalire a quasi due anni fa, novembre 2009, e sono state scritte da Raffaele Lauro, senatore Pdl di area scajoliana, in una mozione dal titolo indicativo: “Sostegno all’industria cantieristica italiana”. Lauro, peraltro, all’epoca …

“Il Paese è nelle mani di un irresponsabile”

Berlusconi dal salotto di Porta a Porta continua ad offendere: ”Senza cervello chi vota a sinistra”. Bersani: “Berlusconi non intendeva senza cervello ma senza capelli… chi ha più buonsenso ce lo metta, non può mica finire a botte la politica”. Nuovo show personale in casa del fido Vespa. Berlusconi ha scelto il salotto più “comodo”, quello di Rai1 per rimettere la faccia in gioco in vista dei prossimi ballottaggi. Le solite bugie e i soliti insulti sono stati alla base del cocktail mediatico di Silvio concluso con l’ennesimo affondo: chi vota a sinistra non ha cervello! Che sia in difficoltà il premier è più che evidente. Non ha saputo affrontare il tema della campagna elettorale spiegando ad esempio, perché il suo consenso a Milano sia dimezzato. Ha preferito alzare la polvere per nascondere i fallimenti del governo e le difficoltà interne alla maggioranza. Glissando sullo spostamento dei ministeri al Nord ecco una piccola rassegna delle frasi lasciate nelle case degli italiani senza che nessuno, nemmeno i giornalisti presenti, chiedesse conto al presidente del Consiglio di …

"La tempesta perfetta nelle urne di Milano", di Franco Cordero e Giancarlo Bosetti

Cosa dicono del terremoto milanese i dolenti? Ancora stupefatti, vedono mani perfide. Da un anno l´eroico B. era sotto «massacro mediatico»: sia permesso ridere; lo stregone dei media è lui, cinque televisioni su sette, e sappiamo con quanto self-restraint le adoperi, discreto, equanime, sommesso. Bisognava escogitare qualcos´altro, e salta fuori il nemico interno: l´imprevisto scacco dipende da azioni maligne nell´ala cattolica militante; i chiamati in causa ribattono sulle truculente gaffes dell´apparato berlusconiano. L´alter ego fedelissimo entra nel merito ammettendo che l´Infallibile stavolta lo fosse alquanto meno. Il punto è cruciale: niente l´obbligava al referendum milanese in se ipsum, né gli conveniva muovere guerra universale (contro magistratura, Consulta, scuola pubblica, Europa, l´opinione dissidente): anziché fingere ipocrita minimalismo da buon politicante, sferrava insulti gratuiti; contendeva i poteri al Capo dello Stato; blaterava d´una riforma vandalica della giustizia, e non è il colmo della rettitudine da parte d´uno che trascina rognosi processi, essendosi salvato fortunosamente. Nell´etica greca gesta simili costituiscono hýbris, delitto contro gli equilibri naturali custoditi da Dike. La storia berlusconiana è esemplare, una scalata in spregio …

"Pensionati, come si vive con 500 euro al mese", di Marco Ventimiglia

Lunedì l’Istat, con la fotografia di un paese fermo dove avanza solo la povertà; martedì la Corte dei Conti, con uno scenario da incubo dove l’unico modo per tenere i conti in ordine sarà pagare tante tasse per tanti anni; ieri, a pioggia, le pensioni sempre più misere, i dati sui consumi, le previsioni Ocse…, in una settimana davvero orribile per quel che riguarda presente e futuro dell’economia italiana. Cominciamo dall’Inps, che ha messo nero su bianco quel che si percepisce sempre più nella vita di tutti giorni, ovvero gli enormi disagi materiali che devono affrontare milioni di persone anziane. Numeri che comunicano angoscia ancor più che preoccupazione, con oltre la metà delle pensioni erogate dall’Istituto di previdenza, precisamente il 50,8%, che non arriva a 500 euro al mese. Se poi si ragiona considerando il limite, mille euro, al di sopra si dovrebbe riuscire a condurre un’esistenza dignitosa, ben il79%dei trattamenti erogati dall’Inps si trova al di sotto. Il Rapporto annuale dell’ istituto parla poi diun11,1% di pensioni con importi compresi tra i 1.000 e …

"Il destino di Napoli", di Roberto Saviano

Spero di poter un giorno, dopo questi anni di lontananza forzata, tornare a Napoli, in una Napoli nuova. Ma se dovessero vincere i vecchi, i soliti poteri, se dovesse prevalere l´asse Lettieri-Cosentino, questo non accadrà. Il governo trema. Vede crescere un´onda che attraversa l´intero Paese e si manifesta in molteplici espressioni, ma con un evidente punto comune. È un´onda che dice: il nostro Paese ci riguarda. Da Milano a Napoli, entrambe città chiave, sembra scomparsa l´apatia solita che allontana dalle decisioni e dalla volontà di capire cosa accade. Deve essere chiaro a tutti, indipendentemente da quale sia l´idea politica di chi oggi vota a Napoli, che la candidatura di Gianni Lettieri rappresenta la continuità con la gestione di Nicola Cosentino. Non è solo il rapporto di vicinanza o il fatto che il candidato sindaco si presenti accompagnato da «Nicola o´ Mericano», come lo chiamano a Casal di Principe. Ma la continuità tra i due è espressa dal programma, dal linguaggio, dalle posizioni sulle questioni economiche e amministrative del territorio. È palese il rischio che Nicola …