Giorno: 28 maggio 2011

Piazza della Loggia, messaggio di Bersani all'associazione delle vittime

“La strage di Piazza della Loggia, di cui ricorre il trentasettesimo anniversario, è un evento drammatico che ha segnato nel profondo la storia d’Italia.” Lo afferma il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani in un messaggio inviato all’Associazione delle vittime di Piazza della Loggia. “Non dobbiamo dimenticare – prosegue Bersani – che quei fatti dolorosi per i familiari delle vittime, per la città di Brescia e per la comunità nazionale, avvennero in un periodo oscuro della nostra storia che mise a dura prova la tenuta della nostra democrazia.” “Ciò nonostante, il Paese reagì rifiutando la logica della violenza e del terrore con la ferma volontà di difendere un cammino di progresso, di convivenza civile a difesa delle Istituzioni democratiche.” “Ci siamo interrogati molte volte sul valore della memoria, tuttavia – continua Bersani – è importante comprendere che non si tratta solo di un omaggio pur doveroso nei confronti di chi tanto ha sofferto, ma assume un valore più profondo quando testimonia la capacità di un popolo di trovare in sé le risorse per non cadere, …

"Noi professori vi raccontiamo l'anno nero della scuola", di Riccardo Staglianò

Il riassunto migliore lo fa Jie, ultimo banco a sinistra: “Cos’è cambiato? In prima avevamo le ore di informatica, adesso non ce le abbiamo più”. Terza D della scuola media Alberto Manzi di Roma, dove la bohème del quartiere Pigneto sfuma nel popolare Prenestino. Su sedici alunni sette figli di stranieri. Il ragazzino cinese con occhiali e capelli a spazzola colpisce e affonda con una frase sola la riforma Gelmini. Quella dei tagli agli insegnanti, dell’accorpamento delle classi, della scuola come impresa. Categoria-feticcio del berlusconismo, quest’ultima, punta di sfondamento del modulo educativo delle “tre I”, con inglese e internet. Peccato che, tra gli 8 mila docenti fatti fuori quest’anno dalle elementari, metà siano proprio gli specialisti della lingua di Shakespeare. Quelli che dovevano attrezzare i nostri figli per la globalizzazione. Per loro non resta che andare a ripetizione dai compagni bangladesi, filippini o comunque anglofoni. Almeno sino a quando l’altra idea del ministro dell’Istruzione, mettere un tetto del 30 per cento agli immigrati nelle classi, non toglierà loro anche questa chance. Per quanto riguarda web, …

«Niente crisi anche se perdiamo», di Barbara Fiammeri

Silvio Berlusconi continua a ripetere come un mantra che il risultato del voto di Napoli e Milano «non influirà sul governo», la legislaturà «durerà fino al 2013» e nei prossimi due anni saranno realizzate «la riforma del fisco, della giustizia e quella istituzionale». Gli echi dell’ultima performance del premier al vertice del G-8 continuano a rimbalzare mentre il Cavaliere si appresta a salire sul palco allestito in piazza del Plebiscito per chiudere assieme a Gigi D’alessio la campagna elettorale di Gianni Lettieri, il candidato sindaco del centrodestra nel capoluogo partenopeo. Il pericolo di una debacle è avvertito da tutto lo stato maggiore del partito del premier e dalla Lega che negli ultimi giorni ha lanciato segnali evidenti di insofferenza. Bossi continua in pubblico a mostrarsi solidale con il premier. Ma di un comizio comune neppure a parlarne. Forse anche per questo il Cavaliere ha preferito scendere a Napoli dove il clima è tesissimo: nella notte scorsa qualcuno ha appiccato il fuoco nell’ufficio elettorale di Lettieri. Immediato lo scambio di accuse con l’avversario de Magistris. Il …

L’Italia va su Facebook "Scusa Mr. Obama" di Filippo Ceccarelli

«E quindi – ha concluso solenne Berlusconi rivolgendosi ai giornalisti – mi permetto di dire: vergognatevi!». Ma senti, si permette. Proprio lui, il Cavaliere, che più di ogni altro uomo politico ha impetuosamente travolto e allegramente smantellato la vergogna del potere, bruciandone poi i residui sull’altare del berlusconismo terminale. Da Casoria a Deauville, dalle corna spagnole al cu-cù della Merkel, dal Priapetto di Arcore fino al bacio della mano di Gheddafi. Retorica a rischio cortocircuito, quella della vergogna. Perché mentre il presidente del Consiglio pronunciava quella sua intemerata, la pagina Facebook del presidente Obama già traboccava di messaggi di italiani che dopo la scena berlusconiana del giorno prima chiedevano scusa, «I am sorry», «So sorry, Mr President», «Berlusconi doesn’t speak in my name», mi dispiace, non parla a mio nome, non è il mio presidente, non mi rappresenta, l’Italia è meglio di lui. E’ ossessionato dai processi ed è «anche vecchio», articolava uno, «si scorda le medicine per il cervello», «si fa le leggi che gli servono» aggiungeva un’altra, e il bunga bunga naturalmente, dunque …

"Berlusconi a Deauville fa fumo e alza sabbia", di Francesco Lo Sardo

Un uomo prigioniero dei suoi incubi: il premier in Normandia non si ferma più e rincara la dose. «En effet, tout, à Deauville, est prétentieux… beaucoup de sable et beaucoup trop de poudre aux yeux», scriveva già la celebre Guide Conty, per turisti della Belle Époque bocciando come un bidone la località della Bassa Normandia: molta sabbia e troppo fumo negli occhi. Così è stata anche la rovinosa seconda giornata di Silvio Berlusconi nella Deauville di cent’anni dopo, nei giorni del G8: altra sabbia e fumo negli occhi, sollevati da un imbarazzante Cavaliere in versione stalker che per il secondo giorno consecutivo ha molestato tutti con le proprie poco edificanti grane giudiziarie, riarpionando Obama durante la passeggiata dei capi di stato e di governo verso il Cercle des propriétaires, il prestigioso circolo dei proprietari delle più celebri scuderie di cavalli e scaricando sul malcapitato presidente russo Medvedev un torrente di vocali e consonanti contro i magistrati italiani che lo perseguitano. Altro che vergogna e contrizione per l’agguato ad Obama del giorno prima. I capi di …

"Pisapia lancia l’ultimo appello: è il nostro tempo, liberiamo Milano", di Maurizio Giannattasio Annachiara Sacchi

«Il vento cambia davvero» . Lo slogan di Giuliano Pisapia si è trasformato in realtà. La burrasca che ha colpito Milano ha sollevato le gonne delle signore in Galleria Vittorio Emanuele, ha sparpagliato nel cielo i volantini del candidato, ha ribaltato gli ombrelli del popolo arancione raccolto in piazza Duomo per il concerto di chiusura della campagna elettorale di Giuliano Pisapia. Settantamila sotto la pioggia secondo gli organizzatori, 50 mila per chi conosce bene le dinamiche della piazza. Claudio Bisio ha gioco facile. «Ho una grandissima sorpresa per voi stasera: qui con noi c’è Gigi D’Alessio» . Ogni riferimento al mancato concerto del cantante napoletano sul palco di Letizia Moratti è puramente voluto. «Una risata vi seppellirà» . È il leitmotiv della campagna di Pisapia che si è diffusa come un virus in Internet. Quella che addebita al candidato del centrosinistra tutti i mali del mondo. «Piove» urla Bisio dal palco. «Pisapia ladro» , replica il pubblico. Elio e le sue Storie Tese intonano «Bunga bunga con Lele» . Lui, il candidato, arriva dopo le …

"E adesso chi paga per i videocomizi", di Giovanni Valentini

Per i tg di Mediaset, il problema non si pone: le multe comminate dall´Autorità sulle Comunicazioni al Tg 4 (recidivo) e al Tg5, rispettivamente di 258.230 e di 100 mila euro, le pagherà l´azienda (privata) che fa capo a Silvio Berlusconi. E anzi, per lui sarà pure un risparmio. In termini di spazi pubblicitari o promozionali, probabilmente gli sarebbe costato molto di più. Ma chi pagherà le analoghe multe inflitte dalla stessa Agcom al Tg1 (anch´esso recidivo) e al Tg2, per la messa in onda delle interviste illecite al presidente del Consiglio sulle reti della televisione pubblica? Le pagherà la Rai. E cioè, tutti noi cittadini, telespettatori e abbonati, che versiamo il canone d´abbonamento. Cittadini di destra, di centro o di sinistra; vittime dello strapotere mediatico del premier e della stradebolezza professionale dei giornalisti che lo subiscono. Onore al merito della collega Elisa Anzaldo, dunque, punita dal direttore del Tg1 per essersi rifiutata di prestare ancora la propria immagine a questo scandalo quotidiano della tv di regime. Anche Mario Orfeo, l´ex direttore del Tg2 passato …