Giorno: 15 maggio 2011

Napolitano: «La democrazia non è acquisita una volta per tutte»

La democrazia non può «considerarsi compiuta e vitale una volta per tutte» neppure in Italia e «richiede attente cure, verifiche critiche, riforme se necessario e comunque nuovi sviluppi». Lo ha detto da Israele Giorgio Napolitano, sottolineando la propria responsabilità da Presidente della Repubblica di operare per il «consolidamento» della democrazia italiana. Napolitano ha ritirato a Tel Aviv il premio Dan David, un riconoscimento nato diversi anni fa per iniziativa dell’uomo d’affari e filantropo Dan David, ed è destinato a uomini politici, di scienza e di cultura. Si divide in tre categorie – Passato, Presente e Futuro – per ciascuna delle quali è annualmente conferito un milione di dollari. Nel 2010 Napolitano è stato scelto nella categoria «Passato» per «la sua dedizione alla causa della democrazia parlamentare e il suo contributo al ravvicinamento tra la sinistra italiana e il socialismo europeo». Nella motivazione del premio che il Capo dello Stato ha ritirato si legge, a conclusione, che «nell’attuale clima politico italiano a tratti caotico, egli si erge a faro di ragionevolezza, moderazione, valori democratici e tolleranza, …

"Un voto per mandare a casa il re dell'illegalità e della volgarità", di Vittorio Emiliani

Ha ragione Romano Prodi: la volgarità è il tratto dominante della politica sotto Berlusconi. Volgarità nel linguaggio da barzellettiere. Volgarità nelle battute su uomini di Stato che, come Obama, lo sovrastano. Volgarità nell’approccio con ogni tipo di donna: dal premier scandinavo che, dice lui, fu “costretto”a corteggiare, all’ultima escort reclutata per i suoi festini da gente volgare come lui. Volgarità nelle definizioni riservate alle opposizioni e alle “toghe rosse”. Volgarità nelle conferenze stampa, non importa se internazionali. Volgarità nelle vanterie “machiste”come se fosse bello, giovane, alto, biondo e con gli occhi azzurri. Una volgarità che deborda, dilaga, contagia il Paese. La musa ispiratrice della linea “dura” è quella Daniela Santanchè la quale, allorché militava nella Destra, disse con inusitata finezza: «Silvio è pazzo di me perché non gliel’ho data, lui le donne le concepisce soltanto in posizione orizzontale». Mussolini era consigliato dalla Sarfatti.n Lui dalla Santanchè. È la stessa che, tornata alla sua corte, ha perorato un condono ad hoc per quella Campania che, con Calabria e Sicilia, è la regione più devastata dagli abusi. …

"Il valore della laicità", di Michela Marzano

In vigore da poco più di un mese, la legge francese sul divieto del velo integrale negli spazi pubblici rilancia il tema della laicità. Voluta dal segretario dell´Ump Jean-François Coppé, questa legge è sintomatica del “ripiego identitario” che caratterizza oggi una buona parte dell´Europa e mostra bene come strumentalizzare la laicità serva spesso solo ad alimentare gli integralismi. Come a Tolosa, nel sud-ovest della Francia, quando un´insegnante di una scuola privata musulmana è stata interpellata da una pattuglia della polizia che passava per strada. Un testimone che voleva filmare la scena è stato arrestato. E qualche ora più tardi, davanti al commissariato centrale, si è assistito all´organizzazione di una preghiera collettiva… La laicità resta un valore cardine della République. Dal 1905, anno di adozione della famosa legge difesa da Aristide Briand, lo Stato non riconosce e non sovvenziona nessun culto: ognuno è libero di credere o meno e, in materia religiosa, il solo scopo della Repubblica è di far convivere atei e credenti senza privilegi o discriminazioni. Almeno in principio, ognuno dovrebbe essere libero di …

«Una scelta per difendere la dignità dell’Italia» intervista a Romano Prodi di Claudio Visani

Voleva esserci Romano Prodi venerdì sera su quel palco in PiazzaMaggiore a Bologna. La piazza delle vittorie del centrosinistra. Lì festeggiò il 23 aprile 1996, arrivando in pullman da Roma tra l’entusiasmo dell’allora popolo dell’Ulivo. E lì tornò l’11 aprile 2006, la sera dopo la seconda vittoria su Berlusconi: vittoria “triste” quella volta alla guida dell’Unione, per appena 20mila voti e solo alla Camera. Voleva esserci per mandare un segnale all’Italia «offesa dalla volgarità di Berlusconi»; per la sua città che «pur avendo perso colpi, nel confronto con le altre se la cava ancora piuttosto bene»; per spazzare via i dubbi che qualcuno «interessato a dividere» aveva sparso sul suo presunto sostegno tiepido al candidato del centrosinistra, Virginio Merola. Così appena conclusa la “lectio magistralis” tenuta a La Spezia, nel tardo pomeriggio, ha salutato tutti e si è precipitato a Bologna. Quando è salito sul palco con Bersani, Errani e Merola, a metà comizio, la sorpresa è stata salutata da un’ovazione dai 15-20mila della piazza. Professore, cosa risponde a chi ha parlato di un Prodi …

L’acqua è di tutti

Proposta di legge sull’acqua pubblica presentata dal Pd sul governo della risorsa idrica e la gestione del servizio idrico integrato. “L’acqua è un bene pubblico e sono beni pubblici anche le strutture del servizio idrico integrato”. Al centro della proposta politica l’istituzione di un’Autorità di regolazione indipendente, l’introduzione di un fondo nazionale per il riequilibrio territoriale e di una tariffa sociale a vantaggio dei nuclei familiari più numerosi e delle fasce meno abbienti. “Siamo qui perché, testardamente, vogliamo occuparci di questioni reali” così Pier Luigi Bersani ha introdotto la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge del Pd sull’acqua pubblica insieme a Dario Franceschini, Anna Finocchiaro e Stella Bianchi. “Il tema ambientale – ha continuato il leader democratico – è tutt’ora troppo trascurato. Per noi è invece una chiave prioritaria soprattutto in relazione alla crisi economica e sociale affinché il Piano Acqua sia uno dei progetti Paese”. Bersani ha voluto ricordare come la privatizzazione non è la risposta giusta per la razionalizzazione dell’utilizzo dell’acqua. “L’acqua e la salute dell’acqua vanno riconsegnate a Dio così …

De Mauro, contro Mastrocola: «Smettiamo di attaccare la scuola pubblica», di Dino Messina

«Sbaglia Paola Mastrocola, nel suo pamphlet Togliamo il disturbo, a criticare pesantemente la scuola pubblica, che per la verità viene attaccata anche da autorevoli ministri della Repubblica e dal presidente del Consiglio» . All’incontro dedicato «Alle origini dell’identità italiana» che ieri mattina ha aperto la terza giornata di questo ventiquattresimo Salone del libro, Tullio De Mauro, storico della lingua e ministro della Pubblica istruzione nel governo Amato, non ha esitato a definire la scuola pubblica «primo baluardo» del nostro Paese. Un baluardo da difendere nonostante i limiti, perché il panorama generale è davvero desolante: «Il 5 per cento degli italiani adulti — ha detto De Mauro — ha difficoltà a riconoscere alcune lettere dell’alfabeto, un 33%le sa mettere assieme ma capisce a stento il senso delle parole, un altro 33%ha un livello di comprensione molto basso. Arriviamo a un 71%, secondo le stime più ottimistiche, di persone che hanno difficoltà a leggere e scrivere. «Non è un caso che noi siamo il Paese con la maggiore diffusione di telefonini pro capite, perché c’è un evidente …

"Ma al Nord evasione fiscale record in Veneto sparisce il 22,4% del reddito", di Luisa Grion

La regione più “virtuosa” è la Sardegna che sottrae all´erario solo il 13,7%. L´Associazione: nessuna etichetta al Settentrione, Italia unita dalla fuga dal Fisco. Un Paese unito nel nome dell´evasione fiscale: nascondere una parte o la totalità del reddito agli occhi dello Stato è un´attività diffusa su tutto il territorio italiano. Ma gli evasori non sono tutti uguali: c´è chi si accontenta di truffare il fisco solo in parte, e chi mette via ogni remora pur di accumulare entrate senza versare le tasse. Al Nord come al Sud, anzi al Nord un po´ di più. Contrariamente a quanto si pensa per via della maggiore diffusione dell´economia sommersa, il picco dell´evasione si raggiunge nel Settentrione. La regione che sottrae più ricchezza ai fini dell´Irpef è il Veneto, che nasconde in media il 22,4 per cento dei suoi redditi, la più virtuosa è la Sardegna dove l´evasione si contiene al 13,7%. Fra i due estremi, c´è il ritratto di un Paese che si attrezza in mille modi per ingannare il fisco quando il contribuente non versa la …