Giorno: 1 ottobre 2011

Scuola: Ghizzoni (Pd), ci sono altri dati occultati dal Miur: forse per evitare altre brutte figure?

“La decisione del ministero dell’Istruzione di non comunicare i dati su promossi e bocciati nell’ultimo anno scolastico è un’altra trovata dell’ormai ex portavoce del ministro Gelmini, ancora purtroppo direttore generale del Miur. Pare che la scelta sia dovuta all’imbarazzo di comunicare la flessione in percentuale dei bocciati: giustificazione bislacca poiché il dato dimostrerebbe al contrario che i nostri studenti migliorano, ma il ministro continua purtroppo a confondere il rigore con le bocciature. Lo ha dichiarato Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd della commissione Cultura della Camera. “La notizia ci fa presumere, inoltre, che – prosegue Ghizzoni – ci sia sempre Zennaro dietro all’occultamento illecito dei dati statistici dell’istruzione perpetrato negli ultimi tre anni: in particolare, non sono più pubblicati sul sito, come invece è sempre accaduto, i dati sugli orari scolastici settimanali. In altre parole da tre anni ignoriamo esattamente quante siano le classi a tempo pieno, quante quelle a 30 e a 24 ore, novità introdotta dalla Gelmini nel 2009-2010 con il ritorno al famigerato maestro unico. Questi sono dati statistici che devono essere comunicati dalle …

1.210.406 firme

Il referendum contro il Porcellum totalizza numeri da record Il referendum contro il Porcellum totalizza numeri da record: 1.210.406 firme. Nella storia delle consultazioni referendarie ha fatto meglio solo la campagna del 1993, quando vennero raccolte 1.370mila firme, ma nel doppio del tempo. «Un trionfo», commenta l’ex premier Romano Prodi, che, accompagnato da Parisi, è stato fra i primi a firmare, in comune a Bologna. Partito in salita nel cuore del caldo agostano, con poche risorse, poco tempo e molto ottimismo della volontà, il referendum è passato in un mese e mezzo dalla speranza di arrivare almeno a 560mila firme a qualcosa di più del raddoppio: «Un miracolo popolare», dice il presidente del comitato Andrea Morrone. A Santi Apostoli esultano: «Questa cifra è lo specchio della rabbia e della speranza dei cittadini, che hanno così sottoscritto una domanda – dice Parisi – chi deve dare risposte è bene che le dia, sono sei anni che le aspettiamo». da Europa Quotidiano ****** “Il Pd fa i conti con la valanga”, di Rudy Francesco Calvo A destra, …

PD: "Confronto subito con imprese e forze sociali"

Marcegaglia presenta “Progetto imprese per l’Italia”. Bersani: “Alcuni punti vanno in direzione delle nostre proposte, come quella sul fisco”. Letta: “E’ chiaro che non è l’attuale governo ad essere in grado di affrontare le priorità”. “Con le imprese siamo pronti a confrontarci già nei prossimi giorni con il nostro progetto”, ha detto il Segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, durante la riunione con i segretari provinciali del partito, in risposta al “Progetto delle imprese per l’Italia”, presentato dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. “Alcuni dei punti che hanno esposto oggi, a partire da quello sul fisco, vanno nella stessa direzione di quanto abbiamo presentato anche nei nostri emendamenti”. “Bene il manifesto delle imprese. E’ un testo in larga parte condivisibile che indica obiettivi ambiziosi e parte da una giusta analisi dei problemi dell’Italia e delle risorse a cui attingere per ripartire”: Così il vicesegretario del PD Enrico Letta. “E’ chiaro – ha continuato – che non è l’attuale governo ad essere in grado di affrontare quelle priorità. Noi siamo pronti al confronto e alla sinergia …

"Amari Inganni", di Michele Ainis

In Italia capita che l’ovvio suoni come una bestemmia in chiesa. O perlomeno nella chiesa in cui dice messa la politica, certa politica. Quella che a sua volta contrabbanda come verità lapalissiane il diritto a battersi per il libero Stato di Padania (Bossi) o le virtù mirabolanti d’una legge elettorale definita addirittura Porcellum. Ha fatto male il capo dello Stato a smascherare questo doppio inganno? No, ha fatto bene: a lungo andare il silenzio si trasforma in connivenza. Costituzione alla mano, l’inganno vale innanzitutto per la presunta secessione del presunto popolo padano. Perché l’Italia è «indivisibile», dice l’articolo 5; e quindi l’unità del nostro territorio rappresenta un limite assoluto alla revisione costituzionale. Significa che non possiamo cambiare la Costituzione per dividere il Paese in due come una mela, nemmeno usando le procedure dettate dalla Costituzione. A meno che non decidessimo di gettare nel cestino dei rifiuti l’intera Carta del 1947, sostituendovi delle cartoline, tante quanti gli staterelli che precedettero l’Unità. Ma allora servirebbe una guerra, una rivoluzione. E soprattutto servirebbe il responso della storia, l’unica …

"Un fossato tra il Paese e il governo", di Luigi La Spina

Ancora una volta, la grande sensibilità ed esperienza politica del Capo dello Stato ha individuato il problema più grave dell’Italia d’oggi: il distacco e la profonda sfiducia dei cittadini nei confronti di chi li governa. Così va intesa la sollecitazione di Giorgio Napolitano a una riforma elettorale che restituisca al popolo il giudizio sui propri rappresentanti alle Camere e tolga alle segreterie dei partiti il potere assoluto di nominarli in Parlamento. Ma anche la sua nuova, durissima condanna di chi, di fronte ai veri problemi del nostro mondo globalizzato, favoleggia soluzioni fuori dalla realtà, come quella della secessione padana. Quest’estate che sembra non voler più finire ha acuito l’impressione dell’assoluta solitudine degli italiani rispetto alla loro classe politica. Preoccupati per la sorte dei loro risparmi, per il futuro dei loro figli, per il clima di disorientamento che si diffonde, tra annunci di imminenti catastrofi e rassicurazioni assai poco credibili, avvertono la sconcertante sordità del loro governo e la desolante impotenza della loro opposizione. La sensazione è quella di un Paese abbandonato a se stesso, aggrappato …

"Ricercatori, l'Italia si ostina a non adottare criteri europei", di Fulvio Esposito* ed Enrico Alleva**

A quattro anni dalla prima approvazione del suo regolamento da parte del secondo governo Prodi, l’Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca (Anvur, auspicata da anni dalla commissione lincea per la ricerca presieduta dal noto fisico Giorgio Parisi) sta faticosamente cercando di muovere i primi passi, all’ultimo piano del Miur di Piazzale Kennedy. E fra i suoi innumerevoli compiti, l’unico – purtroppo- che stimola attenzione e dibattito nel mondo rumoreggiante dell’università e ricerca sembra al momento solo quello delle regole per accedere ai «posti fissi» di professore universitario. Il dibattito, divenuto ormai una contrapposizione quasi-ideologica fra fazioni, è fra chi, come forse la dirigenza Anvur sostiene che per valutare l’idoneità dei candidati a ricoprire la posizione di professore associato o ordinario si debba far ricorso a parametri quantitativi (peraltro largamente usati a livello internazionale) e chi sostiene l’inadeguatezza o addirittura, specialmente per alcune aree del sapere, l’inapplicabilità di tali parametri. Quotidiani importanti ne van facendo materia di editoriale. Ancora una volta, il sistema italiano dell’ università e della ricerca si ostina a ignorare …