Giorno: 9 Ottobre 2011

«Perché ci "riprendiamo" la Biblioteca Nazionale», da unita.it

«Il nostro è un paese dove si legge poco. Il nostro è un paese dove due milioni di persone sono totalmente analfabete. Il nostro è un paese dove cinque milioni di persone sono semianalfabete. Il nostro è un paese dove non si promuove la lettura. Il nostro è un paese dove le biblioteche sono considerate un consumo culturale e non un servizio necessario. Noi la pensiamo diversamente». Dentro il “noi” di questo manifesto ci sono i nomi e le storie e le facce dei lavoratori della cultura, degli occupanti del Teatro Valle di Roma, dei lavoratori della Biblioteca Nazionale, e degli intellettuali-artisti-scrittori che si sono raccolti attorno alla sigla TQ (ovvero la generazione trenta-quarantenni). Ognuno di loro, in questi mesi, ha elaborato una serie di riflessioni sullo stato della cultura nel nostro paese. Con riunioni pubbliche, manifesti e occupazioni di cui adesso proveranno a tirare le fila in un’assemblea pubblica alla Biblioteca Nazionale di Roma. L’appuntamento è martedì 11 ottobre. Tra i relatori: Tullio De Mauro, professore di linguistica; Antonella Agnoli, bibliotecaria, autrice de “Le …

"Gelmini e la strategia dello scaricabarile", di Manuela Ghizzoni

E’ cosa nota che Tremonti non goda più del primato all’interno del Consiglio dei Ministri che fino a non molti mesi fa lo rendeva primus inter pares. Ma, stando all’intervista odierna della Gelmini, siamo al capro espiatorio: davvero la ministra è stata solo comprimaria nella decisione dei tagli alla scuola? Questa capitis deminutio del propria ruolo è tipica della strategia del “si salvi chi può”, ma non riesce a convicerci del fatto che la ministra si limitasse semplicemente a recitare la parte della fustigatrice della scuola “presunta lassista e post-sessantottina”, da punire con il taglio del personale docente e ATA, con la riduzione del tempo di istruzione, con la retorica della meritocrazia da sostituire alla promozione delle pari opportunità, con la trasformazione della scuola da motore per il progresso personale e del Paese in perpetuatore della condizione di nascita e delle differenze sociali (ne sono esemplare testimonianza i quiz per la prova di preselezione dei dirigenti scolastici: provare per crede!). Ma è altrettanto vero che dall’intervista appare l’idea di un ministro che “governa per caso”, …

""Non consegnerò l'Expo alla mafia” Pisapia cambia le regole degli appalti", di Alberto Gaino

Il primo appalto di Expo 2015, 90 milioni di euro per la pulizia dei terreni, è stato vinto con un ribasso del 47% sulla base d’asta. La cosa mi ha molto colpito: o ci si è sbagliati nella valutazione dei costi del lavoro o l’offerta vincente è stata davvero anomala. Ne ho parlato con Sala, l’ad di Expo, e abbiamo deciso di cambiare le regole dei bandi di gara». Al seminario sulle «Mafie al Nord» organizzato a Torino da Libera, Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, porta la sua preoccupazione per la penetrazione della criminalità organizzata negli appalti per le grandi opere, in cima alle quali, ora, c’è l’Expo. Per riscrivere le regole degli appalti si è affidato ad un pool di esperti. Ma ci sono anche altri piani su cui Pisapia vuole lavorare. «Stiamo approntando una task force – dice ancora che incroci tutti i dati disponibili per arrivare alle ricchezze che non hanno spiegazioni. Le ultime normative consentono ai Comuni di incassare il 100% delle multe per evasione fiscale cui si sia pervenuti sulla …

"La vergogna dell'armadio (della vergogna)", di Paolo Fallai

Non può esserci pace senza giustizia. E sarebbe una verità quasi banale, se non vivessimo in un Paese che, da decenni, si sforza con ogni mezzo di negarla. È tornato in libreria, con una nuova edizione, il libro di Franco Giustolisi, che ne è diventato l’assioma: L’armadio della vergogna (Beat, pagine 383, 9). La storia che Giustolisi racconta è semplice e terribile: fra il 1943 e il 1945 decine di migliaia di civili, tra loro bambini, donne, vecchi, vennero uccisi nel corso di 2.273 stragi compiute dai nazisti e dai fascisti. Avete capito bene: 2.273 stragi, in una geografia dell’orrore che non risparmia un angolo d’Italia. In questo lugubre elenco vi sono nomi conosciuti, come Stazzema, Marzabotto Fivizzano, Fossoli, Cefalonia, accanto a un elenco impressionante di località grandi e piccole che si fa fatica a trovare anche sulla carta geografica. Giustolisi, giornalista e scrittore, ricostruisce come dopo la Liberazione, molti dei responsabili di questi orrendi massacri vennero individuati. E di come siano stati aperti centinaia di fascicoli in vista di processi che avrebbero dovuto punire …

"Per le elezioni ci vorranno regine di spada", di Mariella Gramaglia

Avete presente la lampo? Due strisce di tessuto diverse munite di dentini che si ingranano per chiudere rapidamente una borsa o un vestito. E’ un’immagine cara alle promotrici delle pari opportunità nella politica. Lo chiamano zipper system. Un uomo e una donna si alternano in liste plurinominali in modo da formare un’offerta politica in cui nessun sesso predomini sull’altro. Se ne discute in tutti i Paesi dell’Unione Europea e in molti si applica, o per legge, oppure perché è previsto dagli statuti interni dei partiti. Oggi per noi in Italia sorge un problema nuovo: la rilevanza dell’aggettivo plurinominale che accompagna inevitabilmente lo zipper system. Un milione e duecentomila italiani (maschi e femmine) si sono appena entusiasticamente recati a firmare un referendum che ci farà tornare per una quota rilevante dei seggi (75%) al sistema uninominale. Se la Cassazione riconoscerà la validità delle firme, se la Corte Costituzionale riterrà legittimo il quesito, se il Parlamento non cambierà la legge, se non ci saranno le elezioni anticipate, avremo infine il nostro candidato unico di collegio. Ovviamente anche …

SCUOLA:Ghizzoni (Pd); la Gelmini si esercita nell'arte dello scaricabarile

“E’ un segno del crepuscolo del centrodestra”. “La Gelmini si eserciti pure in questo crepuscolo del centrodestra nell’arte dello scaricabarile, ma non prenda in giro il mondo della scuola e tutti gli italiani. Nei suoi anni di gestione del ministero la scuola italiana non si è affatto modernizzata e non è stato di certo premiato il merito”. Lo dichiara Manuela Ghizzoni, capogruppo pd in commissione Cultura della Camera. “E non giochi con i numeri la ministra. I tagli ci sono stati, eccome. Solo per fare degli esempi dopo aver letto la sua odierna intervista, sono state tagliate di ben cento milioni nel 2012 le borse di studio. Anche tutti gli investimenti sono stati colpiti mortalmente. E quando dice di cercare quattrocento milioni per l’edilizia scolastica, perchè non spiega dove sono finiti il miliardo di euro stanziato dal Cipe nel 2009”. “Sarebbe auspicabile un sussulto di dignità, ma la Gelmini non sembra offrirlo, persino quando parla del caso Zennaro scarica tutto sulla Corte dei conti, come se non fosse stato uno dei suoi uomini di fiducia.” …

"Scuole a pezzi, ma Gelmini resta nel fanta-tunnel", da unita.it

Il Cipe ‘strilla’ Matteoli e Gelmini: ritardo sui lavori già decisi per l’edilizia scolastica per 116 mln di euro. Ghizzoni, Pd: «Auto-bocciatura». La delibera in Gazzetta. scuole e calcinacci. In tempi di crisi economica, l’Italia può permettersi di ritardare lavori già decisi e programmati come quelli per l’edilizia scolastica? Oggi la Gazzetta Ufficiale pubblica una deliberazione del Cipe del 5 maggio scorso, firmata addirittura dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, relativa al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. «Con riferimento al primo programma stralcio – si legge nella deliberazione del Cipe – risulterebbero non avviati interventi per un valore di 18,5 milioni di euro, pari all’11% dell’importo complessivo, a causa soprattutto di ritardi relativi all’autorizzaziopne e alla sottoscrizione dei relativi contratti di mutuo. Con riferimento al secondo programma stralcio – prosegue il Cipe – si sono riscontrate situazioni di ritardo del tutto analoghe, con interventi non avviati per un ammontare di 97,8 milioni di euro, pari al 32% dell’importo complessivo». Sul terzo programma stralcio che prevede interventi per 300 milioni di …