Giorno: 11 ottobre 2011

Finalmente Sud! Il 29 e 30 ottobre a Napoli

Programma di formazione per 2000 giovani del Mezzogiorno. Bersani: “Sfida innovativa per politica italiana” Prende avvio a Napoli, il 29 e 30 ottobre, ‘Finalmente Sud’, un programma di formazione politica per 2000 giovani meridionali che avrà la durata di un anno. Questo progetto verrà successivamente esteso dal Mezzogiorno a tutto il territorio nazionale. “E’ la nostra sfida – afferma il segretario del Pd Bersani – per andare in radice sui temi della formazione di una nuova classe dirigente”. I partecipanti saranno giovani sotto i 35 anni, provenienti da Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, Basilicata, Abruzzo, Molise, rappresentanti dei circoli del Pd, amministratori locali, esponenti del mondo dell’associazionismo. E’ un progetto innovativo per la politica in Italia che darà vita ad una grande Rete di E-collaboration. Ogni singolo partecipante apparterrà contemporaneamente al gruppo dei 2000, a quello dei giovani provenienti dalla stessa regione, a quello della propria provincia, al gruppo dell’area tematica scelta. Il progetto sarà articolato in particolare su tre assi di lavoro, la legalità, l’unità del Paese, l’area euro mediterranea e su sei grandi temi: …

Scuola, Ghizzoni (Pd): dati confermano fallimento Governo su precarietà

“Dopo un ritardo imbarazzante escono solo alcuni dati sulla scuola. Due elementi colpiscono: il primo riguarda il precarieto il secondo i tanti dati che ancora restano secretati. Riguardo l’andamento delle presenze dei docenti precari che, nel 2010-2011, assommano a 115 mila unità pari al 14,9 del totale, dato questo percentualmente identico a quello registrato nell’anno scolastico 2005-06 ciò nonostante il taglio di 67 mila posti negli organici. Difficile vederci la riduzione del tasso di precarietà tanto sbandierata dal ministro Gelmini. I dati che mancano all’appello riguardano invece il funzionamento della scuola primaria dopo la demolizione operata dalla riforma Gli ultimi dati ufficiali risalgono al 2007-08 quando su un totale di 2.275.310 studenti 669.101 frequentavano classi di 40 ore settimanali a tempo pieno (due insegnanti con 8 ore di compresenza); 430.770 frequentavano classi con un orario settimanale variante dalle 31 alle 39 ore con mensa (i cosiddetti Team); 53.311 frequentavano classi da 31 a 39 ore senza mensa; 1.303.473 frequentavano classi con un orario variante tra le 28 e le 30 ore settimanali e 118.665 frequentavano …

"Cari studenti non mistificate: ecco le proposte Pd sull'università", di Marco Meloni*

Ho letto con attenzione il vostro appello “Comprendere la crisi, pretendere democrazia”, con cui annunciate una mobilitazione che, a partire dalla protesta contro la legge Gelmini e i tagli praticati dal governo in questi anni ai danni dell’università e della ricerca, si rivolge alla “crisi economica, sociale e democratica” che pesa drammaticamente sul nostro Paese – e che colpisce in particolare le generazioni più giovani – attraverso quattro giorni di iniziative che dovrebbero avere ad oggetto il coinvolgimento democratico attorno all’attuazione negli atenei della Legge 240 e le “lezioni sulla crisi”, facendo della conoscenza un bene comune che si propone di uscire dall’istituzione accademica e di fornire strumenti di comprensione della crisi medesima. Considero questo approccio del tutto condivisibile, tanto che noi del Partito Democratico abbiamo cercato di attuarlo, in diversi modi. Nella nostra attività parlamentare, anzitutto: tra i nostri emendamenti che miravano a migliorare un provvedimento che pur abbiamo contrastato in radice – sia nel merito, trattandosi di una falsa riforma che centralizza e burocratizza il sistema universitario, e verticalizza il governo degli atenei, …

Premier in aula, ma il governo va ko L'opposizione: "E' finita, salga al Colle"

La bocciatura a Montecitorio sul bilancio davanti gli occhi di un Berlusconi allibito che però minimizza: “Problema tecnico che si può risolvere”. Assenti Bossi e Tremonti. Dai banchi delle opposizioni si alza l’urlo “dimissioni, dimissioni”. Fini: “Evidenti implicazioni politiche”. Cicchitto: “Ora dobbiamo verificare se c’è fiducia”. La presenza in Aula di Silvio Berlusconi non è bastata ad evitare una pesante sconfitta dagli esiti imprevedibili. L’esecutivo è stato battuto infatti oggi pomeriggio a Montecitorio sull’assestamento del bilancio 2010. L’articolo 1 del rendiconto è stato bocciato con 290 a favore e 290 contro. La maggioranza richiesta era di 291 “sì”. Assenze pesanti. Alla votazione non ha partecipato il ministro Tremonti, rimasto sull’ingresso dell’Aula, scatenando la rabbia dei parlamentari del Pdl. “Non c’è stata nessuna motivazione politica”, si è poi giustificato. Assente anche Bossi, rimasto a parlare con i cronisti in Transatlantico. Presente invece il premier, che una volta resosi conto dell’accaduto ha mostrato tutto il suo stupore. Allibito, è rimasto per un po’ seduto al banco del governo, poi ha scambiato qualche parola con i ministri vicini. …

Governo battuto alla Camera con Berlusconi presente

Governo è stato battuto ed è andato sotto su articolo 1 del rendiconto generale del bilancio dello Stato. Presenti alla Camera Berlusconi e tutto il governo. Napolitano chiede chiarimenti. Bersani: “Dopo la decisione della Giunta per il Regolamento e il messaggio del Presidente della Repubblica, l’unico chiarimento possibile sono le dimissioni del Governo” Franceschini: “Prenda atto che la sua maggioranza non c’é più”. E’ la 91esima volta che il governo viene battuto dall’inizio della legislatura A seguito della bocciatura del governo sull’articolo 1 del rendiconto generale dello Stato è intervenuto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano con una nota ufficiale del Quirinale: “Il voto di ieri ha riflessi istituzionali, serve una risposta credibile di premier e Parlamento” Intanto la giunta per il regolamento riunita per valutare come procedere dopo il voto parlamentare, ha ritenuto che “il rendiconto generale dello Stato non può andare avanti nell’iter parlamentare perché la bocciatura dell’articolo 1 preclude i restanti articoli. Quindi l’iter del rendiconto può essere considerato concluso”. Immediato il commento del segretario del PD, Pier Luigi Bersani: “Dopo la …

Letta e Franceschini «Guai a logorare Bersani, serve unità», di simone collini

Il capogruppo alla Camera: «Basta con la stagione dei leader logorati ». Il vicesegretario: «Sono tempi difficili, ora serve unità, a rischio l’esistenza del Pd». Fioroni: «Non siamo gli Sgommati che dicono “Bersani a casa”». Se li hanno invitati sperando in un riposizionamento, sono rimasti delusi. I Modem hanno chiamato Enrico Letta e Dario Franceschini dopo la Direzione Pd della scorsa settimana, quando vicesegretario e capogruppo alla Camera si sono espressi senza see senza ma sulla necessità di un governo di transizione. I due sono andati alla convention organizzata da Movimento democratico e sono anche intervenuti, ma né l’esponente della maggioranza del partito né quello della minoranza di Area democratica (che da mesi si muove in asse con Bersani) hanno offerto molte sponde alla minoranza guidata da Walter Veltroni, Paolo Gentiloni e Beppe Fioroni. LA DEADLINE DI NATALE Franceschini sottolinea la necessità di lavorare attivamente per dar vita, qualora si aprisse una crisi di governo, a un esecutivo di transizione: «È unatto di responsabilità nei confronti del Paese». Ma il capogruppo del Pd alla Camera …

"La Corte dei conti "gela" la riforma fiscale. "Non ha copertura, tassare beni reali"", da repubblica.it

Il giudizio del presidente dell’organismo di controllo contabile davanti alla commissione finanze: “I tagli lineari alle agevolazioni avrebbero effetti recessivi. Bisogna cercare altre fonti che non penalizzino lavoro e imprese”. E sul condono: “Scelta politica, ma guardare ai precedenti”. La Corte dei conti “gela” la riforma fiscale “Non ha copertura, tassare beni reali” Il premier Silvio Berlusconi ROMA – La Corte dei conti boccia la riforma fiscale: non ha copertura finanziaria, anche perché parte delle entrate sono state usate dal decreto di agosto. Bisogna quindi tassare beni “personali e reali”, evitando i tagli lineari alle agevolazioni che “sarebbero recessivi” e “si concentrerebbero soprattutto su coloro che già pagano l’imposta e, più specificamente, sui contribuenti che si collocano nelle classi di reddito meno elevate”. Lo ha detto il presidente della Corte, Luigi Giampaolino, parlando davanti alla commissione Finanze della Camera. Secondo Giampaolino, il ddl delega al governo per la riforma fiscale e assistenziale “risulta ormai spiazzato dagli eventi che hanno riportato in primo piano le esigenze di rigore” e le “incertezze” che lo caratterizzano sul fronte …