Giorno: 21 ottobre 2011

"Niente più doppio incarico per i parlamentari-sindaci", di Nicoletta Cottone

Niente più doppio incarico per i parlamentari-sindaci. La Corte Costituzionale, decidendo sul caso Stancanelli, senatore del Pdl e sindaco di Catania, ha bocciato la legge 60/1953 nella parte in cui non prevede l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di un comune con più di 20mila abitanti. Con la sentenza 277/2011, (presidente Alfonso Quaranta, giudice redattore Paolo Grossi), è stata, dunque, dichiarata «l’illegittimità costituzionale degli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 15 febbraio 1953, n. 60 (Incompatibilità parlamentari), nella parte in cui non prevedono l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti». La vicenda nasce dal ricorso di un elettore A sollevare la questione dinanzi alla Consulta è stato il Tribunale civile di Catania, al quale un elettore, Salvatore Battaglia, aveva fatto ricorso. Candidatosi a sindaco di Catania nel giugno del 2008, quindi dopo essere stato eletto due mesi prima senatore del Pdl, Raffaele Stancanelli aveva mantenuto il doppio incarico. Vale per tutti i parlamentari divenuti sindaci di grandi città …

Dopo Gheddafi

L’epilogo di sangue deve diventare oggi il prologo di una nuova stagione che mette in capo al governo transitorio la grande responsabilità della ricostruzione materiale, civile e politica. E quella della necessaria pacificazione. Le crude immagini dell’esecuzione del colonnello Gheddafi chiudono la prima fase della rivoluzione/guerra di Libia. Si tratta di un epilogo tragico, purtroppo ampiamente prevedibile dopo gli inviti del Segretario di Stato americano Hillary Clinton di 48 ore fa a prendere il Rais “vivo o morto” e dopo la scelta del CNT di mettere una taglia cospicua sulla testa dell’uomo. Avremmo preferito un Tribunale Internazionale dove giudicare il dittatore responsabile di tanti massacri, ma il gorgo della violenza generata ha scelto la scorciatoia della giustizia sommaria. E non ci sono piaciute – senza amore di polemica spicciola – le dichiarazioni di alcuni esponenti del governo italiano, passati con indifferenza dal baciamano allo sberleffo, secondo la peggiore delle tradizioni patrie. L’epilogo di sangue deve diventare oggi il prologo di una nuova stagione che mette in capo al governo transitorio la grande responsabilità della ricostruzione …

La politica non negozia i valori ma la convivenza

Confronto pubblico tra Bersani e monsignor Fisichella. Bersani ai cattolici: “Serve accumulo di risorse morali, non un partito. Facciamo un’agenda italiana sui temi etici”. “La politica non deve negoziare i valori etici o religiosi ma deve dare soluzioni concrete ai problemi, occupandosi della ‘convivenza’ ed evitando scelte ‘divisive’ che nuocerebbero a un Paese già spaccato”. Lo ha detto il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani, durante un confronto pubblico con monsignor Rino Fisichella. Al confronto, svoltosi in via della Conciliazione, era presente il direttore dell’Osservatore Romano, Gian Maria Vian, e numerosi prelati che hanno applaudito Bersani. Il tema del confronto era la “laicità e Vangelo”, e prendeva spunto dal recente libro dello stesso monsignor Fisichella dedicato alla nuova evangelizzazione. Bersani ha convenuto sul fatto che “la laicità non è semplice neutralità perchè senza alcuni valori comuni non esisterebbe convivenza. E il primo di questi valori comuni – ha spiegato – è che l’uomo non è solo natura, l’uomo non è solo un grumo di cellule”. Toccando poi i temi bioetici Bersani ha aggiunto: “Sono convinto …

"Per non dimenticare", di Maria Cecilia Guerra

L’avevamo chiamata legge “ad aziendam” e questa definizione è stata fatta propria dalla stampa. Ci riferivamo alla norma contenuta nel decreto legge “incentivi” (n. 40/2010), che permetteva una rapida definizione delle controversie tributarie pendenti da oltre dieci anni per le quali l’amministrazione finanziaria fosse risultata soccombente nei primi due gradi di giudizio. Il contribuente poteva estinguere la controversia che lo riguardava, pagando un importo pari al 5 per cento del suo valore (riferito alla sola imposta oggetto di contestazione in primo grado, senza tenere conto degli interessi, delle indennità di mora e delle eventuali sanzioni). L’avevamo chiamata “ad aziendam” perché le condizioni richieste per accedere alla sanatoria si attagliavano alla perfezione a un importante contenzioso pendente in Cassazione che riguardava la Mondadori. L’imposta dovuta dall’azienda editoriale era pari a 173 milioni. Se si aggiungono interessi, indennità di mora e sanzioni, si trattava, secondo la stampa, di una somma di circa 350 milioni di euro. Grazie alla norma citata la controversia si è chiusa con il pagamento di 8,6 milioni. Marina Berlusconi, Presidente di Mondadori ha …

"Il corpo e la giustizia", di Luigi Manconi

Guai ad assumere atteggiamenti di superiorità morale. Da sempre sappiamo che i processi di liberazione da regimi dispotici, tanto più quando questi si incarnano in tiranni amati/odiati, portano con sé uno strascico di rancore torvo e una voglia acre di rivalsa. «La rivoluzione non è un pranzo di gala», appunto e, tra i miti fondanti della nostra Repubblica democratica, c’è anche il rito atroce di Piazzale Loreto. Al quale, peraltro, non era facile sottrarsi (e io, per primo, non so dire se mi sarei sottratto). Ma proprio per questo, perché è questione che riguarda noi tutti e la nostra fragile identità umana – dunque, il suo degrado sempre possibile – alcune cose vanno pur dette. Non sappiamo se Muammar Gheddafi sia stato giustiziato: se sia stato, cioè, sottratto al giudizio di un tribunale legale (questo significa il “giustiziare”, con un ribaltamento del senso delle parole così consueto nelle questioni di diritto) per essere consegnato a una esecuzione spietata a opera dei suoi nemici. E al colpo di grazia (ancora una volta le parole possono essere …

"Galassia Black Bloc. I padroni violenti delle piazze", di Paolo Griseri e Francesco Viviano

Sotto i vestiti neri si nascondono 2000 violenti. Vengono dai centri sociali, dal neofascismo, dagli stadi. Ecco la mappa regione per regione. Centri sociali, neofascisti, ultras In un documento inedito dei Servizi la mappa dall´Alto Adige alla Sicilia dei duemila black bloc che hanno messo a ferro e a fuoco Roma e che domenica potrebbero riversarsi in Val di Susa. Non teppisti casuali ma una formazione pronta a colpire. Il nocciolo duro del movimento è composto da gente che pianifica i propri blitz. Si aggiunge un ristretto gruppo di attivisti provenienti in particolare dalla Francia. Non hanno un´identità definita, nascono dalla rabbia e dai tam tam del Web. Sono poco meno di 2000. Il fondo della bottiglia. Hanno un nome e un cognome. Tutti nello stesso elenco, divisi tra destra e sinistra come se davvero in quella violenza si potesse fare una distinzione così netta. In fondo alla lista il totale dice 1.891, distribuiti in tutta la penisola, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia. Vivono nei centri sociali o nelle curve degli ultras. Occasionalmente in …

"ll compromesso fa tutti felici ma il premier esce indebolito", di Marcello Sorgi

La scelta di Ignazio Visco come nuovo governatore di Bankitalia chiude con un compromesso una vicenda trascinatasi oltre ogni limite di tollerabilità. Come vicedirettore generale, Visco rappresenta infatti la candidatura interna a lungo invocata da via Nazionale e sostenuta cautamente dal Quirinale, e inoltre scontenta simmetricamente sia Berlusconi che Tremonti, il primo attestato ieri sul nome di Lorenzo Bini Smaghi, il membro del direttorio della Bce di cui Sarkozy chiede in modo sempre più pressante le dimissioni, per far posto a un francese dopo l’uscita dal vertice di Trichet, e il secondo sdraiato sul nome del direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli. La terna di cui per mesi s’era detto che era composta da candidati ultraqualificati, che avrebbero comunque consentito una scelta serena, e stata scartata in blocco. A ciascuno dei tre ha nociuto apparire come il prescelto di uno degli attori in campo: Saccomanni di Draghi, e per questo avversato da Tremonti, Bini Smaghi di Berlusconi e Letta, contro il parere del Consiglio superiore della Banca d’Italia, che ieri tra l’altro ha stigmatizzato ufficialmente …