Giorno: 23 ottobre 2011

"Obbligo di fazzoletto verde, la Lega vigila Task force per segnalare i «reprobi» senza cravatta o pochette padana", di Marco Cremonesi

Il diavolo, si sa, si nasconde nel dettaglio. E la cravatta verde — anzi: la sua assenza — può diventare un utile strumento per individuare l’eresia. E così, nel Carroccio senza pace, ecco che anche il più classico degli accessori maschili diventa l’occasione per un esame della «padanità» dell’esaminato. Alcuni dei dirigenti leghisti più vicini al clan di Gemonio, da qualche tempo si sono messi a monitorare le trasmissioni televisive in cui compaiono esponenti del Carroccio. Perché troppi di loro si presentano in televisione — e cioè, pubblicamente — senza la doverosa cravatta verde d’ordinanza, con o senza «Sole delle Alpi». Un’assenza che può essere tollerata soltanto in presenza, almeno, di un fazzoletto da taschino di tinta adeguata a ricordare il sogno. La cosa non è ufficiale. Non ci sono comandamenti di partito che abbiano disposto lo screening delle partecipate televisive del Carroccio sotto il profilo dell’abbigliamento. Eppure, chi raccoglie segnalazioni sull’abbigliamento dei leghisti in tivù esiste. I primi reprobi individuati negli ultimi giorni sono l’europarlamentare milanese Matteo Salvini, il deputato Gianni Fava da Mantova, …

"Gelmini, l'ultima corbelleria", di Giuseppe Caliceti

Anche il Ministro all’ Istruzione, come stanno facendo diversi politici del Pdl, in queste settimane ha cercato di smarcarsi da Berlusconi ammettendo, per la prima volta, di aver fatto forse troppi tagli alla scuola. Ma non ha perso il vizio di dire corbellerie. Anche il Ministro all’ Istruzione, come stanno facendo diversi politici del Pdl, in queste settimane ha cercato di smarcarsi da Berlusconi ammettendo, per la prima volta, di aver fatto forse troppi tagli alla scuola. Ma non ha perso il vizio di dire corbellerie. L’ultima riguarda l’esame di terza media. Ha espresso la volontà di semplificarlo affidando ai test dell’Invalsi il compito di accertare gli apprendimenti di matematica e di inglese. E lasciando ai singoli istituti la formulazione dello scritto di italiano e del colloquio orale. Peccato che non sia chiara la tipologia delle prove, nè per testare il raggiungimento di che cosa. Una cosa è fare test a fini statistici, un’altra con finalità valutativa: ma per Gelmini pare non ci sia differenza, la valutazione di alunni e studenti assomigliano in modo preoccupante …

"La paga d'oro dei politici siciliani Fino a 10 mila euro per consigliere", di Gian Antonio Stella

«M’ assettu o cunsigghiu e soddi ggià pigghiu», dice una canzone ironica del cantastorie Antonino Caponnetto, in arte BriganTony: mi siedo al Consiglio e soldi già piglio. Tanti, in certe realtà. Fino ai numeri da capogiro di Agrigento o di Palermo, dove un consigliere comunale può arrivare, pare impossibile, a diecimila euro al mese. Lo spiega, in una lettera a Raffaele Lombardo e all’assessore regionale al bilancio Gaetano Armao, l’avvocato agrigentino Beppe Arnone, storico avversario degli abusivi, da sempre vicino a Legambiente. Il sistema delle indennità ai sindaci e agli assessori, come testimoniano i dati dell’Anci, è un caos. Certo, esistono regole di base. Ma poi le disparità da regione a regione possono essere abissali. Per capirci, il sindaco di Bolzano è di gran lunga il più pagato d’Italia, quello di Bressanone prende quasi 1.000 euro in più di quello di Milano e quello di Merano, proporzionalmente agli abitanti, guadagna 77 volte più di Gianni Alemanno. Il nodo di fondo è che le regole generali sono ignorate nelle Regioni a statuto speciale. Dove il diritto …

Il Pd al tempo dei giovani «Unito e con più coraggio», di Maria Zegarelli

A Bologna parte la kermesse di Serracchiani e Civati. «Primarie per i parlamentari, lotta per la legalità e all’evasione, più scuola e una nuova politica». Chi sono? «Innovatori, non rottamatori». Il Pd? «Più coraggioso». Scenografia minimal, niente effetti speciali, il bianco a farla da padrone, unica nota di colore le bandiere del Pd, niente cartelline ma cartoni della pizza per contenere il materiale. Toni sobri e freddo intenso al mattino, che stempera nel pomeriggio, ma sempre piena la tensostruttura in piazza Maggiore a Bologna, dove va in scena la kermesse organizzata da Pippo Civati e Debora Serracchiani, «Il nostro tempo». Sette minuti a testa per gli interventi, ospiti sul palco a coppia e con un tema preciso di cui parlare, una sveglia a dettare i tempi, big e giovani amministratori, dirigenti navigati e esordienti. Quanti sono in platea? Tanti, piene le 1200 sedie, gente in piedi, chi va e chi viene. INNOVATORI NON ROTTAMATORI È una platea che si autodefinisce, attraverso un «instant-pool» innovatrice al 75%, rottamatrice soltanto un po’ (il 5%), che in buona …

"E il Lazio ignora i Beni culturali" di Andrea Carandini*

La legge regionale del Lazio del 13 agosto 2011 sul «piano casa» ha scompaginato la disciplina dell’assetto del territorio per le aree vincolate, ma in base alla Costituzione e al Codice dei beni paesaggistici essa spetta allo Stato e la pianificazione paesaggistica prevede l’accordo fra Stato e Regioni. Al contrario, ad esempio, il piano casa approvato dalla regione Veneto nel 2009 non si applicava ai beni culturali, non ammetteva cambi di destinazione d’uso e imponeva il rispetto degli standard urbanistici. Ministero e Regione Lazio erano giunti a un accordo sul piano paesaggistico, quando, senza alcuna consultazione, all’insaputa del Ministero, è stata approvata questa legge, che contraddice il Codice e vanifica il lavoro di copianificazione fin qui svolto. La nuova legge, infatti, rinvia a generiche intese con il Ministero, ma su singoli interventi, che è altra cosa rispetto all’elaborazione congiunta di un piano organico di interventi, che solo consente quella visione d’insieme, necessaria per progettare il territorio secondo linee di sviluppo compatibili con la tutela paesaggistica. La legge prevede poi che l’individuazione e la riqualificazione delle …

"Pompei crolla ancora. Ma il governo prepara nuove speculazioni", di Luca del Fra

Un nuovo crollo, annunciato. Intanto il governo taglia 5 milioni di Fondi dal “Salva Pompei” e blocca le assunzioni di archeologi e tecnici. Salva invece la possibilità di nuove infrastrutture esterne in deroga. Pompei crolla di nuovo e stavolta con una puntualità che lascia a dir poco storditi, mentre gli scenari si fanno sempre più foschi e s’allungano minacciose le ombre di opache speculazioni che coinvolgono trasversalmente interi pezzi dell’attuale governo. È dell’altro ieri appunto l’ultimo crollo nel sito archeologico flegreo: un muro di circa due metri, realizzato con la tecnica a “Opus incertum” si è parzialmente sbriciolato nell’area nord degli scavi, in zona Porta Nola. Un fatto senz’altro grave poiché è l’ennesimo grano in un rosario di crolli che affliggono Pompeida circa quattro anni con una cadenza mai registrata in precedenza. Tuttavia, è bene precisarlo, non si tratta di un elemento pregiato, ma si inserisce in uno scenario che lascia notevoli perplessità. «È allucinante: dopo miliardi di annunci del governo su Pompei, la situazione è la stessa dell’anno scorso – sbotta Matteo Orfini responsabile …