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25 novembre giornata internazionale contro la violenza alle donne. Napolitano: «La violenza sulle donne vera emergenza mondiale»

La violenza sulle donne è una emergenza mondiale. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, ha rivolto, in un messaggio un caloroso saluto ai partecipanti a tutte le manifestazioni ed agli eventi oggi in programma.

«La Giornata internazionale contro la violenza alle donne – si legge nel messaggio – deve rappresentare un’occasione per riflettere su un fenomeno purtroppo ancora drammaticamente attuale, individuando gli strumenti idonei a combatterlo in quanto coinvolge tutti i paesi e rappresenta una vera emergenza su scala mondiale».

«La conferenza su questo tema tenuta a Roma in occasione del G8 ha fornito dati che valutano in più di 140 milioni le donne vittime di violenze di ogni tipo – afferma ancora Napolitano -. Matrimoni forzati che coinvolgono anche bambine, mutilazioni genitali, stupri generalizzati in contesti di guerra non devono apparirci lontani e a noi estranei. Il dolore di quelle donne, di quelle bambine riguarda tutti noi, anche perché la barbarie della violenza contro le donne non è stata estirpata neppure nei paesi economicamente e culturalmente avanzati. Molto resta da fare in ogni parte del mondo per sradicare una concezione della donna come oggetto di cui ci si può anche appropriare: è infatti la persistenza di questi aberranti schemi mentali a favorire il riprodursi di insopportabili atti di sopraffazione anche in ambito familiare».

«È triste dover ricordare che anche in Italia, nonostante la recente introduzione di norme opportunamente più severe, i casi di violenza, i soprusi e le intimidazioni sono in aumento. Ai necessari interventi di tipo repressivo, da esercitare con rigore e senza indulgenza, si debbono affiancare azioni concrete per diffondere, in primo luogo nella scuola e nella società civile, una concezione della donna che rispetti la sua dignità di persona e si opponga a volgari visioni di stampo meramente consumistico spesso veicolate anche dal linguaggio dei media e della pubblicità. Solo così sarà possibile creare una cultura di autentico rispetto, innanzitutto sul piano morale, nei confronti delle donne».

Il Capo dello Stato ha, altresì, espresso «il più sentito augurio affinché questa giornata possa segnare una tappa significativa non solo per l’azione delle istituzioni ma anche per una più forte sensibilizzazione dell’opinione pubblica».
Il Messaggero 25.11.09

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Donne, giornata contro violenza Napolitano: «Emergenza mondiale»
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, ha rivolto, in un messaggio, un caloroso saluto ai partecipanti a tutte le manifestazioni ed agli eventi oggi in programma. «La Giornata internazionale contro la violenza alle donne deve rappresentare -afferma Napolitano- un’occasione per riflettere su un fenomeno purtroppo ancora drammaticamente attuale, individuando gli strumenti idonei a combatterlo in quanto coinvolge tutti i paesi e rappresenta una vera emergenza su scala mondiale».

«La conferenza su questo tema tenuta a Roma in occasione del G8 ha fornito dati che -ricorda il capo dello Stato- valutano in più di 140 milioni le donne vittime di violenze di ogni tipo. Matrimoni forzati che coinvolgono anche bambine, mutilazioni genitali, stupri generalizzati in contesti di guerra non devono apparirci lontani e a noi estranei. Il dolore di quelle donne, di quelle bambine riguarda tutti noi, anche perchè la barbarie della violenza contro le donne non è stata estirpata neppure nei paesi economicamente e culturalmente avanzati».

«Molto resta da fare in ogni parte del mondo per sradicare una concezione della donna come oggetto di cui ci si può anche appropriare: è infatti la persistenza di questi aberranti schemi mentali a favorire il riprodursi di insopportabili atti di sopraffazione anche in ambito familiare. È triste dover ricordare -sottolinea Napolitano- che anche in Italia, nonostante la recente introduzione di norme opportunamente più severe, i casi di violenza, i soprusi e le intimidazioni sono in aumento».

«Ai necessari interventi di tipo repressivo, da esercitare con rigore e senza indulgenza, si debbono affiancare -esorta Napolitano- azioni concrete per diffondere, in primo luogo nella scuola e nella società civile, una concezione della donna che rispetti la sua dignità di persona e si opponga a volgari visioni di stampo meramente consumistico spesso veicolate anche dal linguaggio dei media e della pubblicità». «Solo così sarà possibile creare una cultura di autentico rispetto, innanzitutto sul piano morale, nei confronti delle donne», aggiunge il presidente della Repubblica che ha, altresì, espresso «il più sentito augurio affinchè questa giornata possa segnare una tappa significativa non solo per l’azione delle istituzioni ma anche per una più forte sensibilizzazione dell’opinione pubblica».
L’Unità 25.11.09

1 Commento

  1. La Redazione dice

    Da L’Unità
    Oggi giornata contro la violenza sulle donne
    ROMA In Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella sua vita è stata vittima della violenza di un uomo. Secondo i dati delùl’Istat, sono 6 milioni e 743mila le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale. Sono alcuni dati che diùmostrano la diffusione della vioùlenza contro le donne: oggi si celeùbra la Giornata mondiale contro questa emergenza e sabato a Roùma ci sarà una manifestazione naùzionale proprio per dire «no» alla violenza sulle donne: il corteo parùtirà da piazza della Repubblica per arrivare a piazza San Giovanùni. Ecco altri dati: tre milioni di donne hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averùla troncata, quasi mezzo milione nei 12 mesi precedenti all’interviùsta.

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    Le donne e i mille volti della violenza
    La giornata mondiale dell’ONU
    di Fabio Roia
    Dal dicembre 1999 l’Assemblea Generale delùl’Onu ha fissato nella data del 25 novembre la Giornata internazionale contro la violenùza contro le donne. Si tratta di capire se celebriamo per convenzione una ricorrenza o se capiamo veramente il dramma di una violenza diffusa e multiforme che si manifesta dall’aggressione alla sfeùra genitale con pratiche di mutilazione alla insidia psicologica di sopraffazione molto meno tribale e da ordinamento evoluto. Vi sono purtroppo molteplici indiùci sociali che portano a ritenere come non sia ancora perfettamente compiuto il processo di reale presa di coscienza del forte disvalore del gesto violento nei confronti della donna. Pensiamo al fenomeno della “velinizzazione” dove il profilo estetico sembra dover prevalere su tutto per consentire un’affermazione delùla persona in certi settori professionali. Come se fosse, la bellezza venduta, un prezzo da pagare al successo. Una violenza sottile. Pensiamo ancora alla difficoltà che incontra il diritto costituzionale alle pari opportunità ad affermarsi nella quotidianità del lavoro, della istituzione, della genitorialità per la presenza di un pregiudizio e di condizioni sociali che impongono ancora la definizione di donna come soggetto debole. L’aggettivazione è ancora una violenza sottile.
    Permane poi, nella cultura maschile, un pensiero di poter disporre comunque della donna. Nella sfera affettiva, sessuale, economica emerge la distorsione del rapporto padronale che tende sempre alla sopraffazione e alla riaffermazione dell’abuso di una situazione di dominio. È la dinamica di chi diventa maltrattante, persecutore, sessualmente violento che si trasforma nella patologia del comportamento tipica della vicenda penale dove la donna parte lesa tende a subire una seconda vittimizzazione. Vittimazione ulteriore che deriva dalla superficialità processuale dell’approccio alla sua storia e dallo scarso riconoscimento, nella sede propria della riaffermazione del suoi diritto alla dignità, alla sofferenza personale. La risposta interistituzionale – di accoglienza, di protezione, di giustizia alla violenza sulla donna è ancora imperfetta. Peraltro nel disegno di legge in materia di estinzione del processo (il cosiddetto “processo breve”), fra i reati esclusi dalla disciplina che porta alla morte della vicenda processuale se la stessa non si consuma in due anni non è ricompreso il delitto di maltrattamenti in famiglia (art. 572 codice penale), quindi proprio quella fattispecie tipica che si applica nei numerosi casi di violenza domestica (fisica e psicologica) consumata in danno delle donne. L’evidente conseguenùza sarà quella di applicare ogni tattica processuale dilatoria – a cominciare dal legittimo rifiuto dell’imputato di scegliere riti alternativi che porti l’imputazione di violenza all’eutanasia giudiziaria. Donne da buttare per legge.
    L’Unità 25.11.09

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