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"Gelmini, l'ultima corbelleria", di Giuseppe Caliceti

Anche il Ministro all’ Istruzione, come stanno facendo diversi politici del Pdl, in queste settimane ha cercato di smarcarsi da Berlusconi ammettendo, per la prima volta, di aver fatto forse troppi tagli alla scuola. Ma non ha perso il vizio di dire corbellerie. Anche il Ministro all’ Istruzione, come stanno facendo diversi politici del Pdl, in queste settimane ha cercato di smarcarsi da Berlusconi ammettendo, per la prima volta, di aver fatto forse troppi tagli alla scuola. Ma non ha perso il vizio di dire corbellerie. L’ultima riguarda l’esame di terza media. Ha espresso la volontà di semplificarlo affidando ai test dell’Invalsi il compito di accertare gli apprendimenti di matematica e di inglese. E lasciando ai singoli istituti la formulazione dello scritto di italiano e del colloquio orale. Peccato che non sia chiara la tipologia delle prove, nè per testare il raggiungimento di che cosa. Una cosa è fare test a fini statistici, un’altra con finalità valutativa: ma per Gelmini pare non ci sia differenza, la valutazione di alunni e studenti assomigliano in modo preoccupante a un sondaggio o a una indagine di mercato. Altra questione: se l’esame di terza media salterà, che valore avranno i voti sulla scheda di valutazione di fine primo quadrimestre? O Gelmini vuole sopprimere anche le pagelle? Secondo mistero. Intanto, di fronte ai tagli epocali e all’epocale pressapochismo ministeriale, si estende la protesta nel mondo della scuola. Sono in guerra contro il governo non solo tanti docenti, studenti e genitori, ma anche gli enti locali. La Cgil emiliana chiede alla Regione di fermare gli accorpamenti delle scuole in maxi-istituti comprensivi, come dettato dalla finanziaria estiva, che distruggerebbero il rapporto con gli studenti, rendendolo sempre più anonimo. Anche perché questa sarebbe materia delle Regioni, non del governo. Insomma, la scuola ridisegnata dalla controriforma Gelmini appare sempre di più quella delle tre D: diseguaglianza, diseducazione, disoccupazione. Una scuola sempre più lontana da quella di cui si parla nella nostra Costituzione.

L’Unità 23.10.11

1 Commento

  1. Filippo Dezza dice

    riprendo l’ultiima frase dell’articolo: la scuola si sta allontanando dal modello costituzionale, proprio ciò che sta succedendo a tutta una serie di altri pilastri della nostra storia. Lavoro, salute, uguaglianza, rispetto della legge, rispetto della cosa pubblica…si sta cambiando la legge regina e nessuno se ne accorge, perchè è in atto un processo lento, subdolo, sottile, con obiettivi non dichiarati ma molto precisi. Dove si taglia di più? nelle due sfere attinenti la persona che nessuna persona si può autonomamente scegliere, la salute e la cultura. Nessuno sceglie se star bene o ammalarsi e nessuno sceglie di ‘acculturarsi’, perchè l’educazione, la formazione, la crescita della persona è un qualcosa a cui nessuno, poco o tanto, si può sottrarre. Di tutto ciò il nostro ministro non sembra rendersi conto; e la scuola annaspa, inventa se stessa ogni giorno, accetta quotidinamente sfide che in nessun altro paese europeo sarebbero anche solo pensabili…ma per fortuna la nostra scuola è fatta da persone in è gamba, attive, pronte a (quasi) tutto pur di salvaguardare quel minimo di dignità in capo ad una professione che dovrebbe essere la più considerata, la più rispettata e la più amata. Ma il fatto è che il nostro ministro nè la considera, nè la rispetta nè tanto meno la ama.
    Io sono un dirigente scolastico e non sono arrabbiato per tutto il caos che il nostro ministro ci sta creando intorno; lo sono perchè non mi sento preso sul serio, perchè l’on. Gelmini crede di avere a che fare con degli imbecilli, facendoci digerire qualunque sciocchezza e pretendendo da parte nostra salti mortali e equilibrismi dialettici per far sembrare buone ed efficaci idee che non stanno nè in cielo nè in terra.
    Bisogna andare avanti a testa bassa, sperando però che questo periodo medioevale finisca, perchè il fondo è molto vicino…poi non resterà più nulla da grattare.

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