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"Più armi e meno aiuti. Processo al governo", di Umberto De Giovannangeli

Dagli Stati generali della cooperazione la denuncia dei fondi tagliati con la manovra Tremonti. L’accusa: «Assurdo stanziare 15 miliardi di euro per l’acquisto di 131 cacciabombardieri F-35».Gli «Stati generali» della Cooperazione, della solidarietà concreta, del pacifismo e del volontariato, processano il Governo del Cavaliere Tagliatore e del Ministro Scure, al secolo Giulio Tremonti. Il «processo» ha avuto luogo ieri mattina presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, A istruirlo è il Cini (Coordinamento Italiano Network Internazionali). Un documentato j’accuse: è quello sviluppato da Maria Egizia Petroccione, coordinatrice del Cini: «Regno Unito, Francia e Svezia hanno aumentato l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (Aps). Germania e Belgio non hanno tagliato le risorse rimarca Petroccione -. La Spagna ha tagliato del 20% ma dispone ancora di 4,2 miliardi di euro a bilancio per l’Aps. Nonostante la crisi economica, i Paesi seri mantengono gli impegni presi».
TAGLIEGGIATORI
Ma l’Italia governata dal Cavaliere non è annoverabile tra i Paesi seri. «In Italia, rileva infatti la coordinatrice del Cini la Legge Finanziaria per il 2011 conferma il totale disinteresse del Governo per la Cooperazione allo Sviluppo e l’esplicita volontà di non rispettare gli impegni internazionali in materia di lotta alla povertà». Mentre i bilanci di tutti i Ministeri si ridurranno in media del 10% e quello degli Affari Esteri del 9%, la Cooperazione allo Sviluppo subirà un taglio del 45%. Sulla legge 49/87 sono ufficialmente disponibili 179 milioni di euro nel 2011, ma al netto di impegni pregressi e delle spese di gestione del Ministero degli Affari Esteri si scende sotto i 100 milioni di euro. La legge 49/87 non ha mai raggiunto livelli così bassi valutati in termini nominali neppure negli anni dei sacrifici di tutti per entrare nell’euro. Il livello di Aiuto Pubblico allo Sviluppo attuale è il più basso dal 1996. Eppure sottolineano le Ong italiane esistono delle soluzioni possibili, lo dimostrano i Paesi che hanno mantenuto gli stanziamenti o li hanno addirittura aumentati, anche in tempo di crisi. «Il Terzo Settore ed i valori che esso rappresenta, sembrano essere sotto attacco da più parti: si tagliano drasticamente i fondi per la Cooperazione allo Sviluppo, si mette un tetto di 100 milioni di euro al 5xmille, riducendo così il gettito del 75%, si aumentano del 500%, da un giorno all’altro e senza alcun preavviso né confronto, le Tariffe postali agevolate, principale veicolo per la diffusione delle informazioni, per la sensibilizzazione e per la raccolta fondi delle organizzazioni della società civile. Per contro, nella stessa Legge di Stabilità troviamo un totale di 24 miliardi di euro per le spese militari e per armamenti», insiste Petroccione. «Le Ong italiane, con il fund raising privato inviano ai Paesi in via di sviluppo il 61% in più di quello di cui dispone la Farnesina», evidenzia Iacopo Viciani, autore del documento. «Adesso in piena crisi, il livello economicamente giustificato sarebbe attorno allo 0,28% del Pil», sostiene il rapporto.
DENUNCIA E PROPOSTA
Eppure esistono delle soluzioni possibili, lo dimostrano i Paesi che hanno mantenuto gli stanziamenti o li hanno addirittura aumentati, anche in tempo di crisi, si tratta solo di scegliere le giuste priorità. Tra le proposte avanzate, quella dell’introduzio-
ne di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie Speculative, già adottata da diversi Paesi e per la quale è stata presentata una Proposta di Legge bipartisan alla Camera (n.3740 primo firmatario il Democratico Andrea Sarubbi), sottoscritta da deputati di quasi tutti gli schieramenti politici.
Il buon senso, ad esempio, è quello di disinvestire in spese militari. «Spendere 15 miliardi di euro per acquistare 131 cacciabombardieri F-35, come intende fare il governo, è una follia. Serve buon senso. Soprattutto se si pensa alle emergenze dell’ Aquila, dell’alluvione in Veneto e ai tagli alla scuola», denuncia «Controllarmi», la rete italiana per il disarmo (a cui aderiscono tra le altre Acli, Arci, Pax Christi, Libera, Amnesty International), «Chiediamo un sussulto di dignità alla politica dice don Renato Sacco di Pax Christi abbiamo il sospetto che chi detta la linea sia Finmeccanica e non la politica. Chiediamo inoltre che non ci si dicano bugie: i soldi ci sono contro la crisi, basta spenderli nel modo giusto. I cacciabombardieri verranno costruiti a Cameri (Novara) e ci dicono che questo progetto impiegherà 10 mila persone. Ma è una bugia: i nuovi posti di lavoro non supereranno le mille unità. Con 15 miliardi di euro a disposizione anche io che sono un prete riuscirei a trovare mille posti di lavoro».
LA RAPINA
«Da domani, su quattro malati, ne potremo salvare uno. Chi sarà il fortunato?». È lo slogan, drammaticamente appropriato, con cui il CINI ha lanciato un appello alla Camera e al Senato perché si dica «no» ai tagli al 5mille previsti dalla nuova legge per la stabilità in discussione in Parlamento. «Infatti, secondo questa legge, rispetto all’intero ammontare del 5xmille, i fondi da destinare alle associazioni avranno un tetto massimo di 100 milioni di euro, mentre il resto verrà trattenuto dallo Stato. Una misura che, nel 2011, ridurrebbe del 75% l’importo destinato al terzo settore rispetto all’anno precedente», sottolinea ancora Maria Egizia Petroccione. L’appello, a cui hanno aderito associazioni e Ong internazionali e italiane, tra le quali Emergency, Amnesty International e Medici Senza Frontiere, è stato anche pubblicato online, sul sito www.iononcisto.org. E, in soli tre giorni, ha già raccolto più di 100mila firme. Con questa legge, «passeremo dai 400 milioni a disposizione nel 2010 ai 100 che saranno destinati l’anno prossimo, con gravi ripercussioni sulla operatività delle organizzazioni del terzo settore che hanno dimostrato, soprattutto negli ultimi anni, una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all’estero», spiega la coordinatrice del CINI, secondo cui, nel lungo periodo, «occorre comunque stabilizzare il meccanismo del 5 x mille». Nella prima edizione, nel 2006, «il 5x mille era senza tetto. Dall’anno prossimo ribadisce Petroccione sarà di 100 milioni, limitando drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota».

L’Unità 25.11.10