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“Il bene del Paese”, di Ezio Mauro

I Grandi del mondo arrivano a Roma ? mentre Hu Jintao deve ripartire per l´urgenza della crisi cinese ? in uno scenario inedito: il chairman del G8 è impegnato in una sua battaglia personale contro i giornali, attaccati domenica con una nota ufficiale del governo per la loro “morbosità”, e presi a male parole ieri nella conferenza stampa della vigilia, per aver osato criticare la regia italiana del vertice, accennando all´ipotesi che l´Italia possa essere esclusa in futuro dal G8.

Soffocato dagli scandali che ha costruito interamente con le sue mani, Silvio Berlusconi attribuisce ai giornali la causa dei suoi mali, l´”imbarazzo” e il “calo di reputazione” di cui parla il “Financial Times”, gli avvertimenti alla Merkel raccolti dal “Wall Street Journal” sulle fotografie del summit con il premier italiano, che potrebbero metterla in difficoltà nelle prossime elezioni.

Ieri il ministro degli Esteri Frattini ha definito “una buffonata” le indiscrezioni del “Guardian” su una supplenza degli Stati Uniti all´Italia nel lavoro preparatorio degli sherpa e Berlusconi nel pomeriggio ha rincarato la dose: «Una grande cantonata di un piccolo giornale». Come sempre, non è mancato l´attacco diretto a
“Repubblica”: «Prima mi gettate addosso delle calunnie, poi ve la prendete con me perché queste calunnie fanno male all´Italia».

Il presidente del Consiglio ha perfettamente ragione su un punto:
mentre si apre un summit, il cui successo è importante per il nostro Paese che lo ospita, c´è qualcosa in queste settimane che fa molto male all´Italia: è il suo comportamento privato unito alle menzogne pubbliche che cercano di giustificarlo. I giornali stranieri e “Repubblica”, com´è regola nel mondo libero, non fanno altro che dar conto di questo ai cittadini-lettori. Tutto il resto ? campagne, manovre, eversioni ? non è nemmeno un giudizio politico:
semplicemente, come ha detto ieri il direttore del “Sunday Times”, è una “stupidaggine”.

La Republica, 8 luglio 2009

1 Commento

  1. La redazione dice

    Affondo del New York Times: «Obama assuma la guida del vertice»

    Il Presidente Usa Barack Obama dovrebbe assumere la guida del vertice del G8 al via in Italia, per evitare che sia uno spreco di tempo e di impegno. E’ quanto scrive nel giorno dell’apertura del summit in un editoriale il quotidiano americano The New York Times. Non sono i problemi a mancare, precisa il quotidiano, «ma una programmazione imperdonabilmente negligente da parte del governo ospite, l’Italia, e la debolezza politica di molti dei leader presenti, lascia poco spazio all’ottimismo».

    LA GUIDA – Per questo, scrive il Nyt, «se questa sessione non vuole essere uno spreco di tempo e impegno, il Presidente Obama dovrà assumerne la guida», trasformando la fiducia politica che si è guadagnato negli ultimi sei mesi in capitale diplomatico. Il quotidiano invita quindi il Presidente americano a «fare nuove pressioni sulla Germania perché investa di più nel pacchetto di stimolo», a intervenire sugli altri leader per scongiurare «pericolose tendenze protezionistiche» e a sollecitare una «decisa presa di posizione da parte del G8, Russia inclusa», contro l’ambizione nucleare iraniana.

    CLIMA – Sui cambiamenti climatici, gli Stati Uniti sono ancora molto indietro rispetto all’Europa, ammette il Nyt, per cui Obama dovrà fare pressioni sul Congresso americano perchè approvi la sua legge per la riduzione delle emissioni. Al vertice, i leader del G8 «dovrebbero impegnarsi a rispettare l’obiettivo» di raddoppiare gli aiuti ai Paesi poveri, e «ogni Paese dovrebbe annunciare un contributo preciso per questo e il prossimo anno». «Tradizionalmente è l’ospite a dettare tono, tema e agenda di questi incontri – prosegue il quotidiano – ma il premier italiano, Silvio Berlusconi, ha speso gran parte delle sue energie, nelle ultime settimane, a cercare di eludere le accuse pubblicate dalla stampa sulle sue frequentazioni con escort e minorenni. “Showmanship”: forse. Leadership: no». «Tutti i Paesi presenti all’Aquila hanno un chiaro interesse a favorire una più forte e rapida ripresa economica, a fermare la corsa nucleare dell’Iran, a rallentare il riscaldamento terrestre e a sostenere lo sviluppo delle nazioni più povere del mondo – conclude il Nyt – spetta ad Obama ricordarlo ai leader e stimolarli».

    Il Corriere della Sera, 8 luglio 2009

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