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Questo blog alza la voce contro il bavaglio del DDL Alfano

4 Commenti

  1. Luciano Salvi (circolo PD Ravarino) dice

    Bisogna trovare il modo di uscire all’esterno, per coinvolgere il popolo extra Web (che è ancora la maggioranza).

  2. Daniela dice

    Ha ragione da vendere Umberto Eco

    «La storia (vorrei dire da Catilina in avanti) è stata ricca di uomini avventurosi, non privi di carisma, con scarso senso dello Stato ma senso altissimo dei propri interessi, che hanno desiderato instaurare un potere personale, scavalcando parlamenti, magistrature e costituzioni, distribuendo favori ai propri cortigiani e (talora) alle proprie cortigiane, identificando il proprio piacere con l’interesse della comunità. È che non sempre questi uomini hanno conquistato il potere a cui aspiravano, perché la società non glielo ha permesso. Quando la società glielo ha permesso, perché prendersela con questi uomini e non con la società che li ha lasciati fare?

    … Nel 1931 il fascismo aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 (1 per cento) rifiutarono e persero il posto. Alcuni dicono 14, ma questo ci conferma quanto il fenomeno sia all’epoca passato inosservato lasciando memorie vaghe. Tanti altri, che poi sarebbero stati personaggi eminenti dell’antifascismo postbellico, consigliati persino da Palmiro Togliatti o da Benedetto Croce, giurarono, per poter continuare a diffondere il loro insegnamento. Forse i 1.188 che sono rimasti avevano ragione loro, per ragioni diverse e tutte onorevoli. Però quei 12 che hanno detto di no hanno salvato l’onore dell’Università e in definitiva l’onore del Paese.

    Ecco perché bisogna talora dire di no anche se, pessimisticamente, si sa che non servirà a niente.

    Almeno che un giorno si possa dire che lo si è detto». Umberto Eco

  3. Bruno dice

    Colgo l’invito che avete fatto e come commento pubblico il comunicato stampa che La Rete ha diffuso ieri

    Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.
    Accadrà domani, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l’informazione in Rete.
    Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant’anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.

    Domani 14 luglio dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, L’iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.

  4. La Redazione dice

    La redazione invita tutti gli amici di questo spazio a dire la loro sul ddl Alfano. Oggi fino alle 17 La Redazione “incrocia le braccia” per porre l’attenzione sull’ulteriore spregio che questo Governo sta perpetrando nei confronti della democrazia e della informazione.

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